MAI PIÙ RICORDI PERDUTI

Una tecnologia neurale permette di recuperare ricordi andati perduti.

SALUTE
Andrea Maddalosso
MAI PIÙ RICORDI PERDUTI

Una tecnologia neurale permette di recuperare ricordi andati perduti.

In un recente studio pubblicato su “Frontiers in Computational Neuroscience” sulle neuroscienze, un’equipe di ricercatori ha utilizzato una tecnologia neurale sfruttando la normale attività elettrica prodotta dal cervello per creare un “modello di decodifica della memoria”, l’MDM. Questo modello permette di decifrare l’attività neurale associata all’archiviazione di ricordi specifici.

Questa attività neurale decifrata viene poi utilizzata per somministrare neurostimolazione elettrica all’ippocampo, una regione del cervello che svolge una funzione fondamentale nella memoria durante il processo in cui il cervello tenta di immagazzinare o recuperare ricordi.

Lo studio, che è stato condotto dalla Wake Forest University del North Carolina ha coinvolto 14 pazienti con epilessia che avevano già elettrodi impiantati nel cervello per monitorare l’attività elettrica e fare una mappatura cerebrale diagnostica. Durante lo studio i pazienti sono stati sottoposti a stimolazioni elettriche “MDM” per valutare il loro impatto sulla ritenzione della memoria.

neurostimolazione elettrica

I risultati hanno mostrato che la stimolazione elettrica ha migliorato la capacità dei pazienti che hanno ricevuto la stimolazione di recuperare i ricordi visivi, ricordando correttamente molte più immagini rispetto a quelli che invece non hanno ricevuto la stimolazione. Lo studio è ancora in fase embrionale, ma i risultati sono promettenti secondo gli studiosi.

Questa assoluta novità nel campo della ricerca suggerisce che questa tecnologia potrebbe davvero rappresentare un punto di svolta ed avere un impatto enorme sulla popolazione mondiale nonché essere estesa ai più svariati tipi di disturbi neurali.

Quali possono essere i campi di applicabilità?

Potrebbe aiutare persone con amnesia ad esempio o altri disturbi della memoria, da chi ha subìto un trauma a recuperare ricordi traumatici, o perfino ad aiutare le forze di polizia ad interrogare i testimoni di un crimine.

Tuttavia ci sono anche potenziali rischi nell’utilizzo di questa tecnologia: La stimolazione elettrica del cervello potrebbe causare forti mal di testa, oppure essere utilizzata per manipolare i ricordi dei soggetti sottoposti ai test.

Studi come questi potrebbero effettivamente costituire un punto di svolta nel trattamento di malattie come l’Alzheimer e l’Ictus, nonostante ciò, gli studiosi sottolineano come questa nuova rotta nel campo delle neuroscienze abbia ancora bisogno di ulteriori studi per perfezionare e rendere definitivamente efficiente e sicura questa tecnologia.