MOON VILLAGE, UNA BASE LUNARE CON LA PRIMA COMUNITÀ UMANA

Il progetto è in fase di studio avanzato, entro il 2030 potremo sfruttare le risorse del nostro satellite. L’Elio3 sarà l’energia pulita del futuro e ci sarà posto anche per il turismo extraterrestre.

TURISMO
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Roberto Di Meo
MOON VILLAGE, UNA BASE LUNARE CON LA PRIMA COMUNITÀ UMANA

Il progetto è in fase di studio avanzato, entro il 2030 potremo sfruttare le risorse del nostro satellite. L’Elio3 sarà l’energia pulita del futuro e ci sarà posto anche per il turismo extraterrestre.

Sei mai stato sulla Luna?”. Fra una trentina di anni o poco più questa domanda potrebbe diventare frequente. Un po’ come dire di essere stato alle Maldive. Perché il turismo spaziale, dopo aver colonizzato il nostro satellite naturale, potrà giovarsi anche di viaggi extraterrestri. Per arrivare sulla Luna Armstrong, Aldrin e Collins ci misero quattro giorni. Ma le tecnologie del 1969 erano completamente diverse da quelle di oggi. Per cui con una astronave moderna si potrebbe risparmiare un giorno. Ma sarà davvero possibile o tutto questo resterà nel mondo della fantascienza? La Luna è stata negli anni Sessanta un obiettivo Kennedyano per dimostrare la supremazia americana nei confronti dell’Unione Sovietica che aveva lanciato Gagarin primo uomo nello spazio.

Ora il programma è diverso perché la Luna potrebbe diventare una base per le future imprese spaziali. Certo, ci vuole tempo, ma abbiamo un vantaggio. Conosciamo il nostro satellite, sappiamo di cosa è composto e proprio in questo periodo si stanno approfondendo i dati scientifici sulla composizione delle rocce che sono state portate sulla Terra. La corsa alla Luna è di fatto ricominciata e anche la Cina sta preparando una missione umana dopo l’invio con successo di varie sonde anche nella zona coperta dal sole. La Nasa, l’Europa, compresa la Russia stanno portando avanti un progetto che è già in uno stadio molto avanzato: quello della costruzione di una base umana sul nostro satellite che potrà servire da ponte per un futuro viaggio su Marte.

I tempi di realizzazione? Sarebbero molto ravvicinati, si parla addirittura di 2025-2030. Il progetto si chiama Moon Village che, oltre ad assumere il ruolo di un laboratorio umano, dovrebbe sostituire la Stazione Spaziale che sarà abbandonata dopo il 2024. Non è tutto semplice perché le difficoltà sono tante. Bisognerà superare il bombardamento continuo delle micro meteoriti a causa dell’assenza di atmosfera e le temperature estreme. Con i vettori di oggi per arrivare sulla luna i tempi possono essere dimezzati. Per la costruzione delle basi lunari ci vorranno poi due anni o poco più. Tutto funzionerebbe così. Un razzo porterà intorno all’orbita lunare un Lander che scenderà sulla superficie lunare. Da questo verrà espulsa una cupola gonfiabile che si adatterà al terreno. Successivamente verranno fatti scendere dei robot che utilizzando una stampante tridimensionale copriranno la cupola di materiale lunare. La fase più interessante sarà poi quella di arredare l’interno della cupola utilizzando sempre dei robot. L’ultima fase è quella dell’arrivo degli astronauti che la dovranno abitare e che potranno sfruttare le risorse naturali del nostro satellite naturale come il ghiaccio presente ai poli, le rocce, i metalli e la luce che sarà sempre presente. È ovvio che dovrà essere anche individuato il sito lunare dove costruire il Moon Village.

Del progetto Moon Village ne parla anche l’astronauta, generale dell’Aeronautica, Roberto Vittori. Anche lui è convinto che la Luna è a portata di mano. “Esplorando il nostro satellite naturale – sostiene Vittori – potremmo trarre vantaggi per la Terra, a cominciare dall’energia. Sulla Luna c’è l’elio3, che non è altro che un combustibile. Quando le missioni Apollo trasportarono sulla terra le rocce lunari si scoprì che la presenza dell’elio3 era consistente. Sulla Terra ce ne sono, sì e no, una decina di chili. Ma veniamo al suo utilizzo. Siamo nel 2021 e le scorte del combustibile fossile sulla Terra dovrebbero dimezzarsi entro il 2025, fino ad arrivare al quasi completo esaurimento entro il 2050. Quindi occorre subito ricorrere all’energia alternativa: l’elio3 della Luna potrebbe essere importante per alimentare centrali nucleari a fusione per produrre energia pulita, come quella del Sole”.

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