PFAS: UN TEST PER STANARLI NELL’ACQUA DI CASA

Un sensore potrà rilevare segni di PFAS nell’acqua potabile con una sensibilità senza precedenti. Un modo veloce e conveniente per analizzare la qualità dell’acqua a casa propria.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
PFAS: UN TEST PER STANARLI NELL’ACQUA DI CASA

Un sensore potrà rilevare segni di PFAS nell’acqua potabile con una sensibilità senza precedenti. Un modo veloce e conveniente per analizzare la qualità dell’acqua a casa propria.

Le sostanze perfluoroalchiliche o PFAS, sono diventate contaminanti con cui convivere ogni giorno. Introdotte negli anni Cinquanta per rendere resistenti ai grassi e all’acqua diversi tipi di materiali, questi oltre 10.000 composti sono ormai presenti ovunque, nelle falde acquifere, nei terreni, nella catena alimentare, nelle piante, negli animali e persino nell’organismo di tutti gli esseri umani.

La loro peculiarità di essere così persistenti nell’ambiente, non riuscendo a decomporsi naturalmente, le porta ad essere una minaccia costante per la salute pubblica.

Un test fai da te

Al Massachusetts Institute of Technology di Boston hanno messo a punto un sistema per il rilevamento di alcuni PFAS nell’acqua potabile, una soluzione che potrebbe diventare presto uno stick di uso comune, da avere in casa per esaminare l’acqua del rubinetto.

Gli PFAS sono in molte falde acquifere e c’è il rischio reale che resistano ai sistemi di filtrazione e purificazione, arrivando direttamente nell’acqua potabile. Per questo gli ingegneri del MIT hanno deciso di trovare un espediente impiegando come modello i test fai da te per il Covid o quelli di gravidanza, usando una tecnologia definita a flusso laterale.

Come evidenziato su PNAS, dove è stato pubblicato lo studio, è stato utilizzato un polimero chiamato polianilina, che entrando in contatto con le sostanze acide, passa dallo stato di semi-conduttore a quello di conduttore. Una striscia di nitrocellulosa è stata poi imbevuta con la polianilina e ricoperta interamente con un tensioattivo che estrae gli PFAS dall’acqua, in questo modo gli scienziati hanno ricavato un sistema che rileva il cambiamento delle caratteristiche elettriche quando sono presenti gli PFAS. Subito dopo, viene inviata una segnalazione al cellulare o al computer, insieme a una stima quantitativa delle sostanze perfluoroalchiliche presenti. L’idea dei ricercatori è quella di realizzare anche una seconda versione con un test tradizionale, con un semplice colorante che segnala la positività, come avviene per le gravidanze o il Covid.

Un nuovo modo di monitorare la qualità dell’acqua

Il test ha una sensibilità decisamente alta, uno dei metodi migliori sviluppati fino ad oggi e, soprattutto, sembra essere l’unico che potrebbe trasformarsi in test domestico. In questo modo, le persone potrebbero monitorare regolarmente la qualità dell’acqua che bevono e intervenire in caso di inquinamento, sostenendo sia la propria salute sia quella delle loro famiglie.

Inoltre, questa tecnologia potrebbe diventare utile perfino nelle industrie che utilizzano i PFAS nei processi di produzione. Con questo sistema rapido e conveniente, le aziende potrebbero tenere sotto controllo il livello di contaminazione nelle loro acque di scarico e adottare misure precauzionali per diminuire l’impatto ambientale delle loro attività.

Il Pianeta, dunque, sta procedendo nella giusta direzione, si sta compiendo infatti un altro piccolo passo significativo nella lotta contro questa minaccia invisibile.