PETROIO, REGNO DELLA TERRACOTTA

Le case di arenaria si avvolgono a spirale attorno ad un’unica ed antica strada. L’attività economica principale è la produzione di manufatti in terracotta e risale agli inizi del ‘500.

TURISMO
Monica Riccio
PETROIO, REGNO DELLA TERRACOTTA

Le case di arenaria si avvolgono a spirale attorno ad un’unica ed antica strada. L’attività economica principale è la produzione di manufatti in terracotta e risale agli inizi del ‘500.

Petroio, è una frazione del comune di Trequanda, nella provincia di Siena e si trova nel territorio circondato dalla Val di Chiana e la Val d’Orcia. Di origine etrusca, sorge su un colle, a circa 400 metri sul livello del mare e si sviluppa intorno a un’unica antichissima strada dove sorgono palazzi, chiese e musei, come quello dedicato alla terracotta. Qui 11 ragazzi hanno fondato la cooperativa “Vivi Petroio”, che ha lo scopo di rilanciare il borgo, creando servizi per i residenti oltre che per i turisti. Tra i progetti già realizzati, la trasformazione dell’antico Palazzo Brandano in un hotel accogliente con un ristorante, dove poter assaggiare le specialità del borgo.
Il pittoresco borgo medioevale arrampicato su un colle, si avvolge a spirale attorno ad un’unica ed antica strada. I resti delle vecchie mura, le antiche case ed i palazzi, le chiese, le scalette che si inerpicano fino al culmine della torre e delle case, hanno conservato di Petroio il caldo color biondo dell’arenaria con cui è stato interamente costruito.

Storia
Nei documenti più antichi dell’Archivio Capitolare di Arezzo e dell’Archivio di Stato di Siena, è nominato come “Castro Pretorio”. Invece, in una bolla concistoriale degli annali Camaldolesi del 1180, sotto il papato di Alessandro III, è nominato come “Pretorio” (villa o residenza) e la chiesa di S. Pietro viene riunita come unica parrocchia alla pieve di S. Andrea di Abbadia Sicille, poco distante. Petroio è stato, come Trequanda, uno dei possedimenti dei Cacciaconti della Scialenga, sottoposto anch’esso all’autorità del comune di Siena fin dal 1175. Dal 1271 un giurisdicente inviato dalla Repubblica Senese, esercitava le sue funzioni nel Palazzo Pretorio e aveva la facoltà di espellere dalle mura coloro che non erano graditi. Dagli statuti di Siena del 1349 e del 1360, risulta che venne assegnato “mezzo staio di sale per bocca agli individui dello Spedale di S. Andrea in Petroio”, che aveva sede nella chiesetta omonima che esiste ancora oggi. Il borgo diventò feudo dei Salimbeni verso la fine del XIV secolo e poi dei Piccolomini Bandini, ma tornò nuovamente sotto la Repubblica di Siena fino alla sua caduta nel 1555 e al passaggio al Granducato di Toscana. Lo statuto di Petroio venne redatto sotto il pontificato di Paolo IV.

Da vedere
Le case di arenaria si avvolgono a spirale attorno ad un’unica ed antica strada, alla fine della quale troviamo la Torre Civica e il Cassero. Lungo il percorso si incontra la fabbrica di terrecotte con la vecchia ciminiera e subito dopo il Palazzo Pretorio, sede del Museo della Terracotta. L’attività economica principale, è, infatti,la produzione di manufatti in terracotta che rappresenta insieme un’importante tradizione artigianale di Petroio che risale all’inizio del ‘500. Caratteristica del paese è l’uso di vari manufatti in terracotta: dai balconi, grondaie, comignoli, vasi ed orci insieme a forme ornamentali di ogni tipo. Il colle è circondato da un paesaggio di boschi, vigne e filari di cipressi.

Chiesa di S. Andrea, sede dell’antico Spedale. Della porta di accesso abbattuta, resta solo una croce scolpita dei Templari, seminascosta da un ciuffo di capperi; dell’antica cinta muraria alcune torri sbassate.

Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, con alcune tele di ignoti del XVII e XVIII secolo, una bella tela a olio del pittore senese Rutilio Manetti (1571-1639) raffigurante l’Ascensione con serafini e santi e una pregevole tavola del pittore senese Taddeo di Bartolo (1362-1422) raffigurante la Madonna col Bambino.

Palazzo Pretorio, nel quale è allestito il Museo della Terracotta.
Qui viene illustrata la continuità tra le tecniche antiche, rese con interessanti ricostruzioni della cava in cui viene estratta l’argilla e della bottega in cui viene lavorata col tipico forno, e dei metodi recenti, con la possibilità di visitare gli impianti dei concai della zona. La storia della lavorazione della terracotta è così inserita all’interno del più ampio panorama dell’artigianato tradizionale senese, quindi focalizzata, dalla fine dell’Ottocento ad oggi, nella specificità di Petroio, rinviando al territorio come grande contenitore anche di antiche terrecotte inamovibili come i “madonnini” o le gronde di alcune case.

Curiosità
Nella cantina del museo si trova un’esposizione fantastica: i più bei paesi e città della zona riprodotti in terracotta: Petroio, Castelmuzio, Pienza, Siena, Montepulciano e molti altri, realizzati da Rodolfo Morviducci, detto Foffo, uno degli ultimi artigiani della terracotta, purtroppo deceduto qualche anno fa. Il suo ricordo è ancora vivido in tutti gli abitanti, e molti dei suoi manufatti decorano anche le stradine del paese; lo potete addirittura vedere all’opera in foto e video esplicativi all’interno del museo. Un suo divertimento era insegnare nel laboratorio, parlare alle giovani generazioni, e far innamorare di Petroio chiunque lo incontrasse.

Vivi Petroio
La cooperativa è costituita in gran parte da giovani e da imprese locali di nuova costituzione gestite esse stesse da giovani. Il Comune ha sostenuto la nascita della cooperativa a cui sarà, inoltre, data la possibilità di gestire il palazzo Brandano. L’obiettivo del progetto è rivitalizzare il borgo di Petroio creando una cooperativa di comunità che metta in contatto residenti e imprese del territorio per recuperare competenze e professionalità, migliorare condizioni di vita e valorizzare la realtà locale.
Tutte le imprese del territorio che aderiranno alla cooperativa saranno oggetto di promozione e potranno diventare soggetti attivi insieme a tutta la comunità per realizzare piani di marketing territoriale, contribuire al mantenimento dei beni della comunità, favorire la nascita di nuove professioni e la riscoperta di nuovi mestieri, stimolare la nascita di Green Job, incentivando la sostenibilità ambientale con l’adozione di un protocollo etico.

Come arrivare
Strada Provinciale Trequanda Pecorile, Molino, Trequanda, Unione dei Comuni Valdichiana Senese, SI, Tuscany, 53020, Italia

Uscita Valdichiana – Bettolle – Sinalunga | A1 autostrada del Sole | Milano-Napoli |

Uscita Monte S.Savino | A1 autostrada del Sole | Milano-Napoli |

Provenendo da strade ad alto scorrimento le uscite più vicine sono:

Uscita Bettolle | RA6 raccordo A1 | Bettolle-Perugia |

Uscita Foiano della Chiana | RA6 raccordo A1 | Bettolle-Perugia |

Riferimenti
www.comune.trequanda.si.it/petroio
coopdicomunita.toscana.it/
www.visittuscany.com/museo-della-terracotta