L’UE PUNTA SULLO SVILUPPO DEL SETTORE DELLE ALGHE

Le alghe sono poco sfruttate nell’ Unione Europea pur avendo molte possibilità di impiego industriale da parte non solo dell’industria alimentare come alimento per l’elevato contenuto proteico ma anche in altri settori.

AMBIENTE
Domenico Aloia
L’UE PUNTA SULLO SVILUPPO DEL SETTORE DELLE ALGHE

Le alghe sono poco sfruttate nell’ Unione Europea pur avendo molte possibilità di impiego industriale da parte non solo dell’industria alimentare come alimento per l’elevato contenuto proteico ma anche in altri settori.

Le alghe possono essere strategiche per il futuro. La Commissione Europea conscia di ciò ha presentato il documento “verso un settore delle alghe forte e sostenibile nell’ UE” grazie al quale rafforzare un settore dalle forti potenzialità ma che nell’ Unione Europea non è sfruttato appieno.

Le alghe organismi dalle numerose risorse

Agli atavici problemi dovuti alla necessità di garantire cibo ad una popolazione che da qualche giorno ha superato gli 8 miliardi, il depauperamento delle risorse (terreno, acqua, ecc), l’impoverimento dei suoli,  la pressione ambientale degli attuali sistemi agro – zootecnici, e i cambiamenti climatici, si è aggiunto il conflitto russo ucraino che non poche fibrillazioni ha creato sia per l’ approvvigionamento energetico, con la necessità di diversificare fonti e fornitori sia per la reperibilità di materie prime agricole (basti pensare ai continua tira e molla sulle forniture di grano e semi di girasole dall’ Ucraina a cui assistiamo ormai dal 24 febbraio e che hanno richiesto la creazione di veri e propri corridoi “alimentari”), mangimi, fertilizzanti, ecc. Alla luce di questo è necessario un ripensamento dei sistemi produttivi tradizionali, e una delle strade da percorrere può essere rappresentata dallo sviluppo di sistemi meno impattanti in grado di garantire un elevato apporto in termini di multifunzionalità e circolarità.

Facciamo esplicito riferimento alle frontiere dell’innovazione che hanno permesso lo sviluppo e la commercializzazione dei cosiddetti cibi innovativi (o novel food), tra i quali, come indicato dal regolamento UE 2015/2283 sui nuovi alimenti rientrano anche le alghe.

Per questo la Commissione Europea in una proposta presentata a metà novembre 2022 e formalizzata nel documento “Verso un settore delle alghe forte e sostenibile nell’UE”, inviato al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo, e al Comitato delle Regioni vuole dare via ad un processo per rendere organico e competitivo il settore, sviluppando in particolar modo gli aspetti comunicativi, imprenditoriali, ambientali.

Le alghe possono trovare impiego in numerosi settori e campi di applicazione e quindi rientrare appieno nel concetto di multifunzionalità.

Tra i settori dove vengono impiegate troviamo:

  • Industria dei mangimi
  • Industria alimentare
  • Industria farmaceutica, come integratore
  • Industria delle bioplastiche e dei biocarburanti
  • Industria cartaria
  • Industria cosmetica
  • Industria energetica (o bio energetica) per la produzione di biomassa e idrogeno
  • Attività ambientale, svolgo attività di biorimedio e fitodepurazione per acque, suoli e aria inquinati
  • Biostimolanti vegetali
  • Comportarsi come una vera e propria biofabbrica verde per la presenza di importanti composti

Le alghe nelle strategie della Commissione Europea

La Commissione Europea, come previsto dal Green Deal europeo, dalla strategia Farm to Fork e dalla comunicazione per un’ economia blu sostenibile (economia del mare) ha individuato nei prodotti ittici di allevamento un settore chiave che vede le alghe giocare un ruolo chiave, quale fonte proteica in grado di sostituire la carne oltre che costituire mangimi a basso carbon foot print e non solo, e fornire il proprio contributo alla conservazione della biodiversità, allo sviluppo di servizi ecosistemici e alla circolarità

Le alghe un mercato in fermento che non compete con l’agricoltura.

Le alghe, secondo il rapporto “food from oceans” dell’Unione Europea, saranno in grado di fornire alimenti sostenibili e di soddisfare il potenziale di oltre 100 milioni di tonnellate di biomassa per l’alimentazione umana nei prossimi 20 anni oltre a rappresentare una valida alternativa per l’alimentazione dei circa 75 milioni di cittadini europei che abbracciano diete vegetariane o vegane. È di questo avviso anche Seweed for Europe (alghe per l’ Europa) coalizione per lo sviluppo su larga scala di una industria sostenibile delle alghe in Europa che con il manifesto per un futuro sostenibile del 2021 indica come l’ incremento della domanda potrebbe raggiungere gli 8 miliardi entro il 2030, contribuire alla creazione di 85 mila posti di lavoro, ridurre di oltre 5,4 milioni le emissioni di CO2 annue.

Le peculiarità delle alghe, tra le quali l’elevato tasso di crescita, l’importante contenuto in proteine e molecole bioattive, la possibilità di utilizzare terreni incolti, la destagionalizzazione delle produzioni, il ridotto consumo di acqua e nessuna richiesta di prodotti chimici per la difesa, permettono di non entrare in conflitto con il settore agro zootecnico ma di rappresentarne una valida alternativa.

Alghe mercato in crescita anche se in Europa non è sfruttato appieno.

Purtroppo il potenziale delle alghe nell’ Unione Europea è sfruttata solo in parte e su questo i dati FAO del 2019 sono inequivocabili. La produzione per ben 35,8 milioni di tonnellate, pari al 97 % è ad appannaggio dell’ Asia e appena lo 0,2 % dell’ Europa con lo 0,4 % proveniente da sistemi di acquacoltura. Unione Europea che è invece uno dei principali importatori mondiali di prodotti a base di alghe con circa 554 milioni. A dimostrazione del successo delle alghe la crescita del mercato di due delle specie più coltivate, Clorella e Spirulina rispettivamente con il 6,4% e l’ 8,7%.

È necessario individuare azioni mirate per sviluppare il settore, e sbloccarne il potenziale affinché possa garantire il necessario  approvvigionamento della biomassa, e raggiungere un’autonomia delle importazioni, oltre ad integrare il mercato alimentare e non. La Commissione Europea ha perciò individuato 23 azioni per migliorare governance e normative, inquadrare il contesto imprenditoriale, implementare conoscenza, ricerca, tecnologia e innovazione, accrescere la consapevolezza sociale e l’accettazione da parte del mercato delle alghe e dei prodotti a base di alghe, sviluppare sistemi produttivi sostenibili, ecc. Perciò la Commissione desidera sviluppare dal 2023 nuovi strumenti per la produzione di alghe, collaborare con  gli stati per facilitare l’ accesso allo spazio marino individuando i siti migliori per la coltivazione  e inserire l’ alghicoltura marina e multiuso dello spazio marino nei piani di gestione dello spazio marittimo, entro il 2026 sviluppare metodi di prova, quantificazione ed estrazione degli ingredienti e dei contaminanti algali, definire norme sui biocarburanti e una metodologia di certificazione per prodotti a base di biocarburanti algali nel trasporto pesante su strada, aereo e marittimo, dal 2023 valutare il potenziale di mercato, l’ efficienza e la sicurezza di materiali algali per l’ impiego nei fertilizzanti e la modifica del regolamento UE 2019/1009 sui fertilizzanti per includere i materiale a base di alghe.

Necessità di sostenere il contesto imprenditoriale.

Per far si che il settore sia sostenibile nella sua globalità e non solo sotto l’aspetto ambientale è necessario il rafforzamento e il sostegno al contesto imprenditoriale, grazie alla la collaborazione tra le industrie dell’Unione e quelle dei paesi confinanti per lo sviluppo di nuovi alimenti e di nuove specie. Settore imprenditoriale che deve essere in grado di diversificare l’attività economica e le fonti di reddito per le comunità costiere e rurali, sostenere le piccole e medie imprese e mobilitare capitali per le imprese ad alto potenziale. Inoltre è necessario studiare il mercato e definire la sostituzione dei mangimi attualmente impiegati con quelli a base di alghe, rendere sostenibile il settore individuando alternative all’ impiego di nutrienti e CO2 provenienti da varie fonti e ottenere la certificazione biologica, promuovere l’estrazione di biomassa per la produzione di biofertilizzanti. Individuare indicatori per la valutazione dell’impatto ambientale e climatico e del ciclo di vita (life cycle assesment) e metodologie di monitoraggio dell’impatto ambientale e della sostenibilità.

Necessità di maggiori conoscenze, tecnologia, innovazione.

Il settore delle alghe svolge un ruolo importante anche sotto l’aspetto ambientale, per questo è necessario implementare i possibili utilizzi in fatto di riduzione delle emissioni, produzione di biomassa, conservazione della biodiversità. La Commissione Europea punta alla creazione di partenariati per un’economia blu sostenibile grazie  alla missione UE “far rivivere i nostri mari e le nostre acque entro il 2030” per lo sviluppo di un’ acquacultura a zero emissioni di  CO2 e a basso impatto. Oltre a ciò è necessaria una maggiore conoscenza degli effetti della raccolta di alghe marine selvatiche e del quantitativo di quelle depositate sulle rive delle coste europee e valutarne la potenzialità di biomassa per opportunità commerciali, grazie ad un approccio a livello dell’Unione Europea che permettere anche di preservare la biodiversità. Sviluppo del carbonio blu, studio delle strategie finanziarie per le emissioni, l’assorbimento e il sequestro del carbonio, individuando tecnologie in fase di sviluppo. Entro il 2025 approfondire le conoscenze sulle opportunità di mitigazione dei cambiamenti climatici e l’assorbimento del carbonio blu e valutare le opzioni per la conservazione della biodiversità algale, grazie alla creazione di una rete di biobanche centralizzate, dal 2023 in accordo con l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare definire i livelli minimi di contaminanti e iodio. Sviluppo, attraverso il programma europeo Horizon Europe, di sistemi innovativi di trattamento delle alghe e l’ottenimento di composti di alto valore e prodotti circolari di origine biologica, sviluppo di sistemi, tra i quali fotobiorettori, idroponica, ecc in grado di affrontare i limiti tecnici dei sistemi produttivi. includere le conoscenze del settore delle alghe nel meccanismo di assistenza per l’acquacoltura dell’UE entro la fine del 2023, sostenere, attraverso  Horizon Europe e altri programmi di ricerca dell’UE. Creare una rete di dati centralizzati su occupazione, fatturato, ecc

Accrescere la consapevolezza e l’accettazione del mercato delle alghe

Per sviluppare il settore è necessario forse ancor prima di qualunque altra azione svolgere analisi di mercato. Dal 2023 saranno richieste analisi dei comportamenti e delle preferenze dei consumatori, avvio di campagne di comunicazione, incremento della sostenibilità dei prodotti all’ interno dell’etichettatura di sostenibilità dei prodotti alimentari dell’Unione, in merito alle norme di commercializzazione per prodotti di pesca ed acquacultura, promozione in collaborazione con la piattaforma EU4 Ocean di azioni di sensibilizzazioni rivolto a scuole ed università sulla bioeconomia.

Ora tutti i portatori di interesse a vario titolo impegnati nel settore delle alghe saranno partner per l’ attuazione delle diverse proposte e dovranno aderire a EU4 Algae forum della Commissione Europea, Agenzia Europea per clima, infrastrutture e ambiente e un consorzio di organizzazioni a vario titolo impegnate nel settore delle alghe. Data finale sarà invece il 2027 quando verrà stilata una relazione che mostrerà i progressi nelle singole azioni così da poter dare concretamente  l’ avvio ad una industria europea delle alghe