OCCHI NEGLI OCCHI CON ADAMO ED EVA

Al via il restauro degli affreschi della Cappella Brancacci nella Chiesa del Carmine a Firenze. La Cappella resta aperta e grazie ai ponteggi allestiti, i visitatori possono salire e guardare da vicino i protagonisti del famoso ciclo pittorico.

TURISMO
Susanna Bagnoli
OCCHI NEGLI OCCHI CON ADAMO ED EVA

Al via il restauro degli affreschi della Cappella Brancacci nella Chiesa del Carmine a Firenze. La Cappella resta aperta e grazie ai ponteggi allestiti, i visitatori possono salire e guardare da vicino i protagonisti del famoso ciclo pittorico.

Un gioiello noto a tutti per l’affresco della Cacciata dal Paradiso Terrestre, divenuto immagine potente e diffusissima usata nei libri di scuola come nei meme, con Adamo ed Eva sofferenti e disperati che si allontanano. È la Cappella Brancacci, dipinta da Masaccio e da Masolino nei primi anni del ‘400, dentro la Chiesa del Carmine a Firenze. La Cacciata dal Paradiso è parte di un ciclo di affreschi ad opera dei due maestri del Rinascimento, che già da alcune settimane sono sottoposti ad un restauro impegnativo destinato a protrarsi per un anno. Ma la cappella non è chiusa al pubblico. E questa è l’opportunità che si apre per il visitatore appassionato, perché la cappella resta aperta e gli affreschi possono essere ammirati da vicino proprio grazie all’accesso ai ponteggi montati per portare avanti i lavori. Il mese dello start dell’operazione è febbraio. Il pubblico potrà approfittare e ammirare per la prima volta a distanza ravvicinata i capolavori di Masaccio e Masolino. Un’occasione unica per ‘guardare negli occhi’ i protagonisti degli affreschi, come appunto Adamo ed Eva tentati dal serpente e poi cacciati dal Paradiso.

La storia. La Cappella si trova all’interno della Chiesa di Santa Maria del Carmine, che fa parte dei musei civici fiorentini. Fu fondata dalla famiglia Brancacci nel tardo Trecento; si deve al ricco mercante Felice Brancacci la commissione nel 1423 degli affreschi con le storie di San Pietro. Vi lavorano insieme Masolino e Masaccio ma a causa della partenza del primo per l’Ungheria e del secondo per Roma, nel 1427 gli affreschi rimangono incompiuti. In seguito all’esilio del Brancacci (1436), caduto in disgrazia per le sue simpatie antimedicee, i frati del convento fanno cancellare i ritratti di tutti i personaggi legati alla sua famiglia e nel 1460 intitolano la cappella alla Madonna del Popolo, inserendo la venerata tavola duecentesca. Soltanto negli anni 1481-1483 Filippino Lippi effettuerà il ripristino e il completamento delle scene mancanti. Scampata all’incendio che nel 1771 devasta l’interno della chiesa, la cappella è acquistata nel 1780 dai Riccardi, che rinnovano altare e pavimento. Gli affreschi, trascurati per tutto l’Ottocento, vengono sottoposti a spolveratura nel 1904; l’intervento di restauro effettuato negli anni ‘80 del Novecento ha finalmente permesso di recuperare le preziose superfici decorate.

UFFICIO STAMPA COMUNE DI FIRENZE
Conferenza stampa nel Chiostro della Cappella Brancacci per l’inizio dei restauri degli affreschi di Masaccio, Masolino e Filippino Lippi. Presente il Sindaco Dario Nardella la presidente della Fondazione Friends of Florence Simonetta Brandolini D’Adda e Marco Ciatti soprintendente dell’Opificio delle pietre dure.
Foto CGE Fotogiornalismo

Il restauro. L’ultimo intervento sulla Brancacci risale agli anni Ottanta. Nel novembre 2020 la Cappella è stata sottoposta a un primo monitoraggio che aveva messo in luce alcune criticità dal punto di vista della conservazione e la necessità di stabilizzare alcuni potenziali fenomeni di deterioramento presenti sul ciclo pittorico di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi, oltre che eseguire un generale controllo sulla stabilità dell’intero ciclo pittorico il cui ultimo restauro risale a oltre trenta anni fa.

A gennaio ha avuto inizio il monitoraggio sullo stato di salute della cappella a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e le Province di Pistoia e Prato e del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Oggi è possibile svolgere una nuova campagna diagnostica, più approfondita ed esaustiva della precedente, con le più aggiornate tecniche e le migliori competenze disponibili sul panorama internazionale grazie alla collaborazione tra gli enti impegnati nel monitoraggio.

Allo stato attuale sono in corso indagini di imaging fotografico nelle varie bande dello spettro elettromagnetico, dal visibile all’infrarosso, finalizzate a identificare le aree con anomalie altrimenti impercettibili ad una ispezione visiva. Le attività immediatamente successive sono mirate ad aumentare il livello di dettaglio conoscitivo sui particolari identificati nella fase diagnostica precedente. I lavori fanno parte di un articolato programma di ricerca e di valorizzazione messo a punto da Comune, Soprintendenza, Cnr-Ispc di Firenze, Opificio di Pietra Dure e la Fondazione statunitense Friends of Florence, in compartecipazione con Jay Pritzker Foundation.

Le modalità di visita. La Cappella è aperta al pubblico quattro giorni la settimana: venerdì, sabato e lunedì con orario 10-17; la domenica con orario 13-17. Per ragioni di sicurezza gli accessi sono  con prenotazione obbligatoria e non oltre 10 persone ogni 30 minuti. Per prenotare: 0552768224, bigliettimusei@comune.fi.it o cappellabrancacci@musefirenze.it

A breve, previe verifiche tecniche sarà in funzione ascensore che permetterà anche ai visitatori con difficoltà motorie di accedere al cantiere. Tempistiche precise e aggiornamenti sul sito istituzionale del Comune di Firenze. Negli stessi giorni di apertura saranno possibili visite introduttive a cura di MUS.E, preliminari all’accesso in autonomia alla Cappella, con prenotazione obbligatoria alla mail cappellabrancacci@musefirenze.it.

UFFICIO STAMPA COMUNE DI FIRENZE
Conferenza stampa nel Chiostro della Cappella Brancacci per l’inizio dei restauri degli affreschi di Masaccio, Masolino e Filippino Lippi. Presente il Sindaco Dario Nardella la presidente della Fondazione Friends of Florence Simonetta Brandolini D’Adda e Marco Ciatti soprintendente dell’Opificio delle pietre dure.
Foto CGE Fotogiornalismo

Per approfondire
cultura.comune.fi.it/dalle-redazioni/riapre-la-cappella-brancacci
musefirenze.it