Nel Mediterraneo stanno scomparendo i delfini

La biodiversità nostrana, fiore all’occhiello europeo, corre gravi rischi. Il nostro mare perde il 40% di delfini, balene e grandi predatori.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
Nel Mediterraneo stanno scomparendo i delfini

La biodiversità nostrana, fiore all’occhiello europeo, corre gravi rischi. Il nostro mare perde il 40% di delfini, balene e grandi predatori.

I delfini stanno sparendo dal Mediterraneo. Il ‘mare nostrum ‘ha perso il 40% di questi mammiferi, oltre a balene e grandi predatori.

Assistiamo a un vero e proprio spopolamento

La perdita di habitat, la crisi climatica, l’inquinamento diffuso, l’eccessivo sfruttamento delle risorse sta piegando la biodiversità italiana, mettendo seriamente a rischio di estinzione alcune specie. Il nostro Paese ospita un terzo delle specie animali che popolano l’Europa, ma la sua biodiversità si sta riducendo sensibilmente e in modo allarmante.

A ciò si deve aggiungere, responsabile il ‘clima change’ l’invasione sempre più frequente delle specie aliene invasive. Infatti, nel mediterraneo gli unici pesci che vivono vita tranquilla sono quelli arrivati “da poco”. Se ne contano ormai oltre 900 specie, ma ci accorgiamo di questo solo quando l’invasione esplode.

Prendiamo ad esempio il granchio blu, la sua colonizzazione di ampi tratti dei nostri litorali, che ha piegato l’economia di alcuni pescherecci, è stata messa in evidenza solo a danni fatti.

Poco però si è parlato del vermocane, su cui Greenpeace ha dato l’allarme, nonostante questo anellide, amante delle acque calde, ha prolificato sulle nostre spiagge, a simbolo della velocità del cambiamento climatico. Il vermocane mangia i coralli, le gorgonie, le stelle marine, ma non solo, se lo ‘incontriamo’ in una giornata di relax marino, possiamo inciampare nelle sue setole marine che provocano urticaria e bruciore sulla pelle.

Meno bene se la passano invece le specie autoctone. Solo negli ultimi 60 anni il Mediterraneo ha perso il 40 % dei mammiferi marini e dei predatori e il 58% degli stock ittici è super sfruttato, inoltre molte specie sono in via d’estinzione.

Il declino della biodiversità è uno dei maggiori problemi ambientali che l’umanità si trova ad affrontare. Malgrado ciò, la portata e la gravità delle conseguenze di questo declino non sono ancora percepite dal grande pubblico e dalla gran parte dei decisori politici” questo l’allarme lanciato dagli ambientalisti in più di una occasione.

C’è uno squilibrio troppo avanzato perché si possa invertire in breve tempo, ma sicuramente la strada da imboccare è quella di una maggior tutela oggi da tutti dichiarata, ma da molto pochi praticata.