LINEA PONTREMOLESE, IL RADDOPPIO DI UN'OPERA ESSENZIALE

Le tre mosse che hanno tolto dal binario morto il raddoppio della ferrovia Pontremolese. Un’infrastruttura indispensabile, strategica ed ecosostenibile che dovrebbe essere pronta agli inizi del 2022 .

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
LINEA PONTREMOLESE, IL RADDOPPIO DI UN'OPERA ESSENZIALE

Le tre mosse che hanno tolto dal binario morto il raddoppio della ferrovia Pontremolese. Un’infrastruttura indispensabile, strategica ed ecosostenibile che dovrebbe essere pronta agli inizi del 2022 .

Ben tornato. È proprio il caso di dirlo al progetto di raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese, quella che, tra La Spezia e Parma, attraversa salendo su un solo originario la Valle della Lunigiana e scendendo la Valle del Taro. Ne abbiamo già parlato, ma è necessario riprendere il filo su quest’opera non solo perché è tornata di stringente attualità, dopo un silenzio e una inattività che durano dal 2014, ma soprattutto perché si sono aperte concrete prospettive di realizzazione, ovviamente per fasi, grazie ai progressi in rapida successione che la vice ministra alle Infrastrutture Teresa Bellanova è venuta a ribadire da Roma per tre volte in un mese, due volte al Porto della Spezia e una volta al Porto di Marina di Carrara, portando le novità dei passi in avanti che si sono fatti, grazie al combinato disposto tra il Ministero e la presidente della Commissione Trasporti della Camera Raffaella Paita.

Per chiudere il cerchio in attesa degli eventi tecnici previsti e finanziati questa la situazione in progress: la nomina del commissario straordinario Mariano Cocchetti; una prima azione sul tratto di 7 chilometri, da rettificare, all’altezza di Vico Fertile, compreso il richiesto spostamento della linea fuori dall’abitato di Parma, per il quale sono stati stanziati 260 milioni; una seconda azione per l’adeguamento, tecnico ed economico, del progetto che, approvato dal Cipe nel 2009, è diventato obsoleto; il nuovo progetto, fatto recentemente inserire, e finanziato, nel piano di Rete Ferrovie Italia, che dovrebbe essere pronto agli inizi del 2022, come ha indicato lo stesso commissario straordinario, darebbe il via al reperimento delle risorse che il progetto indicherà.

Non sarà possibile inserire l’opera nel Piano nazionale di rilancio (Pnrr) perché, pur avendo tutti i requisiti dello sviluppo sostenibile, non potrebbe rientrare nei tempi dati dall’Europa (la scadenza è il 2026) per la sua ultimazione. Per cui si cercheranno risorse statali, dice la vice ministra, con buone possibilità di riuscita. Perché? Perché se è vero che ci sono tante risorse e tante esigenze, il partenariato con territori uniti e decisi conferiscono una marcia in più, visto che è ormai convinzione acquisita e diffusa (fino a due anni fa non data per affermata, anzi) che il raddoppio della linea ferroviaria Pontremolese è un’opera essenziale, strategica, ecosostenibile e in linea con la richiesta del trasferimento fino al 50 per cento dei traffici dalla strada alla ferrovia non solo per le merci dei porti della Spezia e di Marina di Carrara da e per il Nord Italia e al cuore dell’Europa via Brennero, non solo per il traffico dei passeggeri e turistico dei territori (di Liguria orientale e Nord Toscana), ma per tutto il sistema – questa è la vera conquista – dei trasporti e dell’intermodalità in Italia.

Una linea da raddoppiare perché essenziale – e non è un fatto marginale – pure alternativa a eventuali blocchi che potrebbe subire la dorsale ferroviaria principale in Emilia, come già accaduto. I requisiti insomma ci sono tutti, con il valore aggiunto, che potrà giocare un ruolo rilevante, di tutte le comunità che hanno confermato di fare squadra anche nell’ultimo incontro presso il presidente dell’Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale, Mario Sommariva, presenti i sindaci della Spezia Pierluigi Peracchini e di Carrara Francesco De Pascale (e idealmente presenti tutti i sindaci della Lunigiana e del Parmense), tutti i rappresentanti della comunità portuale, comunità che merita attenzione perché, con Trieste, ha raggiunto la più alta percentuale in Italia (il 35 per cento) del traffico su rotaia.

A caldeggiare l’impostazione di questo metodo di lavoro sia a La Spezia sia a Marina di Carrara è stata l’onorevole Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, che ha confermato quel combinato disposto tra Governo e Parlamento che ha permesso all’opera di essere tolta dalle incompiute e di fare davvero concreti passi in avanti nell’arco dell’ultimo anno.