PLOGGING, CORRERE RACCOGLIENDO RIFIUTI

La pratica sportiva che abbina jogging alla raccolta dei rifiuti, un esercizio fisico completo per il benessere nostro e dell’ambiente che si sta sviluppando in tutto il mondo. E anche in Italia non mancano le iniziative.

AMBIENTE
Monica Riccio
PLOGGING, CORRERE RACCOGLIENDO RIFIUTI

La pratica sportiva che abbina jogging alla raccolta dei rifiuti, un esercizio fisico completo per il benessere nostro e dell’ambiente che si sta sviluppando in tutto il mondo. E anche in Italia non mancano le iniziative.

Mantenersi in forma e allo stesso tempo contribuire a tenere pulito l’ambiente. È la filosofia del Plogging, una attività sportiva nata in Svezia nel 2016 da Erik Ahlström, un cittadino di Stoccolma. Proveniente da una piccola comunità sciistica nel nord della Svezia e giunto nel capoluogo, Ahlström notò la quantità di rifiuti in giro per la città e così decise di rimediare impegnandosi personalmente inventando il Plogging. Il plogging consiste nel raccogliere i rifiuti mentre si corre. La particolare attività combina esercizio fisico con la pulizia dell’ambiente. Il termine è un neologismo, combinazione delle parole svedesi “plocka upp” (raccogliere) e “jogging’.

Sono oltre 20mila le persone che già lo fanno ogni giorno, in oltre 100 Paesi diversi grazie al tam tam che l’iniziativa ha raccolto sui social. Su Instagram ci sono infatti più di 170000 post sotto l’hashtag #plogging, utilizzato dai plogger per caricare foto prima, dopo e durante le uscite. Le immagini che si trovano sono di diverso tipo: si passa da zaini pieni di rifiuti, a fotografie di parchi ripuliti, a chi corre con il suo cane fino ad arrivare agli immancabili selfie. L’obiettivo è quello di incrementare sempre di più l’appeal di un’attività che sa unire lo sport e l’attenzione verso le tematiche ambientali: un binomio senza dubbio vincente.

In Italia il plogging ha trovato molti adepti. A Bolzano un cittadino italiano di origini senegalesi di nome Papa Dame Diop, ha cominciato da solo e poi ha coinvolto colleghi di lavoro e altre persone. Dall’anno scorso, la sua iniziativa è stata riconosciuta e appoggiata dal comune altoatesino. La società multiservizi cittadina Seab fornisce sacchi, guanti, magliette e punzoni. E così, due volte al mese si ritrovano lui e una cinquantina di persone a ripulire Bolzano.

A Bologna nel 2018, nell’ambito della corsa StraBologna sono state avviate iniziative di corsa e recupero rifiuti con la StraPlogging e nel 2019 la UISP Bologna ha organizzato una raccolta. Analoghe manifestazioni si sono tenute a Firenze, dove la Fondazione Cr Firenze ha lanciato un bando di crowdfounding solidale che sostiene cinque campagne che verranno lanciate tra aprile e giugno: una di queste è dedicata proprio al plogging.

È una tendenza che percorre tutta la Penisola, da nord a sud: a Bari è attiva Retake, associazione volontaria che da cinque anni porta avanti iniziative per il decoro della città pugliese.

Oltre ad essere un’ottima pratica per salvaguardare l’ambiente, il plogging fa bene anche alla salute ed è ottimo per mantenersi in forma, tonifica la muscolatura, ci fa sentire in pace con il mondo e con noi stessi per il fatto di avere compiuto una buona eco-azione. Secondo quanto calcolato dall’app Lifesum, dedicata al fitness, mezz’ora di jogging svolgendo raccolta rifiuti si possono bruciare 288 calorie per una persona di corporatura, rispetto alle 235 bruciate correndo e basta. Lo sport di gruppo e all’aria aperta è sempre più apprezzato, dunque ritrovarsi e allo stesso tempo condividere l’attenzione per il pianeta è uno stimolo in più per mettersi a fare attività fisica e allo stesso tempo ripulire le nostre città, i parchi, le spiagge e i boschi. Senza dimenticare i benefici che il plogging ha sulla nostra forma fisica, permettendo di fare un esercizio completo: oltre alla corsa infatti, si devono effettuare piegamenti, start&stop che mettono in funzione molti muscoli, sia degli arti superiori che inferiori.
Ma cosa serve per iniziare? Essenzialmente, un’adeguata dose di buona volontà, posto che l’equipaggiamento di base (abbigliamento comodo, sacchetto e guanti monouso) sono davvero alla portata di tutti.

A settembre dello scorso anno in tutta Italia, si è svolta l’edizione pilota del campionato mondiale di plogging. Alle tre categorie (Walking, Running e Trailrunning, quest’ultima valevole come edizione pilota del campionato del mondo di plogging) si sono iscritti 217 atleti, che nei 3 giorni di gara hanno corso un totale di 317 ore, percorrendo 1558 km per 64081 metri di dislivello complessivi. In totale sono stati raccolti 204,5 kg di rifiuti, con un risparmio di CO2 di circa 240 kg.