MENO EMISSIONI NOCIVE CON IL COMPOSTAGGIO

La Francia ha introdotto recentemente l’obbligo di riciclo dei rifiuti organici. I vantaggi per l’ambiente e la normativa europea.

AMBIENTE
Pamela Preschern
MENO EMISSIONI NOCIVE CON IL COMPOSTAGGIO

La Francia ha introdotto recentemente l’obbligo di riciclo dei rifiuti organici. I vantaggi per l’ambiente e la normativa europea.

1° gennaio 2024. È la data di entrata in vigore in Francia delle norme sul cosiddetto “compost obligatoire’ (il compostaggio obbligatorio). Nel pieno rispetto della normativa europea, questa è una buona notizia per l’ambiente se, come ci si attende, tali regole contribuiranno a limitare le emissioni di gas nocivi per l’ambiente.

Con il sostegno del Fondo verde governativo da inizio anno i comuni francesi devono fornire ai residenti modalità per differenziare e smaltire i rifiuti organici, che includono avanzi di cibo e rifiuti di giardino.

Le famiglie e le imprese devono smaltirli utilizzando contenitori dedicati per la raccolta domiciliare forniti dalle autorità locali o disponibili presso i punti di raccolta comunali. I rifiuti raccolti sono quindi trasformati in biogas o compost, sostituendo i fertilizzanti chimici.  Al momento, tuttavia, non sono previste sanzioni per quanti non rispettano le norme.

I rifiuti organici in UE

In Europa quasi un terzo dei rifiuti domestici, in particolare gli scarti da alimenti e giardini, è rappresentato da materiali organici che, mescolati con altri rifiuti, spesso finiscono nelle discariche o negli inceneritori producendo gas a effetto serra, come metano e biossido di carbonio.

Ogni anno, secondo la Commissione Europea, lo spreco alimentare è la causa di circa il 16 per cento delle emissioni totali del sistema alimentare dell’UE, mentre a livello globale, secondo le Nazioni Unite, corrisponde a circa l’8 per cento di tutte le emissioni causate dall’uomo.

compost

La scelta della Francia e le regole in Europa

Nel paese dei nostri “cugini” annualmente vengono gettati via circa 82 chilogrammi a persona di rifiuti compostabili.

Sebbene al momento non ci sia un’applicazione uniforme della raccolta differenziata dei rifiuti organici, in molti paesi europei è già implementata a livello comunale.

Tra i casi virtuosi compare la città di Milano in cui dal 2012 è attivo un programma di raccolta dei rifiuti alimentari, grazie alla messa a disposizione delle famiglie di contenitori dedicati e sacchetti compostabili. In un decennio da allora la città è diventata uno dei principali esempi di successo in materia con 110Kg/pro capite di rifiuti umidi raccolti nel 2019 (dai 28 kg iniziali) e un tasso di raccolta complessivo di oltre il 62 per cento, quasi 6 volte superiore alla media UE e una riduzione di circa 9000 tonnellate di CO2 l’anno.

La strategia prevista è stata globale con misure differenziate nei diversi ambiti.

Per la raccolta dell’umido delle attività commerciali, che corrisponde a circa il 25 per cento del totale della città, in vigore dal 1997, sono stati previsti specifici criteri: la raccolta porta a porta; la fornitura di bidoni con una capienza di 120 litri; il ritiro quotidiano.

Per la raccolta differenziata dell’umido delle famiglie, che rappresenta la maggior parte dei rifiuti umidi, sono state attuate iniziative quali: la raccolta porta a porta nelle case; la fornitura di bidoni di capienza piccola, media e grande (rispettivamente 120, 35 o 10 litri) e contenitori compostabili; sacchi piccoli disponibili su richiesta; la raccolta dei rifiuti due volte a settimana.

Per il successo dell’iniziativa è stato determinante il ruolo della comunicazione attraverso apposite campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, attraverso materiali e il ricorso anche a esperti esterni, per informare sul funzionamento del sistema di raccolta dell’umido. Sono stati distribuiti volantini e lettere inviati per posta, volantini, affissi cartelloni nei pressi delle fermate degli autobus, scritti articoli di giornale, fatti annunci radiofonici e televisivi. A questi si sono aggiunti incontri diretti con cittadini e amministratori di condominio per spiegare il nuovo sistema, rispondere alle domande e consegnare i kit di compostaggio;un’apposita app gratuita per smartphone “PULIamo”, un sito web con informazioni e aggiornamenti recenti in 10 lingue; l’inserimento nei programmi educativi scolastici del concetto di economia circolare nella gestione degli scarti alimentari; un centro clienti  attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Altrove, tasse e divieti sull’incenerimento dell’organico, come in Austria, Paesi Bassi e Belgio hanno incoraggiato iniziative, promuovendo l’uso di contenitori separati e compostaggio domestico.

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Buone pratiche

Premettendo che tutti i rifiuti, compresi gli organici, dovrebbero essere ridotti al minimo, per farlo nel modo più efficace possibile occorre innanzitutto pianificare attentamente il cibo da consumare in modo da ridurre gli sprechi. Lo si può fare utilizzandolo prima della scadenza o conservandolo adeguatamente (ad esempio congelandolo) e (re) impiegando gli ingredienti nella maniera più efficiente possibile, ricorrendo a diverse soluzioni, compreso l’utilizzo di scarti per la produzione di mangimi per animali.  Per i rifiuti alimentari che non possono essere riutilizzati (latticini, carne e pesce, fondi di tè e caffè, frutta e verdura, cibo per animali domestici tra i vari), l’opzione migliore è il compostaggio o la raccolta separata.

Deviare grandi quantità di rifiuti umidi dalle discariche e inceneritori, per essere invece adeguatamente riciclati e tonnellate di umido sottratte allo smaltimento si può e si deve fare. Non solo per essere in linea con la normativa europea (e quindi evitare di essere soggetti a procedure di infrazione) ma anche per ridurre gas tossici e nocivi per l’ambiente. Ne va della salute di tutti.