Nanomedicina: sfide aperte in sanità

La Fondazione Don Gnocchi in prima linea col meeting internazionale ETPN2024 organizzato a Milano; integrazione tra ricerca, tecnologia e sviluppo clinico.

SALUTE
Francesca Franceschi
Nanomedicina: sfide aperte in sanità

La Fondazione Don Gnocchi in prima linea col meeting internazionale ETPN2024 organizzato a Milano; integrazione tra ricerca, tecnologia e sviluppo clinico.

Nanomedicina: sfide aperte in sanità. Si è svolto nei giorni scorsi a Milano il meeting internazionale di nanomedicina “ETPN2024”, promosso e organizzato dalla Fondazione Don Gnocchi, in collaborazione con l’European Technology Platform Nanomedicine (ETPN) e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

La “Don Gnocchi” – membro fondatore dal 2005 – gioca da anni un ruolo attivo nella Piattaforma Europea grazie a Marzia Bedoni, responsabile del laboratorio Labion e working group leader della Traslazione Clinica.

L’evento ETPN2024 ha accolto nella sua prima giornata una lectio magistralis di Maria Cristina Messa, direttrice scientifica di Fondazione, che ha aperto i lavori del congresso fornendo una visione d’insieme sull’aspetto traslazionale della nanomedicina ed evidenziando l’importanza dell’integrazione tra ricerca, tecnologia applicata e sviluppo clinico.

Marzia Bedoni, responsabile del laboratorio Labion e working group leader della Traslazione Clinica

Durante i lavori, il Laboratorio di Nanomedicina e Biofotonica Clinica (Labion) della Fondazione Don Gnocchi ha presentato diversi progetti in corso riguardanti l’applicazione della biofotonica allo studio delle vescicole extracellulari, nanoparticelle naturali che si stanno rivelando importanti biomarcatori per numerose patologie, tra cui le malattie neurodegenerative, e attualmente uno dei principali argomenti di studio del laboratorio stesso.

Maria Cristina Messa, direttrice scientifica di Fondazione

Nello specifico, il Labion ha presentato i dati preliminari dello studio clinico in corso sulla ricerca di nuovi biomarcatori di riabilitazione cardiaca associati alle vescicole extracellulari circolanti nel sangue di pazienti post-trapianto. È stato inoltre selezionato per una presentazione orale un ulteriore progetto sul potenziale utilizzo delle vescicole extracellulari come biomarcatori di neurodegenerazione e riabilitazione nella malattia di Parkinson, dati ottenuti grazie a uno studio clinico svolto dal Labion in collaborazione con l’Irccs “Don Gnocchi” di Firenze.

Per la prima volta, quest’anno sono state inoltre introdotte tre sessioni di “ETPN Academy”, sessioni formative dedicate a studenti e giovani ricercatori che stanno avviando la loro carriera di ricerca in nanomedicina. Obiettivo dell’ETPN Academy è fornire ai giovani talenti strumenti e conoscenze per l’orientamento professionale, illustrare le diverse applicazioni della nanomedicina, le tecnologie e l’innovazione sanitaria, nonché offrire opportunità di networking a livello europeo. L’iniziativa ha permesso ai giovani di incontrare professionisti e mentori con diversi percorsi di carriera nel mondo accademico, industriale e clinico e grazie alla presenza di oltre 150 partecipanti, l’ETPN2024 è stata una stimolante occasione per scienziati, provider tecnologici e industrie di riunirsi e discutere sulle nuove frontiere e sulle sfide aperte in nanomedicina.