LO SCIAMANO

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

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Stefano Grifoni
LO SCIAMANO

I racconti del prof. Stefano Grifoni: ogni riferimento a fatti e personaggi non è puramente casuale.

Antonio aveva paura di sentirsi male mentre si trovava da solo in casa. Aveva la sensazione che qualcosa non andava e sentiva il cuore che batteva forte come gli era accaduto nel pomeriggio. Mi sono fatto le analisi da poco pensò, ma nemmeno questa certezza riusciva a tranquillizzarlo. Cominciò a sudare e la paura si impadronì di lui. Decise di andare al Pronto Soccorso per fare almeno un elettrocardiogramma.  Quando arrivò in ospedale il medico che lo accolse lo vide molto pallido in volto e gli chiese che cosa si sentiva. “Dottore volevo sapere se il mio cuore funziona bene lo sento battere forte e non so perché”. Soffre di una malattia? Si mi hanno detto che il mio cuore ha il ventricolo sinistro un po’ dilatato, ma non prendo nessuna medicina”.

“Che cosa ha fatto stasera? Ha Bevuto alcool, usato sostanze stupefacenti o altro?”. “No dottore sono sempre molto attento alla mia salute. È che sto cercando di capire chi sono e speravo di guarire o meglio che il mio ventricolo sinistro ritornasse normale e stasera sono stato da uno sciamano”. “Ma che dice da uno sciamano? Si dottore sono veramente esseri superiori. Quando lui si è messo la maschera e si è truccato il viso per entrare nella dimensione energetica e sacra del rituale per facilitare il mio ingresso ad una altra dimensione mi sono sentito male. Il mio cuore ha cominciato a battere forte”.” Scusi poteva dirlo che stava male” – disse il medico – “Lo sciamano lo ha interpretato come un segno, l’ingresso nel mondo dello spirito”. “Si distenda la devo visitare e fare un elettrocardiogramma”. Antonio si distese sul lettino e prima che il dottore potesse visitarlo vide su di sé lo sciamano. Era tutto truccato, i capelli raccolti e aveva in mano un oggetto come un legno particolare che agitava in aria. Portava con sé un sacchetto pieno di pietre e di cristalli che gettò sul lettino.  “Lei cosa vuole?” chiese il dottore “Qui in ospedale non facciamo riti, curiamo la gente con le medicine”. “Devo curare mio fratello che sta per entrare nel regno degli spiriti” disse lo sciamano. “Suo fratello è venuto in ospedale per essere curato. Ora si sposti perché devo fare un elettrocardiogramma”.

L’elettrocardiogramma mise in evidenza una importante aritmia. “Suo fratello ha una fibrillazione atriale disse il medico e poi rivolto ad Antonio: “Scusi ma lei ha sofferto in passato di questa aritmia?”  “Si dottore va e viene e quando mi emoziono riappare. Oggi come le dicevo, questo signore che dice di essere mio fratello, indicando lo sciamano, voleva curarmi il cuore. Diceva che ho il cuore grosso”. Lo sciamano continuava a contorcersi e a pregare, roteava il bastone con due penne di tacchino nell’aria e girava intorno al lettino dove era disteso Antonio continuamente. Poi guardò il dottore: “Io posso con la mia mente e con gli spiriti curare la malattia a mio fratello”.

“Caro signor sciamano, noi curiamo con le medicine” “Voi scienziati fate male allo spirito e al corpo con i farmaci. Lasci che la mia mente intervenga per fermare il cuore di Antonio e guarirlo”.  Lo sciamano si mise seduto per terra e iniziò ad invocare non si capiva cosa con un mugolio continuo. Il dottore era impressionato dalla situazione e anche imbarazzato. Antonio si sentiva sempre peggio e diceva che non voleva morire. “Ora basta” disse il medico “Aspetta ora metto la maschera che mi permette di entrare nel mondo di mezzo e di curare Antonio”.

“Il mondo di mezzo?” –  chiese il dottore – “Si quello dove incontro i personaggi che mi permettono…”.  Non finì di dire altro che entrò in trance. “Vede dottore” – disse Antonio – “Nella trance è posseduto dalle divinità che parlano attraverso di lui il suo corpo è percorso da tremori, la voce è alterata. Dottore sta viaggiando, la sua anima si è separata dal corpo e sta compiendo un viaggio nel mondo degli spiriti”. Lo sciamano si risvegliò dalla trance e guardando il dottore disse: “Antonio non ha più niente il cuore va bene e può ritornare a casa”. Antonio guardò il dottore: “A me sembra di stare peggio, la tachicardia non mi è passata”. Il dottore allontanò lo sciamano che continuava a pregare i suoi antenati.   “Non mi era mai accaduto – disse il dottore – di ritrovarmi in una situazione simile”. “Come ha fatto a cadere in questa trappola?” chiese ad Antonio. “Non lo so dottore avvolte capita di credere nell’impossibile”. Lo sciamano si allontanò dicendo: “Che la luce primordiale della vita possa illuminare sempre il vostro cammino”.  Dopo poco Antonio fu sottoposto ad una cardioversione elettrica che riportò il suo cuore a battere normalmente. Quando si risvegliò dalla sedazione richiesta per fare l’intervento, sentiva un po’ bruciare sul petto dove erano state collocate dal dottore le piastre per dare la scarica elettrica. “Mi sembra di avere sognato per qualche minuto.  Lo sciamano che forza…”  Il dottore lo guardò… non trovò le parole per rispondere e uscì dalla stanza in silenzio.