PNRR: VERTICE DEL MONDO INDUSTRIALE E LOGISTICO

Ci si interroga sulla fattibilità di molti progetti. L’aumento dei costi, la mancanza di risorse e la burocrazia.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
PNRR: VERTICE DEL MONDO INDUSTRIALE E LOGISTICO

Ci si interroga sulla fattibilità di molti progetti. L’aumento dei costi, la mancanza di risorse e la burocrazia.

Alla tre giorni della sesta edizione, a Milano, della Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry, promossa da Confetra e da The International Propeller Clubs, il mondo industriale e logistico italiano si sta interrogando sulla fattibilità di molti progetti del PNRR di fronte all’aumento dei costi, della mancanza di risorse e alla burocrazia.

Il ministro alla transizione Enrico Giovannini mentre ha ribadito che “il PNRR è una grande occasione per l’economia produttiva e la logistica italiana” ha anche ammesso che “è inutile nascondere le difficoltà che il nostro Paese dovrà affrontare per completare nei tempi previsti le opere programmate, soprattutto di fronte a una situazione economica che non è la stessa di 18 mesi fa, quando il piano è stato approvato”.

A preoccupare è in primo luogo l’inflazione, che ha raggiunto livelli che non si vedevano dai primi anni ’90 e, come ha ricordato Gian Paolo Oneto, direttore Centrale per gli Studi e la valorizzazione delle statistiche economiche dell’ISTAT, che peraltro non incorporano ancora lo shock della guerra in Ucraina e gli effetti delle sanzioni.
Altrettanta preoccupazione solleva la mole del lavoro normativo, ricordata da diversi relatori. La riforma del codice degli appalti sta facendo il suo percorso parlamentare, ma non potrà avere effetti prima dell’anno prossimo. Essa contiene la possibilità di revisione dei prezzi. Per gli appalti che sono stati o dovranno essere assegnati prima, si sta pensando di ricorrere a misure ad hoc. Il rischio è infatti, come ha detto Piero Petrucco, vicepresidente di ANCE, di non riuscire a completare le opere per esaurimento dei fondi.

Entrando nei vari aspetti dell’evento si è poi avvertito che l’adattamento dell’economia e della logistica italiana a un nuovo assetto regionalizzato sono un’opportunità, ma non verranno in automatico. Sarà necessaria una riprogettazione delle catene, partendo dalla collocazione degli stabilimenti produttivi. E sullo sfondo restano i blocchi e le carenze storiche del nostro Paese.

Attesa era anche la presentazione dello studio Contship-SRM: corridoi ed efficienza logistica dei territori che da quattro anni individua e monitorizza i corridoi logistici utilizzati dalle imprese, le loro principali esigenze connesse ai porti di cui si servono e anche le modalità organizzative che scelgono per spostare i propri prodotti.

Per far questo, da quattro anni SRM e Contship si avvalgono di un panel di imprese manifatturiere di alcuni territori strategici che esportano e/o importano merci con modalità marittima facendo uso del container. Quest’anno, oltre a riconfermare il focus sulla sostenibilità e sui processi di digitalizzazione nelle industrie manifatturiere, è stato realizzato un ulteriore approfondimento dedicato al PNRR e alle aspettative delle imprese nei suoi confronti. Dal canto suo Contship, dopo due anni di sviluppo tecnologico e un primo lancio in Germania, cambia il modo di organizzare il trasporto su gomma dei container in Italia attraverso driveMybox.

Con il Digital logistics, le nuove tecnologie e soluzioni per la generazione 4.0 nei trasporti, nelle spedizioni e nei magazzini, si sono affrontati i temi legati alla rivoluzione digitale nell’industria e nella logistica, che ha la sua massima rappresentazione mediatica nelle immagini di magazzini automatici e catene di montaggio robotizzate. A questa parte visibile si affianca quella visibile, nel suo funzionamento ma non nei suoi effetti: smaterializzazione e scambio della documentazione logistica e doganale, distributed ledger, intelligenza artificiale, la sensoristica e l’IoT, la cybersecurity.

Per il nostro Paese, restare fuori da questi sviluppi e dalle reti che si stanno costruendo su queste tecnologie è più che pericoloso, è impensabile.

E anche perché anche qui c’entra il PNRR.