Auto: incertezze, nuovi brand e sfida 2030
Danilo Vicaretti, Audi Manager di Pasquarelli Auto, analizza trasformazione dei dealer, concorrenza asiatica e strategie di crescita verso il 2030
Nel panorama automotive attuale, caratterizzato dalla transizione verso la mobilità sostenibile, la pressione dei costi globali e l’ingresso di nuovi competitor orientali, i grandi gruppi di distribuzione si trovano a ridisegnare la propria identità. Per capire come affrontare queste trasformazioni, ho intervistato Danilo Vicaretti, Audi Manager presso Pasquarelli Auto, figura di riferimento del Gruppo guidando la gestione e lo sviluppo strategico del marchio Audi all’interno della rete di concessionarie.
Pasquarelli Auto rappresenta una realtà unica nel mercato italiano: si tratta dell’unica azienda privata del settore automotive in Italia quotata in Borsa su Euronext Growth Milan. Con una visione fortemente orientata al lungo termine, il Gruppo combina la presenza dei marchi storici europei e Stellantis con l’integrazione dei più dinamici brand cinesi, fino allo sviluppo di un ecosystem di servizi che spaziano dal noleggio all’usato garantito fino alla post-vendita.
Il Gruppo Volkswagen sta affrontando un piano straordinario di riduzione dei costi. Quanto pesa la perdita di queste storicità nel rapporto di fiducia con il cliente che entra nei vostri showroom?
Il Gruppo Volkswagen è un colosso industriale che sta ristrutturando per rimanere competitivo nei prossimi vent’anni: non si tratta di una perdita di storicità, ma di evoluzione industriale. Si parla anche di Ducati, uno dei brand più redditizi del Gruppo e di un asset strategico, ma le voci di dismissione sono prive di fondamento. Il cliente che entra nei nostri showroom non percepisce incertezza, percepisce solidità. Noi di Pasquarelli Auto, in quanto unica azienda privata del settore automotive in Italia quotata in Borsa su Euronext Growth Milan, siamo abituati a ragionare con la stessa visione industriale di lungo periodo della Casa, non con la logica del breve termine.
C’è il rischio che questi tagli in Germania si riflettano in una contrazione o ristrutturazione dei concessionari locali?
La Casa non ha bisogno di una rete più piccola, ma di una rete più forte, capitalizzata e strutturata. Proprio per questo il nostro modello è vincente. Essere l’unico gruppo automotive privato quotato in Borsa ci dà una solidità patrimoniale, una trasparenza e una capacità di investimento che pochi dealer in Italia possono garantire. Siamo l’interlocutore ideale per la Casa in questa fase di selezione naturale della rete.
Come viene vissuto questo momento di incertezza globale all’interno dei vostri showroom e delle vostre officine?
Con lucidità, non con preoccupazione. La preoccupazione è per chi non ha un piano industriale. I nostri team sanno di far parte di un Gruppo solido, strutturato e quotato, che rendiconta trimestralmente i propri risultati e investe in formazione e tecnologia. Questo dà una protezione e una serenità che una concessionaria familiare tradizionale non può offrire ai propri dipendenti e ai propri clienti.
Veniamo alla concorrenza dei brand cinesi e asiatici: come si difende un marchio tradizionale europeo?
Noi non la viviamo come una minaccia, ma come un’opportunità, anche perché i brand cinesi li rappresentiamo già. Pasquarelli Auto è stata tra i primi gruppi in Italia a credere in questo cambiamento: oggi affianchiamo ai nostri marchi storici europei brand come BYD, Dongfeng, Omoda e Jaecoo del Gruppo Chery, che sono tra le realtà a più rapida crescita nel Paese. Sapendo questo, un marchio europeo non si difende abbassando il prezzo per rincorrere i cinesi, ma valorizzando ciò che un nuovo entrante non ha: valore residuo, sicurezza, tecnologia collaudata e soprattutto una rete di assistenza capillare che garantisce il cliente per dieci anni. Il cliente compra un prezzo basso, ma domani deve rivendere l’auto e fare un tagliando. Noi possiamo offrire entrambe le soluzioni in totale trasparenza: se cerca il best-price tecnologico, abbiamo la risposta cinese con la garanzia di un Gruppo quotato alle spalle; se cerca la solidità storica, il valore residuo e la premium experience, offriamo Audi, Lexus, Toyota e Volkswagen, oltre a tutti i marchi del Gruppo Stellantis. È questa consulenza a 360° che una monomarca non può dare.
Tra inflazione e costi delle nuove tecnologie, qual è il rischio reale per i volumi di vendita?
Il rischio è reale: il prezzo medio del nuovo si è alzato e la fascia media fa fatica. C’è il pericolo che l’auto diventi inaccessibile, ed è proprio per questo che servono player strutturati come il nostro, capaci di offrire alternative concrete come l’usato garantito, le km0 e il noleggio a lungo termine.
Di fronte alle incertezze del mercato del nuovo, come si stanno bilanciando le vostre attività?
Da tempo non viviamo solo di nuovo. Il nostro modello, grazie anche alla quotazione che ci ha permesso di accelerare gli investimenti, si regge su quattro colonne: nuovo, usato con il nostro brand Second Life, noleggio a lungo termine e post-vendita. Il noleggio e l’usato rappresentano la risposta diretta alla difficoltà di accesso al nuovo.
Qual è la ricetta per un grande gruppo di distribuzione come Pasquarelli Auto per continuare a crescere da qui al 2030?
Il vecchio modello del concessionario che si limita a comprare e vendere è finito. La ricetta è diventare una vera mobility company. In questo, l’essere quotati rappresenta il nostro vantaggio competitivo più grande, perché la Borsa ci impone disciplina, trasparenza e visione a lungo termine.
La nostra strategia per il 2030 si fonda su tre pilastri:
- Processi maniacali: Ottimizzazione di lead management, CRM e formazione continua. Essere una quotata significa non potersi permettere inefficienze.
- Fidelizzazione a 360°: Presidio completo di vendita, service, noleggio, usato e servizi assicurativi con l’obiettivo di accompagnare il cliente per almeno dieci anni.
- Crescita per linee esterne: Utilizzo dell’accesso al mercato dei capitali per crescere tramite acquisizioni, aggregando altre realtà e consolidando la nostra posizione come polo di riferimento a livello nazionale.
È questa struttura complessiva che ci permette di mantenere un trend di crescita costantemente superiore al mercato.

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