MINTURNO, CITTÀ DI TERRA E DI MARE

Bandiera blu 2022 per la qualità delle acque, accoglienza, rispetto dell’ambiente. La cittadina in provincia di Latina, possiede uno dei lidi più affascinanti della costa laziale.

TURISMO
Monica Riccio
MINTURNO, CITTÀ DI TERRA E DI MARE

Bandiera blu 2022 per la qualità delle acque, accoglienza, rispetto dell’ambiente. La cittadina in provincia di Latina, possiede uno dei lidi più affascinanti della costa laziale.

Minturno, cittadina nel Lazio in provincia di Latina, ospita il Parco Naturale Regionale Gianola e Monte di Scauri, che appartiene al Parco Regionale Riviera di Ulisse. Al suo interno ospita una fantastica area verde che si affaccia sul mare, ricca di arbusti, pineti e ginestre e la fiabesca Grotta Azzurra nella Spiaggia dei Sassolini, uno dei lidi più affascinanti della costiera latina. E’ bandiera blu 2022 per la qualità delle acque, dell’accoglienza, del rispetto dell’ambiente. Il centro abitato è formato da due nuclei principali: quello collinare di Minturno (da cui prende il nome l’intero comune) e quello costiero di Scauri e Marina di Minturno attraversato dalla Via Appia. Il suo territorio si estende dal promontorio di Monte d’Oro fino al fiume Garigliano, confine naturale tra Lazio e Campania e il paesaggio, presenta un’alternanza di tratti rurali nella parte collinare della città e tratti tipicamente marinari nel tratto costiero (Scauri e Marina), frequentata stazione balneare nei mesi estivi. L’economia cittadina è basata sul commercio, sulla piccola industria e sul turismo, oltre che sulla piccola pesca e sull’agricoltura.

Storia

Minturno è una cittadina dalle origini antiche, che risalgono ai tempi dei romani. Sembra siano stati proprio loro ad erigere i primi edifici della città, di cui oggi rimangono i resti. Oggi infatti custodisce molti reperti archeologici, i resti di un teatro, della Via Appia e perfino di un vecchio acquedotto.

Minturnae
La città di Minturnae sorgeva lungo il percorso della via Appia, presso il fiume Garigliano. Le sue origini risalgono ad un centro ausone, appartenente alla Pentapoli Aurunca. Un culto particolare vigeva per la ninfa Marica in onore della quale era stato eretto, verso la fine del sec. VI a.C., un tempio in tufo, che fu poi riattato in muratura alla fine del I secolo dai Romani. Sconfitto il popolo aurunco nel 314 a.C. durante la seconda guerra sannitica, i romani distrussero completamente le città della Pentapoli. Minturnae fu rifondata come colonia romana nel 295 a.C. e al suo ager apparteneva l’area tra i Monti Aurunci e il Tirreno, comprendente una zona residenziale sulla costa dell’odierna Scauri (già Pirae), con estese villae maritimae, e una zona agricola e produttiva, lungo il fiume e sulle colline, dove si trovavano diverse villae rusticae o fattorie. Nelle paludi dell’antico Minturno trovò rifugio, nell’88 a.C., il console Caio Mario, tallonato dagli uomini del rivale Silla. I magistrati locali ordinarono la sua uccisione per mano di uno schiavo cimbro. Il condottiero riuscì a sfuggire alla morte, dopo aver intimorito il germanico. La città venne distrutta probabilmente dai Longobardi tra il 580 e il 590.

Traetto
Dopo la distruzione di Minturnae, gli abitanti si rifugiarono sul colle vicino, fondando il centro di “Traetto” o “Traietto”. Il toponimo deriva dalla scafa che univa le due sponde del Garigliano. Nell’VIII secolo venne fondato il Patrimonium Traiectum, cioè la città divenne centro di un latifondo gestito da un diacono dipendente direttamente dal Papa. Sotto il potere pontificio, Traetto fu cinta da mura, ma venne distrutta, nell’883, da Saraceni venuti per lo più dalla Sicilia musulmana e che si stabilirono nella piana del Garigliano. Essi vennero poi scacciati nel 915 dalla lega voluta da papa Giovanni X. Passata sotto il controllo di Gaeta, la città fu di nuovo distrutta dagli Ungari. In seguito ebbe propri feudatari e, alla fine del X secolo, fu donata all’Abbazia di Montecassino. Nel 1061 l’abate Desiderio concesse agli abitanti le chartae libertatis, (carte di franchigia). Dopo essere stata conquistata dai Normanni di Sicilia, nel XII secolo appartenne alla famiglia normanna dell’Aquila (de l’Aigle) imparentata con la famiglia reale d’Altavilla, e dal 1299 per matrimonio ai Caetani quando divennero titolari della contea di Fondi, di cui Traetto faceva parte. Nel 1497 fu donata da Federico d’Aragona re di Napoli a Prospero Colonna dopo la confisca per ribellione del filo-francese Onorato Gaetani dell’Aquila, I duca di Traetto dal 1493, e a lui confermata per aver combattuto nel 1503 da parte francese nella battaglia del Garigliano, con cui iniziò il dominio spagnolo in Italia meridionale. I Colonna tennero Traetto fino al 1570 anno della morte di Isabella figlia di Vespasiano e nipote di Prospero. Successivamente passò a Vespasiano Gonzaga Colonna duca sovrano di Sabbioneta, figlio di Isabella Colonna e per eredità ai Carafa di Stigliano del ramo della Stadera con Anna ultima di questo ramo per passare finalmente a Nicola de Guzmán (+1689) figlio di Anna, alla morte del quale, privo di eredi, avvenne la devoluzione dei loro feudi alla Corona. Dal 1690 al 1806, anno in cui fu abolito il sistema feudale, la città fu tenuta dai Conti Carafa di Traetto del ramo della Spina. Durante l’occupazione napoleonica, nel giorno di Pasqua del 1799, fu assalita ed espugnata dalle truppe franco-polacche, nell’ambito delle ritorsioni verso le città che fiancheggiavano Fra’ Diavolo: morirono 349 traettesi, nonché molti abitanti dei paesi limitrofi. Il 13 luglio 1879 Traetto riprese l’antico nome di Minturno.

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Cosa vedere

A rendere ancora più suggestiva la città c’è il Castello Baronale, che in passato ha ospitato dei volti storici davvero importanti come ad esempio San Tommaso d’Aquino e i Gonzaga.

Il punto della città che i turisti prediligono è però quello che si affaccia sul mare. Minturno ospita ben 7 chilometri di spiagge, che sono spesso affollate, ma che sono il luogo perfetto in cui potersi ristorare dopo una passeggiata in città.

La spiaggia dei sassolini, un piccolo paradiso terrestre

Da non perdere sono poi i dintorni di Minturno, che per i visitatori possono rivelarsi dei piccoli spettacoli per gli occhi. A pochi passi dalla cittadina c’è il Parco Naturale Regionale Gianola e Monte di Scauri, che appartiene al Parco Regionale Riviera di Ulisse. Al suo interno ospita una fantastica area verde che si affaccia sul mare, ricca di arbusti, pineti e ginestre. Immancabile è poi una visita nella fiabesca Grotta Azzurra e nella Spiaggia dei Sassolini, uno dei lidi più affascinanti della costiera latina.

Le rovine della città romana di Minturnae sono racchiuse in un comprensorio archeologico all’interno del quale spicca il maestoso Teatro Romano, costruito intorno al I sec. d.C. All’interno dell’area sono visibili anche un tratto originale della via Appia, i resti del Foro Repubblicano, del Capitolium, del Foro Imperiale, del Macellum (mercato), delle Tabernae e del complesso termale. Negli spazi sottostanti è situato il Museo che accoglie statue acefale, sculture, epigrafi, monete. Da non dimenticare le chiese di San Pietro (XI-XII secolo), San Francesco e dell’Annunziata (XIV secolo), il Ponte pensile sul Garigliano, con tiraggi a catene di ferro (il primo realizzato in Italia), le Mura Megalitiche (V-IV secolo a.C.) e i resti della villa del console romano Marco Emilio Scauro.

Curiosità

Minturno è stata la prima città italiana ad aver avuto un ponte sospeso in ferro. Si tratta di una costruzione che è stata realizzata nel 1800 e che nei secoli è stata il palcoscenico di alcune importanti battaglie. Oggi emana un’atmosfera particolarmente suggestiva.La città di Minturno è Medaglia d’oro al merito civile (conferita con DPR il 3 agosto 1998) con la motivazione: «Durante l’ultimo conflitto mondiale, la città ed il suo contado, situati a ridosso della linea Gustav, furono teatro di durissime battaglie e violenti bombardamenti che provocarono numerose vittime ed ingenti danni. Cittadini, inermi e stremati dalle privazioni, furono passati per le armi dalla rappresaglia dell’esercito tedesco in ritirata. Innumerevoli furono gli esempi di amore alla Patria e di nobile spirito di sacrificio. 1943-1944 Minturno (LT)»

Come arrivare

Qui tutte le info per arrivare a Minturno : www.viviminturnoscauri.it/come-arrivare/

Riferimenti

www.viviminturnoscauri.it

www.parchilazio.it/comune_di_minturno

www.roma.com/minturno