NAPOLI DAI MILLE COLORI

In un quartiere della città partenopea è stato inaugurato un eco murale firmato dallo street artist Zed1 capace di assorbire lo smog cittadino.

AMBIENTE
Valentino De Luca
NAPOLI DAI MILLE COLORI

In un quartiere della città partenopea è stato inaugurato un eco murale firmato dallo street artist Zed1 capace di assorbire lo smog cittadino.

Si chiama Unlock the Change, “Sblocca il cambiamento”, come la campagna di comunicazione di cui fa parte e si può ammirare a Fuorigrotta, presso la scuola secondaria di I grado Silio Italico.
È il nuovo eco murales firmato dallo street artist Zed1, realizzato con le eco-pitture Airlite, una tecnologia brevettata in grado di eliminare l’inquinamento atmosferico (NOx).

Promette di assorbire ogni giorno lo smog di 79 veicoli e, per il momento, con i suoi 370 mq si presenta come la più grande opera del Sud Italia nel suo genere. L’opera di Zed1 ci racconta di sostenibilità all’insegna della bellezza, una sfida per stimolare la popolazione, le imprese e la politica a compiere davvero quella transizione verso paradigmi economici sostenibili.
Non una favola qualunque” – dichiara l’artista (al secolo Marco Burresi, classe ‘77)-“ma quella di una bambina che svela agli occhi di tutti noi una nuova dimensione possibile, aprendo il portone del vecchio mondo inquinato alle idee di sostenibilità e di economia positiva. E non lo fa in un luogo come un altro, bensì alla periferia di Napoli, precisamente a Fuorigrotta/Bagnoli, in un quartiere difficile che ha vissuto in prima linea i danni dell’inquinamento industriale nel ventesimo secolo”.

Sono passati 30 anni da quel 1992, quando venne chiusa l’Italsider di Fuorigrotta e l’Amianto messo fuori legge.
Un quartiere dalla storia travagliata e dal passato ricco di promesse che nel corso dei decenni non sono state mantenute rischiando di lasciare nel tessuto urbano l’ennesimo deserto dovuto alla mancanza di pianificazione delle Istituzioni.

Ma contro il grigio dell’abbandono, ecco intervenire i colori dell’arte di strada e dell’argento vivo presente negli studenti della scuola locale, che ha ospitato il murales.
Unlock the Change, infatti, è stato anche un modo anche per far partecipare attivamente il territorio nella sua parte più viva e giovane. La scuola Silio Italico ha concesso un muro del proprio edificio per dipingere l’opera, la cui realizzazione ha coinvolto sia i professori che i giovani studenti in laboratori creativi che hanno dato vita alle “lampadine del cambiamento”, stimolando così una riflessione collettiva intorno al tema dell’opera.

L’opera è stata promossa dalle B Corp italiane (aziende certificate dall’ente non-profit B Lab in virtù delle loro performance ambientali, sociali ed economiche e che adottano e promuovono un paradigma economico più giusto e responsabile) in collaborazione con Yourban2030, associazione sensibile all’Agenda 2030 dell’ONU contro le disuguaglianze economiche ed il cambiamento climatico, e di una nuova generazione di street artist che attraverso i propri lavori vuole lanciare messaggi di sostenibilità e sensibilizzare al cambiamento attraverso la rigenerazione di spazi urbani trascurati.

“Siamo davanti alla più grande ondata di cambiamento della storia” – commenta Paolo Di Cesare, co-founder di Nativa, country partner di B Lab in Italia – “e siamo tutti chiamati a riprogettare i modelli di produzione e consumo affinché siano sistematicamente rigenerativi. Nessuno può tirarsi indietro e servirà tanta innovazione e creatività. ZED1 ha interpretato questo richiamo con la magia dell’arte e le B Corp sono felici di poter raccontare la loro idea di futuro a Napoli, città creativa e innovativa per definizione”.

Già, Napoli, in fondo la vera protagonista di questa storia di cambiamento, di mentalità soprattutto, contro un altro cambiamento, quello climatico che minaccia il nostro futuro. La città mediterranea si conferma realtà dai mille colori, come descritta in una famosa canzone, che continuava però notando malinconica l’indifferenza dei propri cittadini nel non raccogliere “la carta sporca”.
Grazie alla sensibilità di artisti, associazioni e imprese Napoli torna invece ad essere la città di chi s interessa agli altri, all’ambiente, al cambiamento.