POCO VERDE URBANO E L’INQUINAMENTO DELL’ARIA FA PAURA

Una analisi di Coldiretti lancia l’allarme: all’Italia spetta la maglia nera per verde urbano per abitante. Intanto per il 47% degli italiani lo smog è la prima emergenza ambientale e hanno timore per la salute.

AMBIENTE
Alessio Ramaccioni
POCO VERDE URBANO E L’INQUINAMENTO DELL’ARIA FA PAURA

Una analisi di Coldiretti lancia l’allarme: all’Italia spetta la maglia nera per verde urbano per abitante. Intanto per il 47% degli italiani lo smog è la prima emergenza ambientale e hanno timore per la salute.

Solo 33,8 metri quadrati di verde urbano per abitante. È questo il primo preoccupante risultato che emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat dell’ultimo Rapporto 2021 sulla qualità dell’aria in Europa e pubblicato dall’AEA (Agenzia europea dell’ambiente). Un numero che deve preoccupare: è troppo basso, nelle città italiane c’è troppo poco verde rispetto alla quantità di inquinamento atmosferico prodotto. Infatti, sempre sulla base dei dati che emergono dal Rapporto, l’Italia è al primo posto fra gli Stati Ue per numero di morti per biossido di azoto (NO2, 10.640 morti) ed è il secondo dopo la Germania per i rischi da particolato fine PM2,5 (49.900 morti) e ozono (3170).

Inquinamento atmosferico: gli italiani hanno paura
Dati che spiegano perfettamente la seconda evidenza che emerge dall’analisi di Coldiretti, condotta insieme ad Ixè: l’inquinamento dell’aria è considerato dal 47% degli italiani la prima emergenza ambientale. E non ha torto. Diventa quindi necessario un intervento strutturale che vada a ripensare lo sviluppo delle città e favorisca la diffusione del verde pubblico e privato. Un intervento in parte già in atto, in  parte annunciato dalle amministrazioni delle grandi città ma che, alla luce della consapevolezza acquisita, diventa assolutamente urgente. Con l’Italia che dispone di appena 33,8 metri quadrati di verde urbano per abitante è da considerare ormai strategico puntare su un grande piano di riqualificazione urbana di parchi e giardini che migliori la qualità dell’aria e della vita della popolazione dando una spinta all’economia e all’occupazione. L’obiettivo è quello di creare vere e proprie oasi mangia smog nelle città dove respirare area pulita grazie alla scelta degli alberi più efficaci nel catturare i gas ad effetto serra e bloccare le pericolose polveri sottili.

I numeri dell’emergenza
A causare la produzione incontrollata di smog nelle città è l’effetto combinato di vari fattori: i cambiamenti climatici, il traffico, la ridotta disponibilità di spazi verdi. Una situazione difficile in generale, ma che peggiora nelle metropoli dove i valori vanno dai 15,2 metri quadrati di Messina ai 17,1 di Roma, dai 17,8 di Milano ai 22,2 di Firenze, dai 42,4 di Venezia ai 9,2 di Bari: numeri diffusi e confermati dall’Istat. Un trend che potrebbe essere modificato da un intervento deciso che preveda una forte iniezione di verde nelle città. Ed una possibilità la offre la proroga del Bonus Verde prevista dalla manovra di bilancio.

In arrivo 300mila alberi
300mila nuovi alberi, quasi 8 milioni di metri quadrati aggiuntivi di parchi e giardini, 16mila nuovi terrazzi e balconi fioriti nei prossimi tre anni: eccola,  l’ “invasione verde” che potrebbe rendere più vivibili e meno pericolose per l’ambiente le città italiane. Grazie alla proroga del bonus verde, che è stata prevista dalla manovra di bilancio in arrivo, l’Italia potrebbe addirittura porsi all’avanguardia nella lotta allo smog e ai cambiamenti climatici. Un obiettivo tra l’altro perfettamente in linea con le strategie nazionali del Pnrr dove sono stati stanziati 330 milioni di euro per la forestazione urbana che consentono di piantare 6,6 milioni di alberi attraverso la tutela delle aree verdi esistenti e la creazione di nuove, anche al fine di preservare e valorizzare la biodiversità e i processi ecologici legati alla piena funzionalità degli ecosistemi.

Bonus verde
Il bonus prevede una detrazione ai fini Irpef nella misura del 36% delle spese sostenute per la sistemazione “green” di aree private e condominiali di edifici esistenti, di unità immobiliari, di giardini, di terrazze, per la realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde e giardini pensili. Un intervento – appunto – strutturale che andrebbe a favorire la diffusione del verde pubblico e privato nelle città. Con risultati molto interessanti per la salute di chi ci vive, nelle metropoli: una pianta adulta è infatti capace di “catturare” dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, mentre e un ettaro di piante è in grado di catturare 20mila kg di anidride carbonica (il famigerato Co2) in un anno.