PIANOSA, L’ISOLA FANTASMA DALLA STORIA MILLENARIA

Un luogo dell’Arcipelago toscano tanto piccolo di dimensioni quanto grande e ricco di storia.

TURISMO
Andrea Maddalosso
PIANOSA, L’ISOLA FANTASMA DALLA STORIA MILLENARIA

Un luogo dell’Arcipelago toscano tanto piccolo di dimensioni quanto grande e ricco di storia.

La siccità è stata durante questo quasi trascorso 2023 oggetto di accesi dibattiti da parte di tutti i ranghi del tessuto sociale, specie tra chi vive della propria attività agricola e della buona riuscita dei raccolti.

C’è però un luogo, parte dell’arcipelago toscano della zona livornese, al largo della costa occidentale dell’isola d’Elba, che sin dall’era paleolitica si contraddistingueva come un’area piuttosto arida, la meno soggetta alle piogge della regione Toscana e una delle fette di territorio italiano più siccitosa.

Nonostante le difficoltà geografiche il sito fu sempre abitato, i romani furono i primi ad accorgersi della sua principale peculiarità, quella per la quale fu inevitabile darle quel nome per la sua forma pianeggiante.

Stiamo parlando di Planasia dal latino “planus”, “piatto”. Fu solo nel Medioevo che il nome si trasformò in Planosa, quella che per noi è oggi “Pianosa”, che raggiunge una altezza massima di 29 metri sopra il livello del mare.

Insomma questo piccolo territorio italico ha assorbito numerose influenze da tutte le epoche della storia ed è legata all’uomo sin dall’età del bronzo attestato dai ritrovamenti di insediamenti databili al secondo millennio a.C.

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Epoca romana

Anche l’epoca romana si è fatta protagonista in questa piccola porzione di mondo, ne conosciamo l’entità dal ritrovamento di anfore dai giacimenti archeologici subacquei rinvenuti che attestano l’inserimento dell’isola, come tutte quelle dell’arcipelago, nelle rotte commerciali del Mediterraneo essendo questo un importante crocevia nella navigazione di tutto quanto l’occidente romano, oltre ad essere stato luogo di esilio di Postumio Agrippa, nipote di Augusto.

Periodo medievale

Nel Medioevo l’isola fu poi oggetto di contesa tra le Repubbliche marinare di Pisa e Genova per passare poi alla fine del ‘300 sotto il dominio degli Appiani di Piombino. Nel XVI secolo l’isola fu poi saccheggiata dalle scorribande dell’ammiraglio Barbarossa che in quegli anni si lanciò alla volta del Mediterraneo depredandone i luoghi e facendo cospicue quantità di prigionieri tra la popolazione.

L’isola sotto il soggiorno Napoleonico all’Elba

Anche Napoleone Bonaparte, che abdicò il 4 aprile 1814 e fu esiliato all’isola d’Elba, volle metterci lo zampino, colonizzando la piccola isola e fortificando l’area costruendo un forte il Forte Teglia, una caserma “à l’épreuve des bombes”. Siamo al 19 maggio 1814.

Pianosa ai giorni nostri

Oggi l’isola è conosciuta per aver ospitato per quasi due secoli, dal 1858 anno in cui il Granduca di Toscana Leopoldo II istituisce la”colonia penale”, inviando i condannati destinati ad occuparsi dei lavori nei campi, al 2011, anno in cui cessano ogni qualsivoglia attività di sbarco. Quindi dappirma un importante carcere di detenuti per reati minori, poi trasformato nel 1977 in penitenziario di massima sicurezza dove vennero confinati non pochi detenuti macchiati di reati di mafia.

Nel 2011 il carcere è stato definitivamente chiuso e le famiglie che vi vivevano evacuate, rendendo da quel momento l’isola un vero e proprio territorio fantasma.

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L’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano e l’Associazione per la difesa dell’Isola di Pianosa

Grazie all’ Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscanoche si è arrogato l’onere di riqualificare l’intera area e di occuparsi di mantenere vivo il ricordo delle vicende millenario che hanno coinvolto questa porzione di terra nel corso dei tempi è oggi possibile visitare l’isola attraverso numerose attività.

Si parte da Piombino o direttamente dall’isola d’Elba precisamente da Marina di campo con un traghetto che parte dalle ore 10.00 e per il rientro per le ore 17.00 fino a un massimo di 250 visitatori giornalieri.

Una volta giunti sul posto delle guide specializzate della “Associazione per la difesa dell’isola di Pianosa” impegnate anche in escursioni nell’isola di Montecristo, ci accompagnano in un viaggio incredibile nella storia tra catacombe e spiagge dalle acque cristalline quasi caraibiche, all’insegna di una riscoperta dell’affascinante mondo sottomarino. 

Snorkeling, gite in barca attorno al perimetro dell’isola, dove si può vivere una esperienza a 360 gradi nelle varie “calette” come la “Cala dei Turchi”, trekking naturalistico, mountain bike, l’isola in carrozza.

Da non perdere assolutamente le Catacombe.

Un complesso paleocristiano comprendente oltre 700 sepolture scavate nella pietra e utilizzate a partire dal IV secolo d.C.

Museo delle Scienze Archeologiche e Geologiche

Anche il Museo delle Scienze Archeologiche e Geologiche che svela la storia di Pianosa a partire dalle rocce più antiche risalenti a circa 19 milioni di anni fa fino ai depositi dell’ultimo periodo glaciale e ripercorre le tracce dell’uomo dal Paleolitico fino all’età romana e al Medioevo.

E infine la Casa dell’Agronomo, costruita a fine ‘800 per ospitare l’Agronomo e i dipendenti della Colonia Penale che lavoravano all’interno del carcere  Un bellissimo edificio costruito in blocchi di pietra locale.

In tutti i percorsi sono presenti pannelli tattili scritte in braille per permettere anche ai visitatori non vedenti di godere appieno dell’esperienza.

La stessa associazione inoltre bandisce ogni anno un concorso fotografico a tema “Pianosa per un anno”, concorso che intende stimolare la conoscenza e la valorizzazione del territorio. Le fotografie dovranno ovviamente avere come protagonista una particolarità dell’isola di Pianosa. Gli scatti più belli andranno a formare il calendario “Pianosa 2025”. È possibile partecipare al concorso fino al 1 ottobre 2023, tutte le informazioni sul sito associazionepianosa.it.