Petralia Sottana, inaugurato il primo ospedale di comunità

Salute e medicina di prossimità a vantaggio dei territori più svantaggiati. In Sicilia si prova ad abbattere le liste d’attesa. Schifani e Volo: «Bene per garantire i territori e scongiurare disagi»

INIZIATIVE
Francesca Franceschi
Petralia Sottana, inaugurato il primo ospedale di comunità

Salute e medicina di prossimità a vantaggio dei territori più svantaggiati. In Sicilia si prova ad abbattere le liste d’attesa. Schifani e Volo: «Bene per garantire i territori e scongiurare disagi»

Provare ad abbattere il triste fenomeno delle lunghe liste d’attesa, tendere una mano ai territori più svantaggiati della trinacria e offrire delle cure di prossimità ai pazienti siciliani. Inaugurato a Petralia Sottana, in Sicilia, il primo ospedale di comunità.

«Il mio governo sarà sempre vicino a chi non ce la fa e ai più deboli, saremo sempre sensibili alle richieste di solidarietà, questo è il dovere delle istituzioni. Qui oggi si parla di medicina di prossimità, di ricoveri brevi o post-intervento, di malati che, loro malgrado, si ritrovano ad appesantire il lavoro dei pronto soccorso e che qui, invece, potranno avere risposte di assistenza sanitaria adeguate ai loro bisogni». Lo ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani all’inaugurazione del primo ospedale di comunità a Petralia Sottana, attivato dall’Asp di Palermo secondo le linee guida dell’Agenas, e ospitato al secondo piano del Presidio “SS. Madonna dell’Alto”. «Per la prima volta la riduzione delle liste d’attesa è un problema finito sul tavolo del governo nazionale e noi in Sicilia stiamo affrontando il tema con particolare attenzione e rigore. Abbiamo inserito nei contratti dei direttori generali l’obiettivo annuale della riduzione della lista d’attesa con un monitoraggio su base trimestrale, mentre sul fronte della carenza dei medici, stiamo lavorando a bandi rivolti a medici stranieri e al reclutamento in un paese dell’est europeo di oltre 100 medici».

Inaugurazione ospedale di comunità Petralia Sottana

«Abbiamo avviato la sperimentazione della casa di comunità al San Luigi di Catania e dell’ospedale di comunità oggi a Petralia – dice l’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo – oltre all’attivazione delle Cot, le 12 Centrali operative territoriali. Anche grazie alla collaborazione fra l’assessorato della Salute e l’Agenas, che fornisce le linee guida, stiamo costruendo il nuovo modello territoriale dell’offerta di salute in ogni provincia, il tutto in una logica di sperimentazione per concretizzare il concetto di assistenza territoriale che è il modo migliore per garantire l’assistenza. Lo strumento del decreto ministeriale 77 ha permesso di dare alla Sicilia quello che in altre regioni si fa da molto tempo, ovvero un territorio in grado di rispondere in maniera congrua e adeguata al bisogno di salute e assistenza. Il rivolgersi agli ospedali in casi di non necessità ha determinato e determina quell’ingolfamento continuo delle strutture di pronto soccorso e le lunghe attese di ore ed ore che portano ulteriori disagi».

Alla cerimonia di inaugurazione della struttura sanitaria presenti anche il dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino, il dirigente generale del Dasoe, Salvatore Requirez, il direttore generale Asp Palermo, Daniela Faraoni, e i sindaci del comprensorio madonita.

Intervista all’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo

Cerimonia di inaugurazione

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