“MOLLO TUTTO E STO CON LE ASINE TRA GLI OLIVI”

Chiara Caggiula da Milano alla campagna della Tuscia per dar vita ad olio e cosmetici con latte di asina

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Francesca Franceschi
“MOLLO TUTTO E STO CON LE ASINE TRA GLI OLIVI”

Chiara Caggiula da Milano alla campagna della Tuscia per dar vita ad olio e cosmetici con latte di asina

Voce entusiasta, piglio deciso e una delicatezza che si sprigiona con naturalezza dall’altro capo del telefono. Solo dal tono di voce si può percepire la serenità di Chiara Caggiula che, a soli 23 anni e ad un anno dalla tesi in Giurisprudenza, lascia i genitori e la vita frenetica della sua Milano per andare a prendersi il suo posto felice nel mondo. Spinta dal desiderio di crearsi una ragione per svegliarsi ogni mattina col sorriso, la giovane studentessa esce dagli schemi e punta dritta alla campagna. “Nella mia città puoi fare tutto e, se non puoi farlo, si trova sicuramente il modo di crearlo. Tutto tranne dare vita ad un’azienda agricola”. Lo dice scherzando con la consapevolezza di chi vive la vita che ha sempre voluto e di chi, dopo il primordiale salto nel buio, è riuscita a colorare tutto di luce. La luce che emana la campagna di Farnese, un piccolo comune della Tuscia nel viterbese, dove la giovane imprenditrice agricola ha realizzato il sogno di suo padre mettendo su un’azienda che, oltre al pregiatissimo olio di oliva, produce cosmetici di alta qualità col prezioso latte delle sue sei asinelle. Di Poggio Narnara (in provincia di Viterbo) e di molto altro Chiara ne ha parlato la scorsa settimana durante il secondo incontro de “I mercoledì dell’Archiginnasio. L’Odissea del cibo dal campo alla tavola” a cura de l’Accademia Nazionale di Agricoltura.

Sei felice, Chiara?

Molto. Anche nei momenti più fisicamente stancanti quali la raccolta delle olive e la produzione del nostro olio, sento di stare bene. Il contatto quotidiano con la natura, il privilegio di vivere e lavorare all’aria aperta, le giornate scandite dal ritmo delle stagioni e la catena umana che si è venuta a creare con gli altri produttori agricoli del vicinato hanno un valore impagabile.

Cosa ti manca di Milano?

Niente escluse le mie amiche (ride ndr). Dico così solo perché so che posso tornarci quando voglio.

Ma la piccola Chiara che studiava latino e greco sui banchi del liceo classico Berchet era già così determinata?

Quella ragazza passava moltissime ore al maneggio perché l’equitazione è sempre stato il suo primo amore e cercava di trovare la strada giusta per costruire il suo futuro all’aria aperta. Ad un anno dalla fine degli esami universitari ho lasciato tutto per trasferirmi a Poggio Narnara nella casa di campagna acquistata dai miei genitori e, approfittando degli incentivi che la Comunità Europea metteva a disposizione per le giovani imprenditrici, ho iniziato la ristrutturazione non solo del casale, ma anche del frantoio occupandomi delle piante di olivo secolari che mio padre negli anni aveva deciso di acquistare dai contadini del posto. Nel frattempo mi sono messa a studiare, a fare corsi per tecnico di frantoio, assaggiatore di olio e tanta formazione pratica che è la parte più importante di questo mestiere.

Genio o follia?

Nel 2013 ti avrei risposto follia. Nessuno della mia famiglia aveva mai fatto questo lavoro, a me mancavano pochi esami alla laurea e non avevo certo una formazione agraria… Col senno di poi ai ragazzi che desiderano intraprendere questa strada direi di non temporeggiare, di buttarsi subito a capofitto in un’attività per capire, senza perdere tempo, se può essere la strada giusta. E poi formarsi, studiare, passare ore sul campo…

E tu? Alla prima tirata di somme che bilancio hai tracciato?

Positivo oltre ogni mia aspettativa. L’olio di Poggio Narnara ha ricevuto subito la prima annata le tre foglie nella guida del Gambero Rosso. Questo è stato un segno: ho capito che avrei dovuto andare avanti. Sono partita con 500 piante di Canino, e fin dalle prime spremiture, mi sono imposta di macinare solo le nostre olive. Esclusa la parte contabile che cura mio padre, tutto il resto lo facciamo io e Giulio che è molto più di un semplice dipendente. Oggi ho 2000 olivi e, a seconda dell’andamento della stagione, arrivano i rinforzi: tre o quattro persone del paese per la raccolta delle olive e un paio per darmi una mano nel frantoio.

Finché non inizi a pensare che il Canino è sprecato solo per la tavola…

Esatto. Ho voluto testare puntigliosamente tutte le proprietà del nostro olio, l’ho fatto studiare da un chimico e da tecnici di un laboratorio specializzato e, giorno dopo giorno, ho iniziato la mia nuova avventura nella cosmesi. L’olio di Poggio Narnara, un fruttato medio, molto simile ad un olio toscano ma leggermente più delicato, è stato amalgamato con materie prime naturali quali l’aloe, la malva o la bava di lumaca prodotta da aziende del territorio con la nostra stessa filosofia che hanno dato vita a creme corpo, mani, detergenti, bagno schiuma, saponette shampoo…

E le sei asinelle che ruolo giocano in questa partita?

Una storia legata ad un legame profondo con una mia amica che aveva un allevamento d’asine ragusane sul Lago Maggiore e che, dopo qualche anno di impegno nella cosmesi, ha deciso di mollare. Io conoscevo molto bene le eccellenti proprietà del latte di asina e ho pensato che con l’olio Canino si sposassero benissimo. E così non ci ho pensato due volte e ho portato Iris, Irma, Isotta, Ines, Isa e Ilde a Poggio Narnara insieme ai miei cavalli e al pony Nino. È una cosmesi di nicchia non nel senso snob del termine quanto, semmai, rivolta ad una piccola produzione. Infatti mi permetto di mungere il latte delle asine solo quando i loro piccoli, i puledri, hanno completato lo svezzamento. Il latte prima spetta a loro e, se non basta, lo compro da aziende che hanno la nostra filosofia produttiva e che si impegnano a proteggere una razza che fino a poco tempo fa rischiava l’estinzione.

Quali proprietà ha il latte di asina?

In campo estetico è conosciuto fin dall’antichità perché ricco di minerali e proteine che donano un effetto morbido alla pelle. Gli acidi grassi polinsaturi come Omega 3 e Omega 6 hanno infatti azione nutriente, la Vitamina C e Retinolo accelerano la produzione di collagene mantenendo la pelle elastica e il Lisozima è un enzima che lenisce le malattie cutanee. Le nostre asinelle hanno dimensioni piuttosto grandi e sono la razza che produce la maggior quantità di latte, circa 300/750 ml di media, con picchi che arrivano fino a 1500 millilitri.

Ti rifaccio la prima domanda: sei felice, Chiara?

Decisamente. Le giornate non sono mai uguali, non mi annoio e la mia vita è scandita dal ciclo produttivo delle olive che hanno creato straordinari rapporti umani. Nel periodo pre-natalizio collaboro con tutti i produttori della zona, creiamo i cesti natalizi insieme e scambiamo consigli. Gli apicoltori raccontano i loro trucchi del mestiere, i produttori vinicoli mi insegnano i segreti della vigna, un contadino del posto mi ha insegnato a mungere le asine… Ogni giorno assisto ad uno scambio professionale umano e vengo attratta dalla prossima sfida perché, curiosa come sono, so che dietro l’angolo c’è già una novità che mi aspetta!

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