NICOLA PECILE, IL PILOTA ITALIANO CHE PORTA I TURISTI AI CONFINI DELLO SPAZIO

Friulano, 48 anni, ex colonnello dell’Aeronautica militare italiana, è nel team della Virgin Galactic di Richard Branson. Vive a Mojave, la base spaziale californiana.

TURISMO
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Roberto Di Meo
NICOLA PECILE, IL PILOTA ITALIANO CHE PORTA I TURISTI AI CONFINI DELLO SPAZIO

Friulano, 48 anni, ex colonnello dell’Aeronautica militare italiana, è nel team della Virgin Galactic di Richard Branson. Vive a Mojave, la base spaziale californiana.

Il suo nome è Nicola Pecile, ha 48 anni ed è un friulano purosangue. È nato a Udine l’11 marzo 1973, ma è cresciuto a Fagagna, uno splendido luogo della provincia. Gli amici gli hanno appiccicato il soprannome di “Stick”, forse per il suo temperamento deciso. Sarà lui a portare i turisti nello spazio sulla navetta sub-orbitale della Virgin Galactic. Stick è, infatti, uno degli otto piloti della squadra di Richard Branson, che è stato uno dei primi a volare con il suo spazioplano a cento chilometri di altezza, appena qualche settimana fa.

Nicola Pecile ha al suo attivo quasi 7.000 ore di volo, su diversi aerei, sia ad ala fissa che ad ala rotante. È entrato in accademia appena diplomato ed è arrivato al grado di tenente colonnello prima di lasciare l’aeronautica e dedicarsi alla professione di collaudatore. Ha anche conseguito due lauree, una in scienze aeronautiche e l’altra in ingegneria astronautica, indirizzo missioni spaziali. Nel 2015, è entrato a far parte del gruppo dei piloti collaudatori attualmente impiegati da Virgin Galactic, per lo sviluppo e l’introduzione in attività commerciali spaziali del veicolo suborbitale SpaceShipTwo (SS2), SpaceShipThree (SS3) e dell’aereo madre da cui viene sganciato, denominato Virgin MotherShip VMS Eve. Oltre al ruolo primario di pilota collaudatore, ricopre il ruolo di ufficiale di sicurezza del volo. Vive ora a Mojave, in California, con la moglie Dania e il figlio Francesco che frequenta l’Università a Los Angeles. In questo periodo, la sua attività professionale è al centro dell’attenzione mondiale, in quanto la Virgin Galactic è stata la prima azienda privata a lanciare il suo programma di voli spaziali, portando lo stesso Branson nel volo inaugurale.

La navetta è stata portata in quota da un aereo madre che ha raggiunto circa 15 chilometri di altezza. Una volta raggiunta quella quota, è stato sganciato lo SpaceShipTwo che, con un motore a razzo dalle notevoli prestazioni, ha raggiunto i cento chilometri di quota, dove gli occupanti hanno avuto modo di fluttuare per qualche minuto e provare quindi l’ebbrezza dell’assenza di peso. Poi la navetta è rientrata planando come un aliante dalla stessa pista da cui era decollata insieme al velivolo madre. Tutti coloro che, sin da ora, vorranno gustare tutte queste sensazioni debbono tirare fuori dalle proprie tasche 250 mila dollari. Che poi, come sottolinea il nostro comandante Nicola Pecile “non sono poi molti, se pensiamo che negli anni ’30 per trasvolare l’oceano atlantico si pagavano 15mila dollari”.

Al momento, la Virgin ha una lista di oltre 700 passeggeri, tra cui ci sono anche tre membri dell’Aeronautica militare italiana, il colonnello Walter Villadei, ingegnere spaziale e cosmonauta, capo della missione, il tenente colonnello medico dell’Aeronautica Angelo Landolfi e Pantaleone Carlucci, ingegnere aerospaziale del Cnr. I tre, durante il volo, dovranno effettuare “attività di ricerca con dispositivi indossabili per valutare le risposte fisiologiche e tecnologiche nel corso del volo suborbitale in condizioni di microgravità”. La missione, che doveva partire fra qualche settimana, è stata però rinviata, perché alcuni problemi hanno momentaneamente fatto sospendere i voli della Virgin Galactic. In ogni caso, Stick è pronto per portare i prossimi turisti nello spazio, anche se il suo vero e unico amore, oltre alla famiglia, resta la sua terra, Favignana, immersa in quello che è considerato lo splendore del nostro Paese, il Friuli.