PERCHÉ IL GREEN DEAL CAMBIERÀ L'AGRICOLTURA EUROPEA

Come abbiamo accennato nel precedente articolo, il Green Deal entra a gamba tesa nella politica agricola comune. Ma cos’è il Green Deal? E cosa significano in concreto parole come “strategia”, “obiettivi”?

AMBIENTE
Cinzia Colosimo
PERCHÉ IL GREEN DEAL CAMBIERÀ L'AGRICOLTURA EUROPEA

Come abbiamo accennato nel precedente articolo, il Green Deal entra a gamba tesa nella politica agricola comune. Ma cos’è il Green Deal? E cosa significano in concreto parole come “strategia”, “obiettivi”?

Proviamo a fare chiarezza

Il Green deal è una comunicazione della Commissione europea, presentata al Parlamento Europeo l’11 dicembre 2019 dalla Presidente della Commissione Ursula Von der Leyen. È l’annuncio formale dell’intenzione di raggiungere la neutralità climatica dell’UE nel 2050.

È una politica di portata storica, con una una tabella di marcia stringente e un obiettivo ambizioso. Per raggiungerlo è stato anche previsto un sostegno finanziario enorme, il Piano investimenti per un’Europa sostenibile, con l’obiettivo iniziale di mobilitare 1.000 miliardi di euro per il 2021-2027, con una quota parte per un apposito fondo (Fondo per la transizione giusta) a sostegno del passaggio all’economia verde. Il Parlamento europeo ha espresso dubbi sul fatto che il piano, nella sua forma attuale, riesca davvero a mobilitare così tanti soldi entro il 2030, date le prospettive economiche negative generate dalla pandemia. E ha invitato la Commissione a rispecchiare il fabbisogno stimato di investimenti a livello dell’UE in un’architettura riveduta del piano.
Inoltre, per rendere il Green Deal vincolante, c’è bisogno di un impegno giuridico, previsto con la proposta di legge europea sul clima, attualmente in discussione in Parlamento Europeo.

Si tratta quindi di una complessa cornice, innanzitutto politica. Ma che include nel processo anche tutte le componenti economiche e sociali, con particolare attenzione ai settori dell’energia, dell’industria, della mobilità e dell’agricoltura.

I pilastri del Green Deal

Il Green Deal poggia su quattro pilastri – revisione delle quote di emissione, economia circolare, innovazione e transizione giusta – che a loro volta andranno a integrarsi con le specifiche strategie adottate dalla Commissione, in particolare Farm to Fork e la

L’agricoltura viene chiamata in causa come attore fondamentale nella transizione verso la sostenibilità. Nella proposta della Commissione infatti, il 40% del bilancio della nuova PAC dovrà essere destinato destinato ad azioni che abbiano un impatto positivo sul clima. E nello stesso Green Deal si stabilisce l’obbligo, per gli Stati membri, di adottare piani strategici nazionali che riflettano realmente le ambizioni ecologiche, per il settore agricolo, espresse dal Green Deal stesso.

Le priorità politiche riguardano in primo luogo il rafforzamento del ruolo dell’agricoltura alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici. Inoltre guardano a una migliore gestione delle risorse naturali utilizzate in agricoltura, in particolare suolo, aria e acqua. Il Green Deal cita poi espressamente la sostenibilità dei sistemi di produzione di cibo, rispondendo così alle preoccupazioni sempre più crescenti dei consumatori, anche in materia di benessere animale. Infine, la Commissione punta a ridurre lo squilibrio del potere contrattuale delle filiere agroalimentari, oggi proteso verso la grande distribuzione a svantaggio degli agricoltori.

Gli obiettivi specifici

Gli obiettivi specifici del Green Deal associati al settore agricolo riflettono le stesse ambizioni:

  • Riduzione del 50% dell’uso e rischio derivante da pesticidi chimici entro il 2030
  • Riduzione del 50% l’uso dei pesticidi ad alto rischio
  • Riduzione del 50% delle vendite di antibiotici per la zootecnia e l’acquacoltura entro il 2030
  • Ridurre la perdita di nutrienti nel suolo di almeno il 50% entro il 2030.
  • Raggiungere il 25% di superficie agricola impiegata per l’agricoltura biologica entro il 2030
  • Completare l’accesso a internet veloce a banda larga nelle aree rurali
  • Aumentare la superficie per la biodiversità, inclusa la superficie agricola con caratteristiche paesaggistiche di elevata diversità.

La futura PAC come abbiamo visto, darà molta flessibilità agli stati membri nella definizione dei propri piani strategici nazionali. Così come sulla scelta degli strumenti da adottare, con una valutazione sugli obiettivi più che sulle procedure. Una scelta quest’ultima, non priva di rischi, come vedremo nel prossimo articolo.

Ma la cornice dettata dal Green Deal è chiara: gli stati membri dovranno rispondere coerentemente con piani nazionali altrettanto ambiziosi, solidi dal punto di vista ambientale e climatico. Un programma perfetto quindi? Sufficiente per rispondere alla crisi climatica? Adeguatamente finanziato? Entriamo nel dettaglio delle due strategie sopra citate – Farm to Fork< e Biodiversità– per capire quali sono i temi in discussione. […segue]