L’ISOLA DI GORGONA SEMPRE PIÙ GREEN

Diventerà un laboratorio speciale per la triplice transizione ecologica, sociale ed economica. Il programma degli interventi.

AMBIENTE
Enzo Millepiedi
L’ISOLA DI GORGONA SEMPRE PIÙ GREEN

Diventerà un laboratorio speciale per la triplice transizione ecologica, sociale ed economica. Il programma degli interventi.

L’isola di Gorgona, la più piccola dell’Arcipelago Toscano, si prepara a diventare autosufficiente e a trasformarsi da splendidamente verde in green in tutto e per tutto, grazie a un sistema di fitodepurazione delle acque e ad azioni energetiche che non prevedano incrementi di CO2.
Ma sarà soprattutto un laboratorio nel quale si potranno sperimentare tecnologie e innovazioni su piccola scala che potranno essere replicate in iniziative di più vasta portata. Del resto – ha spiegato il presidente dell’Azienda servizi ambientali (ASA) Stefano Taddia – il progetto per Gorgona è la riproposizione di quanto Asa ha realizzato con successo in Grecia, nell’isola di Lesvos con il progetto “Hydrousa”.

Si partirà con due interventi innovativi improntati alla sostenibilità ambientale, nell’ambito del finanziamento da 684mila euro che il Fondo per gli investimenti nelle Isole Minori del Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio ha assegnato al progetto del Comune di Livorno, di ASA e Amministrazione Penitenziaria.
Gli interventi consistono, per la parte idrica, nella rivisitazione completa del sistema di depurazione funzionante da oltre 20 anni con un impianto di fitodepurazione di ultima generazione a flusso verticale “alla francese” seguito da vasche a flusso orizzontale aerate.
È previsto anche il recupero dei fanghi come ammendanti agricoli e il riuso delle acque depurate per l’irrigazione, ispirandosi pienamente ai principi dell’economia circolare.

Per l’intervento energetico, a servizio del nuovo impianto di depurazione, ci sarà un nuovo impianto a pannelli fotovoltaici, oltre a una micro pala eolica ad asse verticale per la copertura del fabbisogno annuale calcolato in 11mila kwh per garantire l’autosufficienza elettrica.
I tecnici di Asa, gli ingegneri Michele Del Corso e Camillo Palermo, hanno messo in evidenza come il riciclo delle acque su Gorgona avverrà senza l’utilizzo di prodotti chimici, con processi che garantiscono che gli scarti di depurazione siano completamente riutilizzati. L’acqua che si renderà disponibile sarà molto utile nei periodi di siccità, e tutte le azioni da intraprendere non prevedono incrementi di CO2. L’isola sarà insomma autosufficiente e “green”.
Anche le modalità di realizzazione saranno scelte in maniera sostenibile. Per esempio le pale eoliche possono presentare aspetti impattanti sulla fauna, pertanto solo dopo attenti studi sulle rotte dei chirotteri e un’analisi dei possibili siti di impianto si deciderà se adottarle o rimanere sul fotovoltaico.

La progettazione esecutiva si concluderà entro la prima metà del 2023 e i lavori si prevede che siano completati entro la metà del 2025.
Come si può anche intuire sono interventi, di cui il Comune è soggetto attuatore, attraverso i quali si punta da un lato a rendere l’isola pienamente sostenibile dal punto di vista ambientale e indipendente dal punto di vista energetico, totalmente “carbon neutral”, dall’altro lato a porre le condizioni per far sì che Gorgona entri nel Servizio Idrico Integrato, quindi sotto di Asa, il che consentirà di migliorare i processi ambientali.
Con l’intenzione – ha assicurato l’assessore allo sviluppo economico Gianfranco Simoncini – di presentare altri progetti per la quota di risorse del Fondo Isole Minori non assegnate per il recupero per esempio delle grandi vasche storiche, anticamente utilizzate dai monaci benedettini, che potrebbero essere destinate all’accumulo di acqua per usi agricoli.

A ben vedere, questo il messaggio che va colto, si tratta certo di un processo di transizione completa: ecologica, sociale ed economica.
Transizione che parte dal significato dato dal sindaco Luca Salvetti all’iniziativa che rientra nel percorso per far sì che l’isola di Gorgona possa essere considerata a tutti gli effetti un quartiere della città di Livorno, seppur separato dal mare.
E che si completa – parola di il direttore della Casa Circondariale di Livorno Carlo Mazzerbo e del Garante dei diritti dei detenuti Marco Solimano – con il pieno coinvolgimento, fin dalle prime fasi di progettazione, dei detenuti e dell’amministrazione del carcere.
Ma che implica infine un apprezzabile valore economico a cominciare dal risparmio energetico.