L’Italia primo paese in UE per economia circolare

La classifica nel rapporto Cen: grazie alle pratiche di piccole e medie imprese. Il nostro Paese batte Francia, Germania, Spagna e Polonia.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
L’Italia primo paese in UE per economia circolare

La classifica nel rapporto Cen: grazie alle pratiche di piccole e medie imprese. Il nostro Paese batte Francia, Germania, Spagna e Polonia.

L’Italia è la prima tra i grandi Paesi dell’Unione Europea per economia circolare. Lo rivela il sesto Rapporto del Circular Economy Network (Cen) e di Enea, presentato alla conferenza annuale sull’economia circolare a Roma. Non c’è storia con le altre grandi economie europee. “Il nostro Paese – racconta il rapporto – batte Francia, Germania, Spagna e Polonia.. Si tratta di una conferma che, per il nostro Paese a 45 punti di circolarità, arriva anche con i nuovi indicatori della Commissione europea”.

Senza economia circolare non c’è pace con il pianeta, quindi con noi stessi, infatti il 50% delle emissioni serra che stanno facendo impazzire il clima e il 90% di perdita di biodiversità, che ci espone a rischi alimentari e sanitari, è conseguenza del fatto che consumiamo ogni anno 106 miliardi di tonnellate di materie prime. Circa 4 volte di più di mezzo secolo fa. I nostri consumi sono corredati da sprechi e produzione di rifiuti che riguardano ormai la gran parte di una popolazione globale che ha superato gli 8 miliardi di persone.

Il rapporto del Cen ed Enea però, oltre questi limiti, ha anche evidenziato dei trend che mostrano la possibilità di una crescita dell’economia in direzione opposta, una crescita basata sull’efficienza nell’uso delle risorse.

economia circolare

Il nostro risultato è merito, innanzi tutto della gestione dei rifiuti: infatti il tasso del riciclo degli imballaggi sfiora il 72%, superando dell’8% la media UE ferma al 64%; e il riciclo dei rifiuti urbani è cresciuto del 3,4% tra il 2017 e il 2022 raggiungendo circa il 50%, con la media UE al 48,6% (la Germania svetta però al 69%).

Siamo anche in testa con il riciclo dei Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, all’87,1% a fronte di una media UE dell’81,3%. Il quadro ci mostra un Italia in una posizione di testa, anche se il vantaggio si sta via via assottigliando. Infatti se guardiamo alla classifica secondo il trend degli ultimi cinque anni, i nostri concorrenti corrono più di noi.

Nella ricerca poi  brilliamo meno.  I dati dimostrano che mentre nel 2020 nell’Unione Europea sono stati depositati 0,46 brevetti ogni milione di abitanti, cioè complessivamente 206, per la gestione dei rifiuti, in Italia nello stesso periodo ci sono stati solo 21 brevetti, cioè lo 0,36 per ogni milione di abitanti, -25% rispetto al 2016. Inoltre l’Italia investe 12,4 miliardi (0,7% del Pil) in alcune attività di economia circolare, al terzo posto dietro Germani e Francia, Gli occupati  sono 613.000, il 2,4% dei nostri occupati, e  quasi un quinto di quello che produciamo viene dal riciclo, quindi nel tasso di utilizzo circolare di materia siamo secondi solo alla Francia.

L’economia circolare diventa sempre più il volano del futuro, anche gli imprenditori la pensano così se è vero, sempre secondo il rapporto, che due piccole imprese su tre hanno cominciato a metterla in pratica.