NON SOLO MIELE! L’IMPORTANZA DELLE API PER GLI ECOSISTEMI

Secondo L’ISPRA, quasi il 90% delle piante selvatiche da fiore ha bisogno di impollinatori, come api, vespe, farfalle, coccinelle, ragni, rettili, uccelli e alcuni mammiferi, per trasferire il polline da un fiore all’altro e completare la riproduzione sessuale.

AMBIENTE
Tempo di lettura:7 Minuti
Chiara Grasso
NON SOLO MIELE! L’IMPORTANZA DELLE API PER GLI ECOSISTEMI

Secondo L’ISPRA, quasi il 90% delle piante selvatiche da fiore ha bisogno di impollinatori, come api, vespe, farfalle, coccinelle, ragni, rettili, uccelli e alcuni mammiferi, per trasferire il polline da un fiore all’altro e completare la riproduzione sessuale.

Tutto in Natura è connesso e in equilibrio.  E le piante selvatiche da fiore sono fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi e la conservazione sia delle specie che degli habitat. In generale, dunque, si può asserire che dalla sopravvivenza degli impollinatori dipende la diversità biologica, che rappresenta la base della nostra esistenza e delle nostre economie.  Ma chi sono esattamente gli impollinatori?

Quando si pensa agli impollinatori i primi  che ci vengono in mente sono le api da miele (Apis mellifera). Tuttavia, tra gli insetti impollinatori ci sono moltissime altre specie di api, almeno 16.000, numerose altre invece appartenenti agli Ordini dei Lepidotteri (farfalle), Ditteri (sirfidi) e Coleotteri (coccinelle, maggiolini, scarabei, ecc.) e diverse specie di Imenotteri con famiglie vicine a quella delle api, come le vespe. Ci sorprenderà sapere che a compiere l’impollinazione ci sono anche altri invertebrati diversi dagli insetti, come gli acari ed i ragni. Inoltre, gli zoologi stimano che almeno 1.000 specie del gruppo dei vertebrati svolgano l’impollinazione: il 9% di tutte le specie di uccelli e mammiferi, tra cui i pipistrelli, è attualmente ritenuto un impollinatore. Gli impollinatori influenzano fortemente le relazioni ecologiche, la conservazione e la stabilità dell’ecosistema, la variazione genetica nella comunità vegetale, la diversità floreale, specializzazione ed evoluzione.

Tra questi, le api sono un fantastico simbolo della natura. Che loro siano nei guai è un segno che il nostro ambiente naturale non è nelle condizioni in cui dovrebbe essere. Secondo le ultime ricerche, nelle foreste tropicali, nei boschi della savana, nelle mangrovie e nelle foreste temperate, molte specie di piante e animali non sopravvivrebbero se mancassero le api. Questo perché la produzione di semi, noci, bacche e frutti dipende fortemente dall’impollinazione degli insetti e tra gli insetti impollinatori, le api sono i maggiori impollinatori. Insomma, senza api non ci sarebbero piante da fiore, e senza piante da fiore non ci sarebbero api. Senza, quindi, la biodiversità non sarebbe così vasta. Considerando che la biodiversità si misura come il numero di diverse specie di piante e animali che si trovano in una certa area unitaria, un’alta biodiversità è legata all’alta età dell’ecosistema e a un ambiente stabile che crea la possibilità di sviluppo della specializzazione e l’uso di nicchie ecologiche ristrette.

Capiamo quindi che le api, comprese le api mellifere, i bombi e le api solitarie, sono fondamentali per l’equilibrio naturale perché impollinano le colture selvatiche, oltre a quelle alimentari.  I ricercatori sostengono che se tutte le api si estinguessero, distruggerebbero il delicato equilibrio dell’ecosistema terrestre e inciderebbero sull’approvvigionamento alimentare globale. Sebbene sia improbabile che tutte le specie di api vengano spazzate via presto, la perdita di queste specie minacciate avrebbe comunque un grande impatto sull’impollinazione in tutto il mondo, riducendo le specie vegetali, su alcune delle quali facciamo affidamento per il nostro cibo. Uno studio pubblicato su Biological Conservation nel 2019 ha osservato che il 40% delle specie di insetti del mondo sono in declino e che gli insetti stanno affrontando tassi di estinzione otto volte superiori a quelli dei vertebrati, con molta meno risonanza mediatica. Queste tendenze portano gli scienziati a ritenere che circa un terzo di tutte le specie di insetti – quasi due milioni – potrebbe essere minacciato di estinzione .

Ma quali sono le cause di questo sterminio di api e di insetti in generale? In primis le specie invasive ed i pesticidi. L’inquinamento dovuto all’esposizione ai pesticidi, è una delle cause principali del declino degli impollinatori, poiché abbassano il loro livello immunitario, li avvelenano e uccidono lentamente. Ovviamente tra le cause non poteva mancare anche il cambiamento climatico, questo perché le api selvatiche possono sopravvivere solo in un ristretto intervallo di temperature. Man mano che i loro habitat si riscaldano, i luoghi in cui possono vivere si riducono. In tutto questo si aggiunge la disastrosa perdita dell’habitat a causa dell’agricoltura intensiva, uno dei principali motivi, secondo gli scienziati, associato al declino della biodiversità e dell’impollinazione. L’agricoltura distrugge i tipi di spazi che le api usano per nidificare, toglie la diversità del cibo su cui le api si nutrono e ha anche un impatto più ampio su altri animali come uccelli selvatici, mammiferi e anfibi.

Abbiamo scelto di parlare di api, di impollinatori, di insetti per cercare di comunicare il più possibile quanto il nostro pianeta sia in crisi a causa nostra: del nostro inquinamento, dei cambiamenti climatici e della distruzione degli habitat. Cerchiamo di parlare di api e della loro importanza per l’ecosistema, per far capire quanto gli elementi della natura siano interconnessi e per non dimenticarci che anche noi siamo parte della natura e dell’ecosistema, nel caso ci venisse lo strano pensiero di credere di essere superiori ed invincibili.

Continua… alla prossima puntata