L’orto del Papa diventa pienamente biologico
Tecniche agricole specifiche, irrigazione manuale, l’orto dei giardini vaticani ha escluso completamente fertilizzanti e pesticidi sintetici
Nel centro di Roma, nei giardini vaticani, troviamo uno spicchio di campagna, un orto, che è diventato biologico al cento per cento. Dando seguito all’enciclica di papa Francesco Laudato sì, la produzione non è massima, ma vive nel rispetto dei tempi di ciascuna pianta del terreno.
“La terra non è un possesso, ma un dono” ha ripreso papa Leone XIV rivolgendosi agli agronomi e ai forestali, nel 2025, sottolineando che chi la coltiva “con rispetto e sapienza partecipa all’opera creatrice di Dio”
L’orto, che non è grande, conserva però le caratteristiche che risalgono alle sue origini: produrre alimenti per la residenza papale, totalmente biologici. A prendersene cura, ogni giorno, su quattro appezzamenti di circa 400 metri, è un giardiniere esperto, Gilberto Bianchi, che se ne occupa dal 2008, aiutato da qualche tempo da un gruppo di giovani collaboratori, a cui sta trasmettendo la propria esperienza perché non vada perduta , perché si conservino le conoscenze così come sono arrivate ai giorni nostri, tramandate nei secoli dai monaci.
I prodotti vengono utilizzati, per lo più, dalle monache benedettine dell’Abbazia di Santa Scolastica che trasformano una parte della frutta in marmellata e della verdura in conserva, riservate alle abitanti del monastero, e in parte messe in vendita. Le eccedenze invece sono utilizzate da una mensa del Vaticano gestita dalle Missionarie della Carità.
Sono le suore stesse a indicare quali coltivazioni sono necessarie, nel rispetto della stagionalità e di quanto la terra offre in determinati periodi. L’irrigazione è ancora interamente manuale, attraverso un sistema a goccia, fatto appositamente per eliminare il più possibili sprechi e perdite.
Nella stagione estiva arrivano a tavola pomodori, cetrioli, melanzane e peroni, con l’autunno cambiano sapori e colori con la raccolta di broccoli, spinaci, lattuga e zucca. Ma non mancano aglio, basilico e peperoncino, mentre recentemente sono stati messe a dimora piante di kiwi, richieste da un ordine di suore argentine.
Dato che i prodotti sono coltivati senza alcun trattamento si mangiano con la buccia e alcuni vengono trasformati dalle religiose in frutti canditi o biscotti. Gli agrumi dell’orto sono piante secolari di circa 150 anni, anche se nel tempo sono state innestate varietà diverse che non si trovano più sul mercato.
La storia di questo piccolo orto risale al Medioevo, quando papa Niccolò III Orsini trasferì la residenza pontificia dal Laterano al Vaticano, tra il 1277 e il 1280. il Papa volle qui realizzare l’orto e il frutteto racchiuso dalle mura; inoltre nato come spazio verde protetto, fu anche utilizzato per la coltivazione di piante medicinali per le cure e gli usi officinali dell’epoca.
Oggi questo orto viene coltivato esclusivamente con tecniche di agricoltura biologica, programma che non serve solo a trasportare fino a noi la tradizione agricola religiosa, ma con le linee tracciate da papa Francesco e abbracciate da Papa Leone XIV, il Vaticano mostra una grande coerenza tra quanto predica e quanto fa: lasciare la natura seguire il proprio corso.

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