MAST SRL E LE INNOVAZIONI NELL’AMBITO DELLA BONIFICA

A “tu per tu” con Federico Del Gaia

AMBIENTE
Abla Xhaferri
MAST SRL E LE INNOVAZIONI NELL’AMBITO DELLA BONIFICA

A “tu per tu” con Federico Del Gaia

MAST srl (www.emast.it) è una start-up innovativa aretina specializzata in attività di ricerca applicata nel settore delle bonifiche tradizionali e biotecnologiche.Occupandosi di problematiche ambientali su siti contaminati di ogni livello, la società si propone alle aziende come environmental consultant; grazie alle competenze e alla profonda conoscenza delle norme di salvaguardia ambientale è in grado di risolvere le molteplici tematiche nella loro globalità. Ne parliamo con Federico Del Gaia, legale rappresentante della società che lavora nel campo geologico-geotecnico e idrogeologico da oltre 25 anni, e da 15 si occupa delle bonifiche ambientali del suolo e delle acque contaminate, privilegiando l’applicazione di biotecnologie innovative ad alta sostenibilità.

 

Del Gaia, quanto è importante la bonifica?

La presenza di inquinanti nell’ambiente e ritardi negli interventi di bonifica causano un problema ambientale e danni alla salute non solo per il singolo individuo, ma per l’intera società. La bonifica si mette in atto perché garantisce la salubrità del sistema ecologico e l’assenza di interferenze sanitarie negative tra gli esseri viventi e l’ambiente antropizzato. Quando un’azienda crea un danno ambientale, gli effetti negativi si ripercuotono anche sulla sua credibilità.

Quali sono i pro della bonifica basata su tecnologie di biorisanamento?

La terminologia della parola bioremediation significa bio-rimedio; la tecnologia di biorisanamento è basata sull’utilizzo di una serie di procedure che prendono in considerazione diversi aspetti. Ci concentriamo, in prima battuta, sul controllo delle condizioni fisico-chimiche del sistema e creiamo le condizioni ideali perché le miscele microbiche (colonie microbiche) presenti nel sito possano vivere al meglio. Le colonie batteriche digerendo direttamente le sostanze tossiche, le trasformano in altre sostanze (acqua o CO2 se i contaminanti sono organici). Quindi, enfatizzando tutti i parametri per la massima biodigestione, le colonie microbiche trasformano le sostanze contaminanti in altre sostanze meno pericolose. I vantaggi della bonifica basata su tecnologie di biorisanamento sono senza dubbio i costi molto contenuti in quanto non è necessario movimentare i terreni o emungere le acque che sono state contaminate dal momento che l’intervento si può fare direttamente nel sito di bonifica, i consumi energetici estremamente bassi senza tralasciare la riduzione degli impatti e delle responsabilità ambientali in quanto, con questa tecnologia, non ci sono prodotti residui da trattare o eliminare in discarica. Gli inquinanti, infatti, sono degradati sul posto in modo sicuro ed efficace e non c’è rischio di contaminazione durante il trasporto di materiali inquinati. Non dimentichiamo, infine, che la procedura codificata del controllo della bonifica viene gestita in Remote Control, senza la presenza umana, evitando così rischi per la salute dei lavoratori.

In quale situazione ambientale si trova l’Italia?

I dati ufficiali Ispra, ma anche di altre associazioni di controllo territoriale, evidenziano che in Italia le superfici terrestri e marine individuate negli ultimi 15 anni come siti contaminati sono estremamente rilevanti. Secondo il programma nazionale di bonifica del Ministero dell’ambiente e della tutela del mare, il totale delle aree perimetrate come Siti di interesse nazionale (SIN) è arrivato negli anni a circa 180.000 ettari di superficie. Oggi con la riduzione del numero dei SIN da 59 a 37, dovuto al decreto ministeriale del 2013, la superficie è scesa a 100.000 ettari. Non va meglio sul fronte di risanamento dei siti inquinati a livello più piccolo (regionale e locale), gestiti proprio dagli enti locali. Dai dati Ispra, ma anche di Arpa, in Italia ci sono 6027 siti potenzialmente inquinati accertati; di questi 4837 sono definiti come siti contaminati perché hanno superato il limite di legge.Purtroppo non si è ancora sviluppata una coscienza ecologica, e questo è il reale problema. Si deve rendere più conveniente l’applicazione delle tecnologie di bonifica; fino a quando queste non diventeranno parte integrante del sistema economico e del tessuto produttivo, nessuno metterà mano alla bonifica.Purtroppo abbiamo anche un quadro nazionale che è stato travisato; si fa un uso eccessivo di una pratica di valutazione dei rischi ambientali. Le analisi di rischio piuttosto che essere uno strumento di individuazione delle problematiche di rischio sanitario, il più delle volte vengono utilizzate come un metodo riconosciuto a livello normativo per evitare la necessità della bonifica.

Che ruolo ha la tecnologia e la ricerca per la vostra azienda?

La tecnologia e la ricerca sono fondamentali perché ci consentono di ottimizzare processi che altrimenti avrebbero performance molto contenute. Non basta la sola idea, ma si devono anche creare gli strumenti di applicazione di quell’idea. Per noi è fondamentale che venga fatta ricerca, altrimenti non saremmo poi in grado di fare una bonifica economicamente sostenibile. Noi dobbiamo mettere in atto delle tecnologie che consentono di controllare in continuazione la bonifica, ottenere il maggior numero di dati possibili, e ottimizzare quello che stiamo mettendo in atto. Per poter ottenere questo numero di dati, la ricerca è fondamentale perché dobbiamo prendere le conoscenze che sono già state sviluppate in altri settori e applicarle in quelli meno tradizionali. Inoltre, la ricerca individua i punti di forza e di debolezza del sistema ideato.  

Quali sono le prospettive ambientali per il futuro?

Si sta passando da una precedente realtà, quelle degli anni 70 – 80, dove grandi aree erano messe a disposizione per lo stoccaggio dei rifiuti. Questi rifiuti venivano trasferiti dalle aree urbane verso aree rurali, contaminando così due volte. In questo momento non esistono più siti per lo stoccaggio delle sostanze contaminate. Per questo i processi di lavorazione dei rifiuti messi in atto oggi hanno costi più elevati rispetto al passato. L’applicazione delle tecnologie innovative, come per esempio quella ideata da noi, consente una riduzione notevole dei costi che si devono sostenere per la bonifica. La nascita di nuove figure professionali ad hoc configura un scenario interessante; lo sviluppo di nuove tecnologie coinvolgerà soggetti molto diversi fra loro.