MODENA, LA VALLE DELL’IDROGENO ITALIANA

Al via tre progetti innovativi per la decarbonizzazione dell’economia e della mobilità. L’obiettivo è quello di sostituire con idrogeno verde i combustibili fossili sia nel settore dei trasporti che in quello del riscaldamento e dell’industria in generale.

AMBIENTE
Thais Palermo
MODENA, LA VALLE DELL’IDROGENO ITALIANA

Al via tre progetti innovativi per la decarbonizzazione dell’economia e della mobilità. L’obiettivo è quello di sostituire con idrogeno verde i combustibili fossili sia nel settore dei trasporti che in quello del riscaldamento e dell’industria in generale.

Era il 25 giugno 2019 quando la provincia di Modena ha siglato a Bruxelles l’adesione alla piattaforma “S3 Hydrogen valleys” una partnership europea che coinvolge circa trenta Regioni dell’Ue finalizzata a promuovere l’utilizzo dell’idrogeno in quattro diversi settori e contribuire così alla decarbonizzazione dell’economia globale.

A circa due anni e mezzo dall’inizio formale dell’iniziativa, sono in fase di avvio tre progetti che contribuiranno, nel concreto, al raggiungimento degli obiettivi inizialmente prefissati, che si delineano in quattro working areas tematiche: la produzione, il magazzinaggio e la distribuzione di idrogeno verde, la mobilità a zero emissioni, l’utilizzo dell’idrogeno per il riscaldamento e il raffreddamento, nonché come materia prima industriale.

Protagonisti della fase attuale dell’iniziativa per parte italiana la Provincia di Modena, la cui Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile (Aess) attua come soggetto tecnico, e la Regione Emilia Romagna. Ciascuno dei tre progetti in avvio si inserisce in una differente working area dell’iniziativa: la mobilità, il riscaldamento e l’industria. L’obiettivo è quello di sostituire i combustibili fossili sia nel settore dei trasporti che in quello del riscaldamento e dell’industria in generale.

In tutti e tre i progetti, si parla di idrogeno verde, ovvero prodotto dall’acqua con energia elettrica da fonti rinnovabili. L’idrogeno verde, a differenza di quello grigio o blu – prodotti dal metano – è più sostenibile perché emette solo ossigeno nel processo di produzione, e ha zero emissioni di gas serra nel consumo.

La prima industria ceramica al mondo alimentata a idrogeno

A Castellarano di Reggio Emilia nascerà il primo impianto industriale ceramico al mondo alimentato a idrogeno. Si tratta del Gruppo Iris, che da anni investe sulle emissioni zero. Per il presidente della Provincia di Reggio Emilia e sindaco di Castellarano Giorgio Zanni  si tratta di un “investimento rivoluzionario verso la decarbonizzazione di un’industria ad alta intensità energetica come quella ceramica”.

La palestra riscaldata a idrogeno: emissioni di CO2 ridotte di 717 tonnellate

La palestra dell’istituto Meucci, di Carpi, sarà la prima a essere riscaldata con un impianto a idrogeno. Il sistema funzionerà con la generazione di calore grazie a una caldaia alimentata a idrogeno prodotto a sua volta con un impianto fotovoltaico collocato sul tetto della struttura. Un apposito sistema di stoccaggio permetterà l’utilizzo dell’energia anche durante l’inverno. Il progetto è sostenibile anche dal punto di vista della mano d’opera in quanto totalmente realizzato dai tecnici della Provincia, con l’assistenza tecnica dell’Agenzia per l’energia di Modena (Aess). Secondo Annalisa Vita, direttrice dell’Area tecnica della Provincia di Modena “con il solo progetto di riscaldamento, sarà possibile ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera di 717 tonnellate, equivalenti a quanto assorbito da 145 ettari di bosco, cioè la superficie di 25 campi da calcio”. Il nuovo impianto di riscaldamento dell’istituto scolastico Meucci di Carpi, il primo in Italia nel suo genere, ed il piano di modernizzazione attuato da Autobrennero che prevede la realizzazione di impianti di rifornimento per veicoli a idrogeno sulla A22, di cui uno a Campogalliano.

Sulla A22 cinque nuovi impianti per rifornire i veicoli a idrogeno

La A22 – Autostrada del Brennero si prepara a un piano di modernizzazione per la mobilità sostenibile che prevede una serie di interventi, a cominciare dalla installazione di cinque nuovi impianti di rifornimento per i veicoli a idrogeno, tra cui uno a Campogalliano. A fare l’annuncio Diego Cattoni, amministratore delegato di Autostrada del Brennero, per il quale “entro il 2035, motori a idrogeno alimenteranno più di un terzo dei veicoli commerciali pesanti nel mercato e quasi la metà entro il 2040”. Da lì la necessità di investire sull’ammodernamento dell’Autostrada in chiave sostenibile. Oltre all’impianto di Campogalliano, è prevista la costruzione di stazioni di rifornimento anche a Brennero, Trento, Rovereto e Verona nord, nonché l’aumento delle stazioni di rifornimento di gpl e metano.

Hydrogen Innovation Center: primo hub italiano per consolidare la filiera dell’idrogeno

Le tre iniziative in corso di realizzazione a Modena rappresentano progetti altamente innovativi su tutto il panorama nazionale, ma non sono le uniche a indicare quanto la Provincia emiliana intenda fare da apripista in tema di investimenti sull’energia pulita del futuro. Lo scorso maggio, la Snam – una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo – ha annunciato l’avvio del primo polo di eccellenza italiano per le tecnologie dell’idrogeno, con il primo hub avviato proprio a Modena. L’Hydrogen Innovation Center, che punta ad accelerare lo sviluppo del settore, ha come missione la costruzione di “un’alleanza strategica tra imprese e mondo della ricerca”, nelle parole di Cosma Panzacchi, EVP Hydrogen di Snam  per poter “consolidare la filiera italiana dell’idrogeno, favorendo così la nascita di nuove aziende e progetti anche attraverso l’avvio di un programma di accelerazione”. L’obiettivo della società è quello di proporre i primi progetti al mercato, e successivamente estendere la rete all’estero entro metà del 2023.