ORTOFRUTTA: IN VETRINA E IN ROVINA

Dalla promozione dell’innovazione sostenibile alla crisi della filiera: le due facce del settore ortofrutticolo.

AMBIENTE
Pamela Preschern
ORTOFRUTTA: IN VETRINA E IN ROVINA

Dalla promozione dell’innovazione sostenibile alla crisi della filiera: le due facce del settore ortofrutticolo.

Un evento nell’evento dedicato al mercato dell’ortofrutta. È Marca Fresh, la manifestazione sull’innovazione sostenibile nel comparto dell’ortofrutta che si svolgerà nell’ambito della ventesima edizione della manifestazione Marca by BolognaFiere, in programma il 16 e 17 gennaio nel capoluogo emiliano.

Marca rappresenta un evento di primo piano caratterizzato quest’anno non solo dalle catene italiane, ma anche da quelle europee e internazionali (sono 250 provenienti da trenta Paesi) che ne hanno fatto una delle fiere agroalimentari più importanti del calendario fieristico internazionale.

Tra le principali categorie esposte si trovano prodotti alimentari come panetteria, latticini, pollame, dolci, surgelati, caffè e bevande, prodotti ittici, oltre l’ortofrutta, così come altri generi per la cura della persona, degli animali domestici e della casa.

pere

Giunta al quarto anno Marca Fresh gode di oltre mille metri quadrati di spazio espositivo, 50 espositori, con un aumento del 30 per cento rispetto allo scorso anno. L’edizione 2024 vuole mettere in luce il ruolo strategico del settore, in continua evoluzione e meritevole di approfondimento, scambi e condivisione tra gli esperti. Già perché qui le aziende possono incontrare buyer di importanti catene distributive, aggiornarsi su trend e consumi, conoscere best practices e confrontarsi sui bisogni dei consumatori, beneficiando di un ricco programma di incontri, presentazioni e casi studio. Il contesto ideale, insomma, per favorire il confronto tra gli operatori della filiera, dalla produzione alla distribuzione e sviluppare il business, incontrando i buyer della Distribuzione Moderna Organizzata, scoprendo le novità in arrivo sul mercato e le ultime tendenze, ma anche costruendo nuove partnership o consolidando quelle già avviate.

Il focus dell’evento è l’innovazione sostenibile, guardando all’esperienza di acquisto e consumo dell’ortofrutta, esplorato a fondo per offrire spunti utili ad affrontare le sfide del mercato, in particolare le tendenze regressive della spesa. A comprendere meglio i trend del momento contribuiscono anche incontri informativi, workshop tematici e convegni ad hoc con la partecipazione di rappresentanti del settore e del mondo politico locale e nazionale, ai quali ci si può registrare accedendo al sito web della fiera.

frutta e verdura

Se le mele sono le protagoniste di uno dei workshop in programma, le cugine pere lo sono della cronaca degli ultimi anni. La loro produzione, infatti, in un quinquennio è crollata del 75 per cento, in un decennio la dimensione delle superfici coltivate si è ridotta del 35 per cento con conseguente aumento delle importazioni. Insomma, le previsioni per il prossimo futuro sono tutt’altro che rosee. La crisi coinvolge soprattutto l’Emilia-Romagna che con le province di Modena, Ferrara, Bologna e Ravenna realizza oltre il 50 per cento del prodotto nazionale Ma non solo: anche Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia risentono del crollo.

Tra le cause di questa situazione, passato figuravano soprattutto la ricerca di nuovi sbocchi commerciali e dalla concorrenza dei Paesi emergenti; poi sono arrivate calamità naturali sempre più frequenti a mettere in ginocchio il comparto agricolo. Un mix di fattori come il cambiamento climatico e le sue conseguenze e l’impatto di nuovi insetti e parassiti flagella il settore. Dal 2018 le esportazioni sono diminuite toccando il fondo lo scorso anno quando la perdita economica, secondo Nomisma, è stata di oltre 300 milioni di euro, con un calo della qualità che ha ridotto i prezzi al consumo, lasciando lievitare i costi di produzione medi di quasi il 20 per cento. Contemporaneamente si è fatta sentire l’aggressività commerciale di Spagna, Argentina, Sud Africa.

Servono tempestivi ristori per evitare l’estinzione delle pere. I 10 milioni di euro messi a disposizione dal governo non sono sufficienti per fermare un calo strutturale che va avanti da anni. Servono più innovazione, ricerca e promozione del prodotto. Le pere rappresentano un patrimonio da salvare, un simbolo dell’agricoltura italiana e pertanto occorre riconoscere e risolvere le criticità presenti e future, combinando strategia e innovazione.