LEONARDO E IL CYBERCRIME

Aperta la “Cyber & Security Academy”, la formazione che attrae perché insegna la difesa digitale e prepara al futuro. Una sola settimana dall’avvio e già vanta 15 mila iscritti.

APPROFONDIMENTO
Enzo Millepiedi
LEONARDO E IL CYBERCRIME

Aperta la “Cyber & Security Academy”, la formazione che attrae perché insegna la difesa digitale e prepara al futuro. Una sola settimana dall’avvio e già vanta 15 mila iscritti.

La mancanza di figure professionali ricercate dalle aziende sta mettendo in moto strategie per affrontare intanto anche la mancanza di interesse dei ragazzi e dei giovani per i corsi di formazione, a cominciare dall’analisi dei motivi che stanno allargando la forbice tra offerta e domanda. Tra essi c’è la questione retributiva certo ma non è la sola. Al riguardo mi aveva colpito, in una di queste analisi, quanto aveva rilevato Paolo Bertetti responsabile della Sanlorenzo Academy aperta per arruolare e preparare le risorse umane necessarie per uno dei costruttori italiani al top internazionale per yacht e super yacht (con cantieri a Viareggio, Massa, Ameglia e La Spezia) e le piccole e medie imprese dell’indotto.

Per Paolo Bertetti è necessario utilizzare gli strumenti sia di comunicazione tradizionali sia innovativi ma quanto ai contenuti, il problema è come rendere attraenti per i giovani questi mestieri spesso gravati di preconcetti. Rendere attraenti, appunto.Un problema che, a qualche mese di distanza, non si è neppure posto con l’avvio di un’altra iniziativa di formazione, iniziata la scorsa settimana a Genova dal Gruppo Leonardo: la Cyber & Security Academy.

Partendo dal fatto che l’Azienda dispone già di160 analisti esperti e piattaforme capaci di 500 miliardi di operazioni al secondo dedicate ai monitoraggi delle minacce cyber e che con il global Soc (Security operation centre) di Chieti monitora ogni anno oltre 4,7 milioni di indicatori di compromissione, ovvero tracce digitali di incidenti cyber, ha deciso di finanziare con un investimento di 2 milioni 300 corsi messi a disposizione per soddisfare ogni esigenza, dalla protezione base a quella più sofisticata.

L’idea è nata – ha spiegato Tommaso Profeta, capo della divisione cyber di Leonardo – dopo che abbiamo sviluppato le piattaforme Cyber Range e Cyber Trainer, progettate secondo i principi della gamification, con la possibilità di creare gemelli digitali che possono simulare sino a 5 scenari complessi in contemporanea. L’abbiamo voluta creare a Genova perché la piattaforma è nata e sviluppata qui e la mettiamo a disposizione del Paese, ma anche degli stakeholder esteri”. L’Academy si rivolge alle istituzioni, alle imprese, ai centri di ricerca, collabora con l’Università di Genova e, grazie al Centro di competenza Start 4.0, ha intenzione di raggiungere una platea ancora più ampia.

La formazione non è solo rivolta a istruire le persone, ma è studiata per aumentare le soft skill delle persone. Impareranno come si lavora insieme, la risoluzione dei conflitti e come comunicare tutto questo. I primi cento posti in presenza sono già a disposizione nella Torre Fiumara, sede appunto dell’Academy, ma sono previsti anche corsi a distanza. Ed ecco – ai fini del concetto di attrazione – la conferma. È bastata la comunicazione dell’avvio dell’Academy per scatenare le attenzioni che si sono sostanziate in 15 mila iscrizioni.  È considerato decisamente stimolante insomma entrare in un progetto strategico. Anche perché – si osserva – l’attualità sull’indipendenza di un Paese non riguarda solo il gas o l’energia in generale, ma anche le strutture di difesa digitali: il caso di Kaspersky, il sistema di protezione russo, inserito ora in black list dopo l’attacco militare in Ucraina, è emblematico.

La guerra ha comunque solo amplificato una situazione che accade tutti i giorni.
Il fenomeno degli attacchi cyber è in crescita esponenziale. L’ultimo rapporto Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, rileva che nel solo 2021 sono stati registrati nel mondo 2.049 attacchi informatici gravi, il 10% in più rispetto al 2020. Con il cybercrime arrivato a costare 6 trilioni di dollari.

Stefano Bordi, responsabile dell’Academy di fronte a questo fenomeno risponde: “Siamo in grado di formare team di difesa, il blue team, e team di attacco, il red team, perché in questo modo si riescono a contrastare davvero le minacce. In più c’è un white team che monitora il tutto”. Cyber range testa quindi  la capacità dei sistemi digitali in situazioni al limite su reti di distribuzioni di energia, veicoli terrestri aerei, navali. Il “gemello” simula e sperimenta l’attacco per capire se le capacità di risposta sono adeguate alla minaccia. Il blue team controlla sistemi e il red team cerca di sfruttare la vulnerabilità del sistema.