PECCIOLI, IL BORGO DAL FUTURO SOSTENIBILE

Tra le colline della Valdera, nella Toscana pisana, si trova Peccioli, borgo storico che ha saputo valorizzare il proprio territorio in termini di sostenibilità ambientale e di accoglienza turistica di qualità.

TURISMO
Monica Riccio
PECCIOLI, IL BORGO DAL FUTURO SOSTENIBILE

Tra le colline della Valdera, nella Toscana pisana, si trova Peccioli, borgo storico che ha saputo valorizzare il proprio territorio in termini di sostenibilità ambientale e di accoglienza turistica di qualità.

Peccioli è un comune italiano della provincia di Pisa in Toscana. Un borgo che dall’alto della sua posizione domina la Valle dell’Era lungo la direttrice che da Volterra conduce a Pisa. Località a forte vocazione agricola e turistica, Peccioli vanta un marchio di qualità turistico-ambientale; è comune Bandiera Arancione conferita dal Touring Club Italiano. Non solo storia ma anche uno sguardo ben fisso sul futuro per una comunità, quella di Peccioli, che oltre ad avere un patrimonio storico, culturale e ambientale di pregio, ha saputo valorizzare il proprio territorio in termini di sostenibilità ambientale e di accoglienza turistica di qualità.

La Storia

Il territorio di Peccioli risulta abitato fin dal Neolitico, ma è dal primo millennio a.C. che si registra una fisionomia più definita, con manifestazioni di popolamento etrusche. I ritrovamenti testimoniano che le pendici delle colline del territorio comunale erano luoghi di sepoltura, attestando la dipendenza di Peccioli da Volterra fino all’età tardoantica. Pochissimi invece i ritrovamenti del periodo romano. In pianura sono state individuate tracce della centuriazione augustea, ben visibili dall’alto, in cui si possono distinguere le parcellizzazioni perfette. Lungo il fiume Era sono stati ritrovati strati con ceramica per cui, vista l’ubicazione, è ipotizzabile la presenza di un insediamento produttivo, una villa romana. L’unica attestazione romana è stata ritrovata sul colle di Peccioli: si tratta di un’iscrizione romana oggi murata nel Museo Guarnacci di Volterra.

Con la caduta dell’Impero romano si aprono scenari condizionati dalle guerre e dall’arrivo dei popoli dal nord Europa che pian piano conquistano i centri più importanti. I Longobardi che conquistarono gran parte dei territori in mano ai Bizantini. Fu un periodo di grande vitalità per il territorio pecciolese, che si trovava sul confine tra queste due forze contrapposte, probabilmente teatro anche degli scontri che ne derivarono. Vitalità che sembra esaurirsi con l’VIII secolo per poi ricomparire con l’XI e XII secolo e l’incastellamento promosso dalle famiglie aristocratiche e dalla chiesa.

In epoca medievale Peccioli divenne sede di un castello, nel 1163 il Comune di Pisa domò, sotto il comando di Ranieri Gaetani, una ribellione sollevata da Peccioli, guidata da Giovanni Borgherucci, e per ritorsione distrusse la rocca e le mura del castello. Il controllo di Peccioli passò nel 1186 al vescovo di Volterra con un atto del re Enrico VI che, una volta incoronato imperatore, nel 1192 ne accordò il dominio al Comune di Pisa, confermato nel 1209 da Ottone IV e nel 1220 da Federico II. Nel XIII secolo Peccioli ebbe una parte attiva nel corso delle lotte tra guelfi e ghibellini, infatti nel 1282, Nino Visconti, giudice di Gallura, bandito da Pisa, con l’aiuto dei fiorentini, divenne comandante della parte guelfa in Toscana, e non solo cacciò i ghibellini che controllavano alcuni comuni della Valdera per conto dei pisani, come Peccioli e Ghizzano, ma nel 1292 divenne signore di tutta la zona. Peccioli, sotto la dominazione pisana, divenne Podesteria della Repubblica marinara, estendendo la sua giurisdizione su Carpugnano, Gello, Abbazia di Carigi e Montecchio.  da Firenze. Nel periodo fiorentino Peccioli fece parte del vicariato di Lari ed fu sede di Podesteria (con giurisdizione su Lajatico, Legoli, Orciatico, Terricciola, Soiana, Montecchio, Fabbrica, Bagno, Chianni, Casanuova, Morrona, Santa Luce, Riparbella, Strido, Castellina e Ghizzano) e Comune.

Per tutto il XV secolo Peccioli subì saccheggi da parte di città e nobili anti-medicei e non mancò al tempo stesso di ribellarsi alla Repubblica Fiorentina quando si presentò l’occasione. Con la Signoria di Lorenzo il Magnifico fu promulgato l’ordinamento amministrativo tramite il quale le Comunità vennero raccolte in Podesterie: a Peccioli furono sottoposte le comunità di Ghizzano, Fabbrica, Lajatico, Terricciola, Rivalto e Chianni. Un lungo periodo di tranquillità politica funestata tuttavia da varie calamità tra cui un’epidemia di peste tra il 1464 e il 1468. Nel 1529 Peccioli si ribellò nuovamente al governo fiorentino sostenendo l’invasione del suo territorio da parte delle truppe di Carlo V, comandate dal principe d’Orange, che avevano assediato la città di Firenze.

Dal XVII secolo con la sottomissione al Granducato Mediceo ebbe inizio per Peccioli un periodo di pace e stabilità politica che si protrasse fino all’avvento dei duchi di Lorena, i quali avviarono i primi lavori di bonifica del territorio. La Podesteria di Peccioli venne soppressa con la riforma del 17 giugno 1776, quando nacque una nuova comunità comprendente Peccioli, Casanuova, Fabbrica, Ghizzano, Legoli, Morrona, Montecchio, Terricciola, Soiana, Strido. Durante l’epoca francese (1808-1814) vennero aboliti gli ordinamenti precedenti ed istituita la nuova municipalità delle “Mairie”. Il 16 settembre 1816 vennero ripristinati il Gonfaloniere, in carica per tre anni, i Priori e il Consiglio Generale. In questo periodo la comunità di Peccioli comprendeva Casaglia, Cedderi, Fabbrica, Ghizzano, Libbiano e Montecchio; faceva parte della Camera di Pisa e del circondario di Pontedera. Con Leopoldo II, nel 1844, Peccioli divenne sede di cancelleria con giurisdizione su Lajatico e Terricciola. Nel 1860 con il plebiscito per l’annessione al Regno sabaudo si ebbe un nuovo ordinamento nella pubblica amministrazione. Nel 1863 Peccioli faceva parte del mandamento di Lari. Dall’Unità d’Italia, Peccioli è un comune comprendente Fabbrica, Ghizzano, Legoli, Montecchio, Montelopio, Libbiano e Cedri. Con l’avvento del fascismo furono soppressi i consigli comunali e nel 1927 ritornarono i Podestà. Durante il secondo conflitto mondiale il paese subì notevoli danni finché i soldati americani, il 14 luglio 1944, entrarono da via Carraia e liberarono il paese.

Cosa vedere

Pieve di San Verano, chiesa parrocchiale di Peccioli, è stata edificata probabilmente tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo e presenta una struttura trecentesca in stile pisano. Ha il prospetto costituito da cinque arcate cieche. Al suo interno sono custodite tre tele del pittore secentesco fiorentino Jacopo Vignali. Si trova nella piazza principale del paese chiamata Piazza del Popolo, dove si può ammirare uno splendido loggiato, il palazzo del municipio e il palazzo pretorio.

Chiesa di Santa Maria Assunta, chiesa parrocchiale di Fabbrica, già citata nel X secolo, presenta una struttura a tre navate divise da colonne e da pilastri, e vi sono tre absidi di cui quella centrale modificata per contenere un coro. Al suo interno sono presenti arredi attribuibili all’opera di Benedetto Buglioni e di rilievo è l’Ultima cena di Paolo Guidotti, artista lucchese del Seicento.

Chiesa di San Giorgio martire, chiesa parrocchiale di Cedri

Chiesa dei Santi Germano e Prospero, chiesa parrocchiale di Ghizzano, risale al periodo medievale ed è ricordata per la prima volta nel 1406. La chiesa è stata oggetto di una radicale ristrutturazione nel 1818, che le ha conferito l’attuale aspetto.

Palazzo pretorio a Peccioli, risalente all’epoca medievale e rimaneggiato tra il XVIII e il XIX secolo, presenta sulla facciata i 19 stemmi appartenenti alle famiglie notabili e ai podestà che vi esercitarono il potere. Fu poi sede della Prefettura fino al 1923. Attualmente è la sede del Museo di Palazzo Pretorio, al cui interno è presente il Museo di icone russe “F.Bigazzi”, la Collezione di icone Belvedere, la Collezione “Giuseppe e Paola Berger” e la Collezione Incisioni e Litografie – Donazione Vito Merlini. Si trova in Piazza del Popolo, ed è l’edificio adiacente al palazzo comunale.

Anfiteatro Fonte Mazzola
L’Anfiteatro Fonte Mazzola, che deve il nome ad un antico podere nelle sue vicinanze, è stato inaugurato nel luglio del 2007 per ospitare la rassegna di teatro, musica ed eventi 11Lune nata a Peccioli nel 2005. Inizialmente 11Lune si svolgeva in piazza del Popolo ma, vista la grande affluenza di spettatori, nel 2007 è stato realizzato l’anfiteatro, interamente realizzato con materiali eco-compatibili, ricorrendo alle più avanzate tecniche di bio-edilizia e ispirato alla filosofia del massimo rispetto ambientale.

Parco Preistorico di Peccioli
Il Parco Preistorico di Peccioli è un’attrazione aperta nel 1977 per iniziativa di un artista di circo Erardo Ghironi. Al suo interno sono presenti ventidue ricostruzioni di dinosauri tra cui il Brachiosaurus e il feroce T-Rex assieme a ricostruzioni di Orso delle caverne, Mammut lanoso e Uomo di Neanderthal. Dopo due anni di chiusura, dall’estate del 2018, il Parco Preistorico ha riaperto i suoi cancelli della primavera del 2019.

Pecciolo Avventura
Pecciolo Avventura è un parco avventura inaugurato nel 2016 a Peccioli, nel giardino del Caffè Haus in centro storico. Sono presenti il percorso Mini, il percorso Junior, l’Urban wild e una parete da arrampicata alta 8 metri.

Le Serre
L’area ad est di Peccioli, detta “Le Serre”, compresa fra l’Anfiteatro Fonte Mazzola, la Chiesa delle Serre e la Pieve al Pino (Piappina) che si trova lungo la strada comunale di Ghizzano/Via della Bonifica, si estende lungo una dorsale di circa quattro chilometri. Sin dall’antichità quest’area era di considerevole importanza data la sua vicinanza a quella che poteva essere la principale via di comunicazione fra Pisa (e altri centri del nord dell’Etruria) e Volterra.

Il Triangolo verde
La valorizzazione del territorio di Peccioli passa per la presenza di un impianto di smaltimento nella frazione di Legoli che oggi, grazie a un progetto di riqualificazione ambientale e alla tecnologia d’avanguardia, ne fa un esempio virtuoso nell’ambito della sostenibilità. Da vent’anni, infatti, la è stato messo a punto un sistema di funzionamento in grado di estrarre materiali riciclabili dai rifiuti e generare energia derivante dal biogas, oltre a preservare il territorio. Il progetto, oltre a limitare l’impatto dell’impianto sul territorio, ha ripensato quest’area, chiamata Triangolo Verde, tanto da renderla parte integrante della vita culturale locale. Grazie alla fondazione Peccioliper, il luogo è stato dotato di un anfiteatro arricchito da enormi sculture. Il “modello Peccioli” ha attirato l’attenzione da parte di studiosi e università di tutto il mondo. La vocazione “verde” della discarica, nata nel 1997, non si ferma. Negli ultimi anni, è stata dotata di un impianto di trattamento meccanico biologico per estrarre materiali riciclabili dai rifiuti indifferenziati e di un impianto di cogenerazione per la produzione di energia derivante dal biogas. Nel futuro prossimo, poi, sorgerà anche un impianto di compostaggio per la produzione di biometano, derivante dai rifiuti “umidi”.

Curiosità

Il paese vecchio è suddiviso in 4 rioni:
Rione “Carraia”: con simbolo una carriola bianca con sfondo blu, rappresenta la parte sud-est di Peccioli.
Rione “Borgherucci”: prende il nome dal cavaliere Borgherucci e dall’omonima via. Si trova nella parte ovest del borgo, intorno alla la chiesa parrocchiale di San Verano. Il suo simbolo è una torre grigia su sfondo rosso.
Rione “Mexico”: rappresentato da un sombrero rosso su sfondo giallo, si trova nella parte est del borgo, dalla parte opposta del Rione Borgherucci.
Rione “Fosso”: si trova nella parte nord di Peccioli, e prende il nome dalla zona intorno alla chiesa della Madonna del Carmine. Probabilmente prende il suo nome da un fossato esistente nella zona in epoca medioevale.

Questi quattro rioni ad inizio autunno danno luogo ad un alternarsi di sagre paesane nei fine settimana di settembre; e fino a poco tempo fa, insieme al paese di Montecchio si sfidavano in una particolare sfida di pigiatura dell’uva a piedi nudi, chiamata “Pigia Pigia”. Questa manifestazione ha cessato di esistere sia per mancanza di fondi ma anche a causa della separazione di Montecchio dai rioni paesani, per poter amministrare la propria festa, chiamata “Festinborgo”.

Come arrivare
In auto
Da Nord
A Milano imboccare l’autostrada A1, seguire la direzione La Spezia – Parma Ovest, continuare sull’autostrada A15 e seguire la direzione Genova – Livorno, proseguire sull’autostrada A12, uscire a Pisa e continuare su Strada Grande Comunicazione Firenze – Pisa – Livorno, a Cascina seguire la direzione Firenze, uscire a Pontedera – Ponsacco, attraversare Ponsacco e continuare sulla SS 439 seguendo le indicazioni per Peccioli.
Da Sud
A Roma, prendere l’autostrada A1 in direzione Firenze, uscire a Firenze Scandicci, continuare su S.G.C. Firenze – Pisa – Livorno in direzione di Pisa – Livorno, uscire a Pontedera, attraversare Treggiaia e seguire indicazioni per entrare in Peccioli.

Da Livorno
Prendere la S.G.C. Firenze – Pisa – Livorno in direzione Pisa, uscire a Pontedera – Ponsacco, attraversare Ponsacco, percorrere la SS 439 seguendo le indicazioni per entrare in Peccioli.
Da Firenze
Prendere la S.G.C. Firenze – Pisa – Livorno in direzione Livorno, uscire a Pontedera, continuare sulla SP 11, attraversare Treggiaia e seguire indicazioni per entrare in Peccioli.
Da Pisa
Prendere la S.G.C. Firenze – Pisa – Livorno, seguire la direzione Firenze, uscire a Pontedera – Ponsacco, attraversare Ponsacco, percorrere la SS 439 seguendo le indicazioni per entrare in Peccioli.

In treno
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Pontedera sulla linea Pisa – Firenze.
Pontedera è collegata a Peccioli da autobus della linea extraurbana CPT (destinazione Legoli oppure Montelopio)

In aereo
Aeroporto di Pisa (38 km circa)
Aeroporto di Firenze (78 km circa)

In nave
Porto di Livorno (46 km circa)

Riferimenti
www.peccioli.net
www.comune.peccioli.gov.it
www.fondarte.peccioli.net
www.parcopreistoricopeccioli.it