NUOVE REGOLE UE PER COMBATTERE LA DEFORESTAZIONE

L’Unione Europea è responsabile del 10% del disboscamento delle foreste tropicali. Le regole ora stanno per cambiare, ma gli scienziati già denunciano tranelli e criticità.

AMBIENTE
Thais Palermo
NUOVE REGOLE UE PER COMBATTERE LA DEFORESTAZIONE

L’Unione Europea è responsabile del 10% del disboscamento delle foreste tropicali. Le regole ora stanno per cambiare, ma gli scienziati già denunciano tranelli e criticità.

Lo scorso 12 luglio la Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento Europeo ha adottato la sua posizione sulla proposta della Commissione Europea di un regolamento sui prodotti “esenti da deforestazione”, per arrestare la deforestazione globale provocata dall’UE. Per combattere il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità a livello globale, gli eurodeputati vogliono infatti che solo i prodotti esenti da deforestazione siano ammessi sul mercato europeo.

La nuova legge renderebbe obbligatoria per le aziende la cosiddetta “due diligence“; vale a dire, la verifica che i prodotti venduti nell’UE non siano stati prodotti su terreni deforestati o degradati. Ciò garantirebbe ai consumatori che i prodotti che acquistano non contribuiscono alla distruzione di foreste al di fuori dell’UE, comprese le insostituibili foreste tropicali, e quindi ridurrebbe il peso dell’UE sulla deforestazione – oggi al circa 10% -, sui cambiamenti climatici e sulla perdita di biodiversità a livello globale. I deputati hanno anche chiesto che le aziende verifichino che i prodotti siano realizzati nel rispetto dei diritti umani tutelati dal diritto internazionale e dei diritti delle popolazioni indigene, oltre che delle leggi e degli standard pertinenti del Paese in cui i prodotti sono realizzati.

I prodotti coperti dalla futura normativa

La proposta della Commissione riguarda i bovini, il cacao, il caffè, l’olio di palma, la soia e il legno, compresi i prodotti che contengono, sono stati alimentati con o sono stati realizzati utilizzando questi prodotti (come il cuoio, il cioccolato e i mobili). Il Parlamento vuole includere nell’elenco dei prodotti le carni suine, ovine e caprine, il pollame, il mais e la gomma, nonché il carbone di legna e i prodotti di carta stampata.

La Commissione dovrà valutare, entro due anni dall’entrata in vigore, se sia necessario estendere le norme ad altri prodotti come la canna da zucchero, l’etanolo e i prodotti minerari, previa analisi di fattibilità. Gli eurodeputati hanno chiesto che, entro un anno dall’entrata in vigore, la norma si estenda anche ad altri ecosistemi naturali come le praterie, le torbiere e le zone umide. Infine, i deputati chiedono che le istituzioni finanziarie siano soggette a requisiti aggiuntivi per garantire che le loro attività non contribuiscano alla deforestazione.

 

Gli scienziati avvertono: la normativa è un passo indietro rispetto agli obiettivi europei

Più di 50 scienziati si sono rivolti al Parlamento europeo evidenziando i pericoli posti dalle recenti modifiche al progetto di legge anti-deforestazione, ha riportato il Guardian, citando la lettera inviata dai ricercatori. Nelle scorse settimane, il Consiglio dei ministri dell’Ambiente dell’UE ha riscritto parte della bozza di legge cambiando la definizione di “degrado forestale”. Il fenomeno viene così descritto come “sostituzione di foreste primarie con piantagioni o altri terreni boschivi”. Una scelta che inevitabilmente solleva molte preoccupazioni.

Nell’Unione Europea le foreste primarie occupano appena il 3,1 dei 159 milioni di ettari di copertura forestale totale. Limitare ad esse la definizione di degrado, in altre parole, significherebbe proteggere legalmente solo il 2% delle foreste del continente. Sebbene la proposta si applichi anche a livello internazionale, ciò potrebbe “ostacolare la legislazione nell’affrontare la perdita di foreste sul territorio dell’UE e creare la percezione che l’UE stia eludendo le proprie responsabilità in materia di foreste, scaricando invece l’onere sui Paesi in via di sviluppo nei tropici”, hanno affermato gli scienziati.

L’esclusione del degrado forestale dalla legge “minerebbe il desiderio professato dall’UE di vedere l’Europa diventare il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050″ e “indebolirebbe gravemente” gli sforzi dell’UE per sostenere la conservazione globale”, aggiunge la lettera. Uno dei firmatari, il Prof. Jaboury Ghazoul del Politecnico di Zurigo, ha affermato che la nuova definizione di degrado forestale non sarà riconosciuta dagli scienziati o dalle popolazioni che dipendono dalle foreste. E ha sottolineato: “Ignora i danni considerevoli che continuano a essere inflitti alle foreste attraverso il disboscamento non sostenibile, l’incenerimento deliberato e l’estrazione mineraria, nonché la costruzione di strade che frammentano le foreste facilitando così un ulteriore degrado”.