L’ENERGIA DEL VENTO AL SERVIZIO DEL PORTO

Taranto punta sull’eolico per giocare un ruolo importante nel processo di transizione ecologica. La città pugliese si dota di un parco eolico offshore a sevizio del porto.

INFRASTRUTTURE
Domenico Aloia
L’ENERGIA DEL VENTO AL SERVIZIO DEL PORTO

Taranto punta sull’eolico per giocare un ruolo importante nel processo di transizione ecologica. La città pugliese si dota di un parco eolico offshore a sevizio del porto.

La città pugliese, per troppo tempo identificata con una delle aziende simbolo della produzione di acciaio a livello europeo, l’Ilva (o meglio ex) che ne ha ferito il paesaggio e provocato problemi ambientali, sanitari e sociali, desidera rilanciarsi. Rilancio, che passa anche attraverso la strada della transizione ecologica e l’impiego di fonti rinnovabili per sfruttare due elementi caratteristici della città, il golfo sul quale è ubicata e il porto.
La scelta, date le caratteristiche dalla città è caduta su un parco eolico off shore (installato in mare).
Purtroppo nonostante l’importanza del progetto, non tutto è andato liscio come era nelle previsioni. È proprio il travagliato iter del progetto tarantino a dimostrare quanto le energie rinnovabili siano necessarie in un processo di transizione ecologica ma che nonostante ciò si trovino spesso a dover fare i conti con  le contrarietà di amministrazioni pubbliche, associazioni ambientaliste, comitati di cittadini ma anche con ritardi burocratici.
Infatti negli oltre 14 anni intercorsi tra l’idea progettuale (2008) e l’inaugurazione avvenuta a fine aprile 2022, si sono susseguiti numerosi ricorsi e contro ricorsi, spesso eccessivamente pretestuosi, da parte della Sovrintendenza, della Regione Puglia e del Comune di Taranto che sommati alle lungaggini burocratiche hanno impedito il regolare svolgimento del progetto e protratto notevolmente i tempi di realizzazione.

I ricorsi, solo per citarne alcuni,  sono stati di varia natura. Uno ad esempio, imputava a un progetto del genere il rischio di alterare ulteriormente il paesaggio già sotto stress; un altro di natura legislativa, secondo il quale le concessioni a impianti cosiddetti “near shore” fossero di spettanza della Regione e non dell’allora Ministero dei trasporti (attuale Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile).
Anche a causa di lungaggini burocratiche il progetto si è bloccato per alcuni anni. Nel 2016, il Gestore dei Servizi Elettrici  (GSE) aveva concesso degli incentivi, ma l’anno successivo la società Baleolico vista la mancanza di due autorizzazioni aveva chiesto la proroga all’ inizio dei lavori, concessa nel maggio 2021, quindi solo a settembre scorso sono potuti partire i lavori.

L’impianto porta lo stesso nome della società di progetto detentrice di diritti, permessi e approvazioni per la costruzione e la gestione del parco eolico tarantino. Si chiama Beleolico e si tratta del più grande parco eolico del Mediterraneo e il primo in Italia. Si sviluppa su una superficie di 131 mila metri quadrati ed interessa un area demaniale marittima di 455 metri quadrati situata nel Golfo di Taranto, davanti alle spiagge di Lido Azzurro e al porto, in concessione per 30 anni dalla Capitaneria.
A progettare, costruire e gestire l’opera per la quale sono stati investiti circa 80 milioni di euro, Renexia, società impegnata nella realizzazione a tutto tondo di grandi impianti di energie rinnovabili.
Il parco si caratterizza per la presenza di 10 turbine ad una distanza variabile dai 100 metri ai 2,5 Km situate nel Mar Grande che insieme al Mar Piccolo formano la porzione del golfo che abbraccia la città. È dotato di una capacità pro capite di 30 Mw, per una potenza complessiva di 58000 Mwh, in grado di rispondere ai fabbisogni di circa 60 mila persone e 21 mila famiglie.  Provvede a una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 730 mila tonnellate nei 25 anni di funzionamento previsti.

L’installazione è destinata a fornire energia al porto e in futuro anche idrogeno verde all’ ex Ilva ed alla raffineria Eni, mentre una quota del 10% dell’energia prodotta, 220 mila Mwh saranno impiegate per l’elettrificazione dello scalo marittimo tarantino che diventerà più “verde” ed “ecologico
Inoltre a 3km dal parco eolico è situata la sottostazione elettrica tramite la quale un cavidotto immetterà energia nella rete e la distribuirà su larga scala.
I principali vantaggi che caratterizzano il progetto sviluppato a Taranto sono quelli di poter sfruttare la maggior forza che il vento sprigiona in mare; generare maggiore energia rispetto ad uno stesso impianto collocato sulla terra ferma; ricorrere a una fonte energetica pulita; ridurre le emissioni climalteranti; impattare meno da un punto di vista visivo, aspetto quest’ ultimo non trascurabile visto che rappresenta la motivazione che molto spesso viene portata avanti da coloro che si dichiarano contrari a impianti di questo tipo.