MOBILITÀ SOSTENIBILE: AGLI ITALIANI PIACE SEMPRE DI PIÙ

L’approccio alla mobilità in Italia sta cambiando, insieme alla percezione dell’importanza di scegliere il veicolo “giusto”: lo certifica un report di Nomisma.

AMBIENTE
Alessio Ramaccioni
MOBILITÀ SOSTENIBILE: AGLI ITALIANI PIACE SEMPRE DI PIÙ

L’approccio alla mobilità in Italia sta cambiando, insieme alla percezione dell’importanza di scegliere il veicolo “giusto”: lo certifica un report di Nomisma.

 Anche se in maniera più lenta e (speriamo) graduale rispetto a molti altri paesi in Europa, l’Italia sta cambiando il suo rapporto con la mobilità: non solo a livello di indirizzo pubblico e quindi legislativo, ma anche rispetto alle scelte individuali o familiari. Insomma, nel momento di acquistare una vettura, la scelta non è orientata dai consueti parametri: quanto costa, che caratteristiche ha rispetto alle mie esigenze, che tipo di uso devo farne, quanto consuma. Le domande che gli italiani si pongono iniziano ad essere diverse, e fanno riferimento anche alla sostenibilità ecologica ed energetica dell’automobile che si vuole acquistare. Lo certifica l’Osservatorio E-Mobility 2021, realizzato da Nomisma in occasione del convegno nazionale “Circular Mobility – Il ciclo della mobilità sostenibile tra pubblico e privato”, organizzato da Sifà – Società Italiana Flotte Aziendali e Bper Banca. La ricerca, realizzata intervistando 1200 italiani tra aprile e maggio scorsi, indica chiaramente come il tema della transizione ecologica sia ormai tra quelli che l’automobilista affronta al momento di valutare l’acquisto di una vettura.

Auto elettrica, numeri in crescita

Il primo dato che colpisce, rispetto le intenzioni degli intervistati, è quello relativo al tipo di motore (e quindi di combustibile) su cui deve ricadere la scelta. La trazione elettrica, o quantomeno i motori ibridi, sono tra le opzioni considerate interessanti per molti degli intervistati: ed i numeri che sempre Nomisma ha raccolto sembrano confermare l’esito del questionario. Soltanto nei primi 5 mesi del 2021 sono state infatti immatricolate 234 mila auto ibride (con una crescita superiore del 50% rispetto al 2019) e 23.300 auto elettriche. Numeri significativi, che indicano un piccolo ma crescente trend, dettato da considerazioni diverse. L’attenzione all’ambiente è certamente una delle riflessioni espresse, ma non è l’unica. C’è anche l’esenzione dal pagamento del bollo che convince l’80% degli intevistati. C’è la possibilità di accedere alle zone a traffico limitato e ZTL senza limitazioni di alcun tipo (indicata dall’86%) e anche la possibilità di usufruire di parcheggi gratuiti. L’elemento economico risulta essere condizionante anche per chi considera l’auto elettrica un acquisto da non fare: l’alto costo delle vetture elettriche è uno dei principali “dissuasori”, insieme anche all’idea che quel tipo di auto abbiano una autonomia limitata rispetto al chilometraggio che effettuano con un pieno.

Proprietà o noleggio?

Le interviste del sondaggio di Nomisma hanno anche toccato un altro argomento significativo del rapporto tra gli italiani e la mobilità, e che è la tendenza all’acquisto della vettura. Magari a rate, o sfruttando le possibilità che oggi offrono tante case automobilistiche, ma la macchina si acquista. È davvero ancora così la situazione? In realtà no: anche su questo fronte le cose stanno cambiando. Un numero sempre maggiore di italiani, infatti, sta scegliendo il noleggio. Tra gennaio e agosto 2021 circa 183 mila veicoli sono stati acquistati con la formula del noleggio: una fetta che oggi vale il 15% del mercato, ma che sembra destinata a crescere in maniera sensibile nei prossimi anni.

Mobilità aziendale

L’Osservatorio E-Mobility 2021 di Nomisma ha anche preso in considerazione il mercato delle auto aziendali. Il report contiene una sezione dedicata alle aziende ed alle scelte effettuate in materia di sostenibilità ambientale. Ebbene, anche in questo caso la mobilità elettrica sembra attrarre sempre di più l’interesse degli operatori. Tra le aziende interpellate dotate di un parco auto, il 14% ha almeno una vettura elettrica o ibrida, mentre un ulteriore 14% afferma che con alta probabilità ne entrerà in possesso nei prossimi 12 mesi.

Chi va piano va sano e va lontano

Come spesso accade, l’Italia è uno degli ultimi paesi europei ad attuare i grandi cambiamenti strutturali che le mutate condizioni sociali, ambientali, economiche e strategiche richiedono. È una caratteristica del nostro paese che si conferma anche in questo caso. Ma, analizzando bene i numeri, appare evidente che qualcosa sta effettivamente mutando: gli italiani stanno iniziando a liberarsi da convezioni e luoghi comuni anche nell’effettuare una scelta “importante” come quella di acquistare una macchina. Addirittura, mettendo in discussione l’utilità oggettiva di acquistarla. Uno spostamento in avanti che magari potrebbe essere accelerato e favorito dagli investimenti che i soldi del Pnrr potrebbero mettere a disposizione per il settore dell’industria automobilistica. Cambiamenti lenti ma costanti: ad oggi  sarebbe bellissimo sapere con certezza che in Italia è in atto un cambiamento sociale graduale ma inesorabile in direzione di sostenibilità e tutela dell’ambiente, anche e soprattutto riguardo le automobili. Che, ricodiamocelo, sono colpevoli di una grande parte  dell’inquinamento atmosferico che affligge le nostre città.