NELLA COSTITUZIONE LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DEGLI ANIMALI

Con la modifica di due articoli nella Carta viene introdotto il concetto di tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi oltre a quella degli animali.

AMBIENTE
Domenico Aloia
NELLA COSTITUZIONE LA TUTELA DELL’AMBIENTE E DEGLI ANIMALI

Con la modifica di due articoli nella Carta viene introdotto il concetto di tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi oltre a quella degli animali.

Ambiente, biodiversità e tutela degli animali dopo un iter durato alcuni mesi  hanno trovato il giusto riconoscimento nella nostra Costituzione. Tra giugno e ottobre scorsi infatti è partito il percorso che ha portato alla modifica di due articoli costituzionali in materia di ambiente ed ecosistemi con l’importante inserimento dei modi e delle forme con i quali devono essere tutelati gli animali. Ma in concreto cosa significa?

La Legge costituzionale n.1 dell’ 11 febbraio 2022, entrata in vigore il 9 marzo, ha modificato gli articoli 9 e 41 della Carta, e con questa riforma, viene inserita tra i principi fondamentali: “la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Inoltre, si rinvia al legislatore per stabilire i modi e le forme di tutela degli animali. In materia di iniziativa economica privata, invece la norma esistente dell’articolo 41 viene integrata prevedendo che tale attività:  “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. E aggiunge che: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.”

Modifiche non solo formali o lessicali ma fortemente sostanziali, perché  la ratio della riforma consiste nel considerare l’ambiente non come una  cosa,  ma come un valore primario costituzionalmente protetto. Inoltre, tale tutela è rivolta anche ai posteri, ossia alle generazioni future e dunque si tratta di una formulazione assolutamente innovativa nel testo costituzionale. La tutela dell’ambiente deve peraltro svolgersi senza terzi fini, senza creare danni e con il rispetto della dignità umana. E dove è necessario che vengano anche tenute in considerazione anche alcune delle creature che lo rendono vivo, in questo caso gli animali.

Fatto non da poco considerando che in Italia, secondo alcune statistiche, sono circa 62 milioni gli animali di compagnia. E tra questi, oltre ai consueti gatti e cani, ci sono anche pesci, uccelli, rettili e piccoli mammiferi, senza contare gli animali d’allevamento e quelli selvatici.

I numeri offrono una fotografia della situazione ma è invece importante sottolineare quali siano le azioni concrete portate avanti per la tutela degli animali. Spesso quando siamo in presenza di animali in difficoltà non sappiamo come muoverci, e soprattutto chi contattare, problema che si complica ulteriormente se ci troviamo in una grande città come Roma per esempio.

È per questo che Rocco Ferraro, consigliere comunale di Roma Capitale e membro della Commissione ambiente ha deciso di fornire il proprio contributo, anche in virtù delle deleghe a lui affidate su transizione ecologica, ambiente, aree protette e tutela degli animali, e farsi promotore di una mozione approvata dal  Consiglio comunale capitolino per l’istituzione di un servizio che possa fornire precisi riferimenti nel caso ci si imbatta in animali in difficoltà. Il servizio sarà inserito all’ interno dell’ ormai noto, almeno per i cittadini romani, contact center reperibile al numero 060606 e sarà disponibile 24 ore su 24. L’intenzione è certo quella di affidare il servizio non a un singolo soggetto,  ma grazie ad un processo di concertazione tra Comune, Asl, Corpo di Polizia locale e associazioni, di individuare un gruppo preparato nella gestione di tali problemematiche. Il primo passo è stato fatto, ora però è necessario che la discussione passi in Commissione ambiente e tutela degli animali fino alla formulazione di una delibera di Giunta con la quale si potrà dare il vero e proprio avvio al servizio.

Un altro esempio di quanto la tutela degli animali sia importante è rappresentato da quanto fatto dal Comune di Anghiari, poco più di cinquemila abitanti in provincia di Arezzo: nella cittadina toscana si è andati oltre il semplice sportello degli animali o il regolamento comunale per gli animali, strumenti già presenti in altre realtà, e così su decisione del  sindaco Alessandro Polcri è stata istituita una vera e propria delega a tutela degli animali. Delega che è stata affidata all’assessora alla Cultura Alberica Barbolani da Montauto.

L’assessora Barbolani dovrà occuparsi, oltre ad una serie di aspetti che connotano la natura agricola del Comune, di numerosi problemi tra i quali il randagismo, il censimento delle colonie feline, nonché dell’elevata presenza di cavalli sul territorio che necessitano di essere tenuti sotto stretta osservazione sanitaria da parte delle Asl, oltre a una loro regolare registrazione nell’ anagrafe equina. Questo tipo di tutele per il benessere degli animali sono ovviamente frutto anche della partecipazione attiva degli stessi proprietari, che le amministrazioni devono essere in grado di intercettare. Ad Anghiari ad esempio è stata recepita la richiesta dell’ individuazione di un’area nella quale i cani possano “svagarsi” ed è stato individuato un terreno che sarà attrezzato allo scopo.

Una sensibilità verso la tutela degli animali già presente in seno alla comunità anghiarese e all’Amministrazione comunale, che ancora prima del conferimento di vere e proprie deleghe in tal senso, nell’ aprile 2021 aveva già sottoscritto una convenzione con la Onlus “Odv La Gattara” che si occupa di vigilare sugli obblighi sanitari a carico dei proprietari, sui fenomeni di randagismo e su degli eventuali maltrattamenti.

Ambiente ed animali rappresentano quindi un tutt’uno e averne inserito il concetto di tutela nella Costituzione è un passo decisivo e fondamentale. Accanto a questo però è necessario proseguire con azioni di sensibilizzazione sul tutto il territorio nazionale come quelle di cui abbiamo parlato. Azioni che per molti potrebbero rappresentare la classica goccia nel mare, ma che invece dimostrano come la visione su certe tematiche sia realmente in una fase di cambiamento. Con il contributo di tutti, cittadini amministrazioni e associazioni del settore qualcosa di buono si può fare.