Piantare alberi non sempre è una buona idea

Rinverdire boschi e foreste non è necessariamente positivo per l’ambiente. Lo dimostra uno studio pubblicato di recente

AMBIENTE
Pamela Preschern
Piantare alberi non sempre è una buona idea

Rinverdire boschi e foreste non è necessariamente positivo per l’ambiente. Lo dimostra uno studio pubblicato di recente

Gli alberi assorbono anidride carbonica e quindi contribuiscono alla lotta al riscaldamento globale. Una convinzione per molti granitica, incontrovertibile. Eppure non è sempre vero. E’ la conclusione a cui sono giunti alcuni studiosi con una ricerca pubblicata recentemente sulla rivista multidisciplinare Nature Communications. Secondo questa aumentare la copertura forestale può essere controproducente e sortire persino il risultato opposto.

Troppi alberi concentrati in un’area causerebbero cambiamenti nell‘albedo, la quantità di radiazione solare rimbalzata sulla superficie del pianeta; in pratica una minor quantità di luce solare verrebbe riflessa dalla superficie terrestre e, a sua volta, una maggiore di calore assorbita dalla Terra.

Come si è sviluppato lo studio

Gli autori hanno utilizzato specifiche mappe per approfondire l’effetto di raffreddamento generato dagli alberi e il riscaldamento causato dalla diminuzione dell’albedo presente, scoprendo che i precedenti studi hanno sovrastimato il beneficio derivante dalla piantumazione di nuovi alberi di una percentuale che va tra il 20 e l’80 per cento.

Al contrario, gli strumenti sviluppati da questi studiosi sono in grado di determinare correttamente dove piantare alberi e ottenere un impatto positivo sul clima.

Albedo e cambiamento climatico

L’albedo, la capacità di riflettere la luce solare, è più alto nelle aree fredde del mondo dove prevalgono la neve e il ghiaccio; le superfici chiare, con un albedo molto elevato riflettono molta luce nell’atmosfera, arrivando fino al 90 per cento dell’energia solare. Boschi e foreste, invece, hanno un’albedo ridotta: essi assorbono più luce solare e trattengono il calore, contribuendo al riscaldamento globale. Quindi nel calcolo delle proprietà riconosciute agli alberi occorre tenere conto dell’effetto albedo, oltre alla capacità di catturare anidride carbonica.

“Dove” è più importante di “quanto”

Le foreste sono note per essere tra i serbatoi di carbonio della Terra; per questo molti paesi, associazioni e enti di volontariato suggeriscono di piantare per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e del riscaldamento del pianeta. Eppure non sono tutte uguali e occorre scegliere oculatamente i posti migliori per piantare nuovi alberi. Gli ambienti umidi e tropicali ad esempio, come l’Amazzonia e il bacino del Congo, sono perfetti per la riforestazione, grazie al loro elevato stoccaggio di carbonio e alle ridotte variazioni nell’albedo; l’opposto avviene nelle praterie temperate e nella savana.

Peraltro anche le aree considerate ottimali per il ripristino del verde forniscono circa il 20 per cento in meno di raffreddamento di quanto finora stimato, se si considerano i cambiamenti dell’albedo.

Tuttavia ciò non deve indurre a pensare che astenersi dal rinnovare la vegetazione possa essere la soluzione: la riforestazione offre grandi benefici al pianeta e agli esseri che lo abitano; più alberi significano ecosistemi migliori oltre ad aria e acqua più pulite.

Alcune idee per contribuire alla riforestazione

Anche noi cittadini, oltre ai governi e alle associazioni deputate alla tutela dell’ambiente, possiamo dare il nostro contributo per limitare i danni causati dalla deforestazione e dai cambiamenti climatici, siano essi considerati antropogenici o di diversa natura. E farlo in modo semplice, scaricando delle applicazioni sul proprio smartphone o PC relative a progetti di riforestazione; così facendo possiamo “adottare” degli alberi, cconoscerne le caratteristiche e seguirne lo sviluppo nel tempo. Esistono diverse di queste app: tra le più diffuse Tree-Nation, avviata nel 2006 con un progetto in Niger il cui obiettivo è riforestare e conservare le foreste, creare posti di lavoro, sostenere le comunità locali e proteggere la biodiversità. Tree Nation è diventato partner ufficiale dell’UNEP nel 2007 e nel tempo si è evoluto al punto da sostenere oltre 17.500 aziende e più di mezzo milione di utenti a piantare più di 33 milioni di alberi in più di 70 progetti di riforestazione in 5 continenti. Un’altra è Treeapp, che consente di piantare alberi gratuitamente e che vanta ad oggi oltre 4 milioni di alberi in 13 paesi. Simile alla precedente è Forestapp che collabora con un’organizzazione partner Trees for the Future.

Queste sono solo alcune delle opzioni. Abbiamo l’imbarazzo della scelta per sostenere la riforestazione del pianeta. Ciò che è bene tenere a mente, alla luce di quanto rivelato dalla ricerca pubblicata, sono le caratteristiche del territorio e scegliere di conseguenza l’area più adatta, dove il  ripristino della vegetazione possa essere più efficace.