NAVIGARE DA REMOTO, LA TECNOLOGIA VIAGGIA PER MARE

Gli algoritmi matematici che esaminano cento possibilità diverse in un secondo faranno navigare le navi senza equipaggi guidate da una control room a terra.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
NAVIGARE DA REMOTO, LA TECNOLOGIA VIAGGIA PER MARE

Gli algoritmi matematici che esaminano cento possibilità diverse in un secondo faranno navigare le navi senza equipaggi guidate da una control room a terra.

Tra le tante novità, tra applicazioni militari e civili, che sono state presentate e spiegate e dimostrate al SeaFuture, la rassegna della più avanzata tecnologia militare e civile, che si è tenuta nell’Arsenale dalla Marina Militare alla Spezia, ha conquistato una particolare attenzione il software messo a punto dalla Società IB Marine di Rapallo, entrata da poco a fare parte del Gruppo norvegese Arribatec.

Il messaggio iniziale è semplice: con questo software le navi si possono controllare da terra. Succede anche oggi. Anzi nei sistemi avanzati, per esempio le operazioni di dogana, il controllo sulle merci avviene in mare durante il viaggio verso il porto di destinazione. Ma le implicazioni introdotte dal sistema IB Marine dicono ben altro e vanno ben oltre, verso il tempo in cui le navi navigheranno senza equipaggio a bordo. Con il tempo che continua a spostarsi sempre più in avanti la nuova frontiera della tecnologia, quella che dall’Oriente ci ha informato, di recente, della sperimentazione di robot-marinai da impiegare nei lavori pesanti e rischiosi sulle navi.

L’intelligenza artificiale continua così la sua inarrestabile marcia verso il futuro, anche se in ordine sparso, ma con un obiettivo chiaro e senza tralasciare nessun aspetto della nostra vita, da quella domestica a quella aziendale, da quella civile a quella militare. Nell’attesa, per certi versi non senza un tasso di inquietudine, non ci resta che restare al presente e capire intanto quali capacità e quali potenzialità ha questo software, orgogliosamente Made in Italy.

Il software IB Marine consente alle compagnie di navigazione di monitorare da remoto le navi ma soprattutto di gestire in contemporanea non solo una nave ma le funzioni dell’intera flotta. In che modo? Con un flusso impressionante di dati. È trasmettendo una massa continua di informazioni che mette in condizione la Compagnia di navigazione di ottimizzare i tempi delle manutenzioni, gestire i consumi di carburante e la velocità stessa della nave. Ma è anche messa in condizione di dare le indicazioni in tempo reale, in base a tutti i parametri e le variabili, la rotta migliore da seguire in base alle condizioni meteo marine.

La spiegazione di Giampiero Soncini, ceo di IB Marine è semplice come lo è il suo sistema: “ll software preleva tutti i dati della nave, i dati meteorologici e di navigazione e li mette insieme. Su questa base abbiamo elaborato algoritmi che permettono di verificare la situazione nel suo complesso e nei dettagli per cui possiamo comunicare al comandante che sta navigando a una velocità e ad un consumo al di fuori dei parametri, o consigliargli una rotta diversa per evitare per esempio un ciclone”.

Tutte le valutazioni sono dunque demandate agli algoritmi matematici capaci di esaminare in un secondo cento diverse possibilità. “Poi sarà comunque e ovviamente il comandante – precisa – a decidere come usare le informazioni che sta ricevendo in plancia”. Tra l’altro negli sviluppi più recenti del software c’è perfino l’interazione con le mappe dei ghiacci per i passaggi a Nord Ovest e Nord Est nel Mare Artico, ai quali si sta lavorando per aprire una nuova via dei trasporti via nave appunto a Nord e ridurre se non abbattere le distanze tra Asia, Europa e America. Così da una control room, una stazione di monitoraggio, a terra, si riesce ad entrare dentro ogni nave ovunque sia per rilevare i dati da trasformare, semplicemente, in informazioni.

L’interesse come si può ben capire c’è. IB Marine ha già tre nuovi contratti con altrettante compagnie per un totale di 455 navi da “monitorare” da remoto, che, tornando alle valutazioni iniziali, è considerato il primo passo verso navi senza equipaggio transpacifiche e transatlantiche. Quanto ai tempi, Soncini prevede che saranno abbastanza diffuse da qui a venti anni e che sarà la norma per il 60-70% della flotta mercantile da qui a trenta anni. Che sembrano lontani, ma non troppo.