L’IMPRESA DI VEICOLARE LE IMPRESE

Primavera d’Impresa, il concorso che mette in rete la creatività, la ricerca e l’innovazione delle micro, piccole e medie imprese. Un premio che sa stare al passo con i tempi. Parla l’Amministratore, Sara Stefanini.

INIZIATIVE
Giulia Modesti
L’IMPRESA DI VEICOLARE LE IMPRESE

Primavera d’Impresa, il concorso che mette in rete la creatività, la ricerca e l’innovazione delle micro, piccole e medie imprese. Un premio che sa stare al passo con i tempi. Parla l’Amministratore, Sara Stefanini.

Un premio nato per raccontare e portare sul podio dell’imprenditorialità innovativa le micro, piccole e medie imprese (MPMI) di qualsiasi settore merceologico, che sono riuscite, attraverso una serie di modifiche al proprio sistema operativo e di gestione, a raggiungere una maggiore competitività, sostenibilità e comunicazione. E questo grazie alla creatività, alla ricerca e l’innovazione. Un’impresa, è proprio il caso di dirlo, non certo facile quella del cambiamento, soprattutto in periodo di pandemia, che indubbiamente ha rivoluzionato l’approccio al mercato e alla produzione.

Questa IV edizione di “Primavera d’Impresa”, che torna in presenza il 14 e 15 giugno al Palazzo dei Congressi di Firenze, non cambia però la sua formula vincente. Ma la arricchisce di spunti, confronti e servizi per il settore delle MPMI che, dati alla mano, rappresentano nel nostro Paese il 99,9% del totale delle imprese operanti sull’intero territorio nazionale, generando oltre il 70% del fatturato e contribuendo a impiegare oltre l’81% dei lavoratori. Ecco quindi perché le MPMI sono la vera e propria struttura portante del sistema produttivo italiano. Nonostante il Covid, le micro, piccole e medie imprese rappresentano, ad oggi, un trend in continua crescita.  Cosa su cui i gli organizzatori di Primavera d’Impresa sin dalla sua prima edizione, hanno voluto porre l’accento dedicandogli la meritata attenzione. E in particolare nei confronti delle cosiddette MPMI innovative che sono una evoluzione delle Start Up.  Abbiamo incontrato Sara Stefanini, amministratore unico della società CRISIS scarl ideatrice e organizzatrice di Primavera d’Impresa.

Come è nata l’idea di premiare le imprese che aderiscono a un cambiamento e si evolvono secondo i tempi?

Primavera d’Impresa nasce con l’intento di far conoscere le migliori esperienze di lavoro, ricerca e innovazione presenti nel territorio e divulgare, con piani di comunicazione adeguati, l’innovazione stessa e l’impresa a livello territoriale e nazionale. Scopo del Premio, infatti, è incentivare la reciproca conoscenza di società eterogenee per settore merceologico e dimensione, ma accumunate da una cultura di impresa attiva, creativa e innovativa. È nostra convinzione che solo la reciproca conoscenza e la condivisione di sapere ed intuizione, ottenibili grazie a possibilità di incontro e ad una corretta comunicazione, possa dar vita a nuove opportunità d’impresa e di lavoro, stimolando i territori. Per questo motivo la capacità di divulgare in modo chiaro quali siano i valori ed i bisogni delle aziende è centrale in Primavera d’Impresa. L’idea alla base è stata sposata fin dalla sua prima edizione da Enti, Associazioni di categoria, Università e Centri di Ricerca proprio per la sua connotazione di luogo di incontro fresco e dinamico, tanto da diventare patrimonio comune di tutti i partecipanti a vario titolo. E che fonda sulla messa a comune di capacità e opportunità, il suo paradigma.

Quante sono le aziende che aderiscono al vostro concorso e quindi capaci di mettersi in gioco?

Nel corso delle varie edizioni abbiamo assistito a una crescita costante delle adesioni, passando da 41 a 128 progetti presentati e con un network formato da più di 400 tra imprese, enti, associazioni di categoria, università, centri di eccellenza e ricerca, partner. Abbiamo riscontrato un interesse sempre maggiore da parte delle imprese e anche di tutti gli enti che ogni anno hanno rinnovato il loro fondamentale supporto alla crescita dell’iniziativa. Le aziende partecipanti appartengono a categorie merceologiche differenti e coprono tutte le diverse forme giuridiche dalla società unipersonale alla SpA, accumunate dalla voglia e necessità di incontro con altre realtà imprenditoriali e di comunicare i propri prodotti e risultati. Sono proprio questi gli aspetti che caratterizzano Primavera d’Impresa, un evento in cui aziende differenti e sulla carta distanti possono incontrarsi e iniziare interazioni proficue e sinergiche.

Quanto e se sono cambiate le imprese dopo la pandemia?

La pandemia ha avuto e, per certi aspetti continua tutt’ora ad avere un impatto importante sulle aziende. Personalmente, ho potuto constatare che, dopo un’iniziale e comprensibile smarrimento, le aziende hanno iniziato a riflettere sul proprio modo di fare impresa e sul come potersi riorganizzare al meglio, cercando di comprendere quali fossero i propri punti di forza e di debolezza, quali strategie adottare e su quali tecnologie investire. Le aziende, inoltre, hanno investito molto in tecnologie e digitalizzazione, spinte sicuramente dalla necessità di dover gestire da remoto le attività aziendali. Questo ha portato alla modifica di alcuni paradigmi, che, seppur magari inizialmente siano stati faticosi, si sono rivelati vincenti e in grado di agevolare il lavoro e l’attività commerciale.

Il nostro Paese è l’economia delle MPMI, ma in che modo queste possono essere aiutate a competere con la vastità del mercato globale, ci sono delle ricette?

Non credo che possa esserci una ricetta assoluta valida per tutte le MPMI. Volendo però comporre la mia ricetta personale, le direi che un ingrediente fondamentale sta nell’avere una visione ampia e non limitata alla sola propria attività, così da poter cercare di creare opportunità e in modo da precorrere le necessità e non rincorrere costantemente le esigenze di un mercato sempre in continua evoluzione. Altro ingrediente che annoterei è un sistema di controllo finanziario che garantisca un monitoraggio continuo della propria situazione, per avere un quadro chiaro di eventuali criticità e riuscire, attraverso consulenti qualificati, a porre tempestivamente rimedio.

Quest’anno tornate in presenza in una due giorni fiorentina per raccontare eccellenze e voglia di ripartenza. Su cosa avete puntato l’attenzione?

Per questa edizione abbiamo scelto non solo di estendere a due giorni l’evento conclusivo di Primavera d’Impresa per dare una maggiore opportunità alle imprese d’incontrarsi e conoscersi, poi scegliendo un luogo che fosse accogliente e dotato di ampi spazi per poter dare la possibilità di interazione ai partecipanti. Sono previsti, inoltre, molti eventi che vedranno la partecipazione attiva di enti e imprese, che attraverso la formula dell’agorà, si confronteranno su tematiche quali ambiente, energia, riuso delle materie, fiscalità, lavoro e forme di economie alternative.