LOVANIO, CUORE VERDE D'EUROPA

Con diverse iniziative ispirate all’eco-sostenibilità Lovanio è pronta a diventare una delle città più accoglienti e verdi del continente.

AMBIENTE
Pamela Preschern
LOVANIO, CUORE VERDE D'EUROPA

Con diverse iniziative ispirate all’eco-sostenibilità Lovanio è pronta a diventare una delle città più accoglienti e verdi del continente.

Diventare climaticamente neutrale entro il 2050 è l’obiettivo che si è data la belga Lovanio (Leuven nella lingua locale) che nel 2020 è stata proclamata Capitale europea dell’innovazione e nominata una delle migliori destinazioni d’Europa per il 2022 da European Best Destinations (EBD) e EDEN Network.Da qualche anno la piccola città si sta impegnando per diventare una delle più verdi d’Europa. E si sta preparando con Leuven 2030 un Piano di azione lanciato nel 2013 che dovrebbe farne la capofila e non una semplice seguace di politiche ispirate alla neutralità climatica, come afferma Katrien Rycken, Direttore di Leuven2030. Luogo di nascita della celebre birra Stella Artois e a soprattutto nota per ospitare un’importante Università con una nutrita popolazione studentesca di oltre 50.000 giovani e circa 170 nazionalità. E non è tutto: la città vanta tra i suoi antichi abitanti importanti pensatori che ne hanno fatto un centro culturale, tuttora vivace.  Si pensi a Thomas More (per gli italiani Tommaso Moro) la cui opera più celebre, Utopia ha avuto qui la sua prima tiratura nel 1516 e all’umanista Erasmus che fu Professore all’Università di Lovanio, fondata nel 1425. Leuven 2030 Dodici fasi con progetti che vanno dall’ammodernamento di un migliaio di case all’anno, all’investimento nell’energia solare, alla rimozione di vaste aree di cemento.

Questa è l’essenza del Piano di Azione che prevede sia la costruzione di strutture rispettose dell’ambiente a basso consumo energetico sia un equo accesso alle risorse. Priorità che coinvolgono nella loro realizzazione tutta la società, incluse organizzazioni caritatevoli e società di edilizia sociale siedono che nel Consiglio di Leuven 2030. Dal 2013 ad oggi oltre all’Università e alla città hanno aderito al Piano e agli impegni sul clima in esso contenuti ben seicento membri: imprese locali, enti civici, cittadini scienziati e enti di beneficenza, tutti impegnati a rendere la città più verde e più pulita per le generazioni future.La crisi pandemica e ora quella energetica non hanno fatto altro che accelerare le ambizioni verdi della cittadina; tra queste la realizzazione di una zona ciclabile estesa all’intero centro cittadino. Un esempio di come una situazione di difficoltà possa diventare l’occasione per ripensare i modi di vivere gli spazi pubblici passando rapidamente dalla teoria alla pratica. Un paradiso per ciclisti e pedoni La politica ecologica di maggior successo è senza dubbio quella legata a un piano di mobilità che prevede la riduzione del numero di auto circolanti. In vigore da un quinquennio, ha significato la divisione di fatto della città in porzioni, come fosse una torta, impedendo il passaggio da una zona all’altra. Nei quattro anni successivi all’avvio l’uso della bici è aumentato di 40%. Con il risultato che per strada non si sentono né i clacson né il rombo dei motori delle auto, neanche il rumore del traffico piuttosto i campanelli delle bici e il fruscio di piedi sui pedali. Raggiunto questo buon risultato, il sindaco della città ha ora l’ambizione di ridurre l’uso di un ulteriore 20% e introdurre un limite di velocità di 30 km. Lovanio è diventata il “paradiso dei ciclisti”, l’unica città del Belgio in cui la bicicletta è il mezzo di trasporto preferito, con i mezzi pubblici al secondo posto e le auto al terzo. Se è un piacere pedalare per le vie e fuori città grazie alle quattro piste ciclabili che collegano il centro col Brabante fiammingo non lo è meno camminare: la città è piccola e percorribile in meno di venti minuti.

Seppure drasticamente ridotte rispetto ad altre aree le auto a Lovanio non mancano e la città risulta prima in classifica in Belgio per uso del car sharingAltri progetti ecosostenibili Per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica oltre al piano di circolazione “verde” sono in corso forti investimenti nell’energia solare e nel riutilizzo delle materie prime, incluso il calcestruzzo. Piuttosto che implementare singole politiche, la strategia scelta dalla città è stata quella di operare un’analisi multilivello. Uno studio sistematico e complessivo che prevede, tra i vari, la misurazione dell’effetto “isola di calore”, conseguenza del cambiamento climatico, svolta in collaborazione con l’Università. Affiancando a questa indagine quella sulle aree verdi della città e dove risiedono gli abitanti vulnerabili tra cui piccoli e anziani. Solo con uno studio complessivo di diverse variabili le politiche possono conseguire i migliori risultati e rivelarsi efficaci per i destinatari. E se le autorità locali si sono dimostrate attente e sollecite, non sono stati da meno i cittadini che di recente hanno dato nuova vita Park Abbey, un sito del 13° secolo ai margini della città, trasformato in una fattoria urbana. Un esempio, non unico peraltro, di agricoltura sociale fondata sulla partecipazione e sul contributo attivo delle comunità locali. Perché anche l’alimentazione rientra nelle scelte di sostenibilità della cittadina. Insomma tra cultura e natura la cittadina sembra proiettata verso un futuro di nuovi successi, oltre a quelli già conseguiti. Recentemente è stata votata come una delle migliori destinazioni d’Europa per il 2022 da European Best Destinations (EBD) e EDEN Network. E allora perché non fidarsi e non andare alla scoperta della cittadina magari nel periodo estivo quando si svuota e si può godere al meglio delle sue ricchezze?#leuven2030 #crisiclimatica #energierinnovabili #mobilitasostenibile