MONNALISA, MODA, SOSTENIBILITÀ E AMBIENTE

La storia dell’azienda che esporta in più di 50 paesi. Un occhio di riguardo verso i giovani.

APPROFONDIMENTO
Redazione
MONNALISA, MODA, SOSTENIBILITÀ E AMBIENTE

La storia dell’azienda che esporta in più di 50 paesi. Un occhio di riguardo verso i giovani.

Tutto è nato dopo il diploma di scuola media superiore. Un viaggio bohémien in Lambretta da Arezzo a Parigi, alla ricerca di un progetto di vita. È così che ho deciso di diventare imprenditore”.

Il racconto di Pietro Iacomoni, classe 1944, fondatore della celebre griffe di moda per bambini “Monnalisa” ha quasi dell’incredibile.

Una visita al Louvre mi portò davanti alla Gioconda, fu una folgorazione. Decisi in quel momento che alla mia futura azienda avrei dato il nome del capolavoro italiano”.

L’imprenditore toscano prosegue sul filo dei ricordi davanti all’attenta e incuriosita platea dell’Umbria Fashion Festival alla Sala dei Notari di Perugia, spiegando come fu così che “nel 1968 nacque Monnalisa, azienda artigianale focalizzata nell’abbigliamento per bambine”.

Barbara Bertocci e Pietro Iacomoni

Monnalisa

Ma l’incontro che ha cambiato la sua vita e quella dell’allora piccola azienda, spiega, è stato quello con la moglie-stilista nel 1971. È in quell’anno che Piero conosce Barbara Bertocci, figlia di un industriale tessile, con un DNA improntato alla creatività più fervida. È un colpo di fulmine, si sposano e hanno due figli, Diletta e Dimitri. Quando i figli cominciano la scuola elementare, Barbara entra in azienda come stilista, rivoluzionandone la proposta creativa e determinandone l’ascesa. Nello stesso anno Monnalisa inizia a esplorare nuovi mercati e inizia ad esportare all’estero. È un successo dietro l’altro che ancora oggi continua.

Collezioni e materiali di qualità assoluta ma anche grande sensibilità ai temi della sostenibilità e dell’ambiente.
L’industria della moda – dice Barbara Bertocci, stilista animata dall’entusiasmo di sempre nonostante la sua carriera di lungo corso, è tra le più inquinanti al mondo. Per questo io e mio marito abbiamo cominciato a orientarci verso i temi del benessere sociale e della responsabilità d’impresa da molti anni”. Un impegno subito riconosciuto: nel 2001 la Monnalisa ottiene la certificazione SA8000, con un percorso di rendicontazione e trasparenza che porterà l’azienda a vedersi riconosciuti ben due Oscar di Bilancio (2005 e 2011). La creatività di Barbara nel frattempo è premiata, oltre che da un crescente successo di mercato, dal conferimento del prestigioso Label of year (2007), nel 2010 il Disney Award per la categoria Kids; nel 2014 il premio Warner Bros per la collezione Primavera/Estate dedicata ai Looney Tunes e l’ International Fox Homey Awards a Las Vegas.


Tanti i riconoscimenti al pari dei quali cresce anche l’impegno solidale rivolto soprattutto ai giovani con proposte educative volute in modo particolare da Barbara: “Sono una nonna entusiasta e felice”, che ha fortemente voluto in occasione di Expo sia il percorso di educazione alimentare Scrivo come mangio! indirizzato alle scuole primarie italiane, che la realizzazione di una sfilata promossa da Inner Wheels a favore di AIRC alle Officine del Volo a Milano.

Sono un uomo che ha sempre lavorato in un ambiente soprattutto femminile. Mi sento fortunato. Le nostre artigiane sono straordinarie – dice orgoglioso Iacomoni che nel 2011 ha rinunciato al ruolo di Amministratore Unico per dare l’avvio a un sistema di governance allargata a membri esterni alla famiglia, per garantire il passaggio generazionale, sotto la guida dell’amministratore delegato Christian Simoni –.

La grande risorsa dell’azienda è proprio il suo capitale umano – continua -. Per l’attenzione alle risorse umane, l’azienda si è vista riconoscere la “menzione valore donna” Welfare Index PMI nel 2017, per le politiche di sostegno al lavoro femminile”.I premi e i riconoscimenti nazionali e internazionali che questa coppia di imprenditori ha ricevuto in 55 anni di storia sono talmente tanti che ricordarli tutti sarebbe impossibile. “Andiamo avanti comunque con l’entusiasmo di sempre” confida Barbara che ammette di provare ancora oggi le stesse emozioni avute in occasione della prima collezione.

Ma come pensa di rapportarsi oggi con la “concorrenza” dell’Intelligenza artificiale?
In realtà io ho già provato ad avvalermi dell’aiuto dell’AI – dice Barbara Bertocci –. La collezione che mi ha presentato però era ’fredda, distaccata’ senz’anima. Per cui ho preferito accantonarla e tornare alla mia creatività”.

Stanca dopo tutti questi anni?
Niente affatto, Monnalisa è il mio elisir di giovinezza, parola di nonna!!!