NIENTE PIÙ PESTICIDI E FERTILIZZANTI GRAZIE AI FUNGHI

Evitare di usare fertilizzanti e pesticidi si può, grazie ai funghi che aumentano le rese delle colture in maniera totalmente naturale.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
NIENTE PIÙ PESTICIDI E FERTILIZZANTI GRAZIE AI FUNGHI

Evitare di usare fertilizzanti e pesticidi si può, grazie ai funghi che aumentano le rese delle colture in maniera totalmente naturale.

Spesso nell’agricoltura si ricorre all’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti per cercare di ovviare i danni che molti agenti patogeni causano attaccando piante e riducendo di conseguenza anche i raccolti. Questo però, se da un lato salva i prodotti da portare in tavola, dall’altra parte ha un effetto tragico sulla biodiversità, la riduce e non solo, inquina anche l’ambiente.

Molteplici sono le ricerche che dimostrano che le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura sono spesso nocive, avvelenano la terra ed il nostro cibo con gravi ripercussioni su di noi e su tutto il Pianeta.

Proprio per questo, negli ultimi anni, si è riflettuto molto su quella che potrebbe essere una protezione naturale e biologica per le colture, cercando di individuare soluzioni alternative sostenibili che possano evitare il consumo di sostanze tossiche e fertilizzanti chimici.

I funghi sono dalla nostra parte

Un gruppo di ricerca proveniente dalle Università di Zurigo e di Basilea, in collaborazione con Agroscope (il centro svizzero per la ricerca agronomica) e FiBL (Istituto di ricerca per l’agricoltura biologica), sostiene di poter proteggere il terreno ricorrendo ai funghi micorrizici.

Ha infatti portato avanti l’esperimento inoculando nel terreno dei funghi micorrizici in 800 appezzamenti di terreno prima della semina. La prova è stata effettuata per più anni consecutivi in 54 aziende agricole di mais nella Svizzera settentrionale e orientale.

funghi

La micorriza è una simbiosi tra un fungo e l’apparato radicale di una pianta: i funghi hanno un effetto diretto sulle piante ma anche sul terreno circostante. Gli effetti notati sulle piante sono molto positivi, tanto da far aumentare le rese anche fino al 40%. È migliorato l’assorbimento dei nutrienti e dell’altra, le piante inoltre, hanno sviluppato una maggior resistenza anche agli eventi atmosferici.

Gli esperimenti svolti in Svizzera hanno dimostrato che l’applicazione dei funghi micorrizici sul campo funziona anche su larga scala.

Un’agricoltura sostenibile

Su un terzo degli appezzamenti invece, la resa non è aumentata, anzi, in alcuni casi è addirittura diminuita.

Nel ricercare la causa, gli scienziati hanno analizzato tutte le proprietà chimiche, fisiche e biologiche del suolo, inclusa la biodiversità. “Abbiamo scoperto che l’inoculazione funzionava meglio quando nel terreno erano già presenti numerosi agenti patogeni fungini”, ha affermato la ricercatrice Stefanie Lutz di Agroscope. I funghi micorrizici agiscono infatti come se fossero uno scudo protettivo contro gli agenti patogeni del terreno che indebolirebbero le piante.

agricoltura

Lo scopo dello studio, finanziato dalla Fondazione Gebert Rüf, era quello di poter prevedere le condizioni in cui funzionano le micorrize. “Con solo pochi indicatori siamo stati in grado di prevedere il successo dell’inoculazione in nove campi su dieci e quindi anche la resa prima dei raccolti”, spiega Klaus Schläppi dell’Università di Basilea.

Sono ancora indispensabili successive ricerche per scoprire il modo più semplice per spargere i funghi su vaste aree, ma i risultati di questa sperimentazione sul campo sono certamente un grande passo verso un’agricoltura più sostenibile.

Ovviamente, la simbiosi micorrizica può essere utilizzata sia nell’agricoltura biologica che in quella convenzionale e consente di limitare l’uso di fertilizzanti chimici.

Il Global Land Outlook 2022 dell’ONU ha evidenziato che il 40% del suolo mondiale è moderatamente o gravemente degradato e la percentuale potrebbe drammaticamente salire al 90%. Grazie a queste tecnologie si può sviluppare un metodo affidabile che può migliorare la sicurezza alimentare e la qualità dei terreni.