POMARANCE, UN TESORO NEL CUORE CALDO DELLA TOSCANA

Al centro dell’alta Val di Cecina, 3000 anni di storia in un territorio ancora selvaggio con il calore della Geotermia e della sua gente.

TURISMO
Monica Riccio
POMARANCE, UN TESORO NEL CUORE CALDO DELLA TOSCANA

Al centro dell’alta Val di Cecina, 3000 anni di storia in un territorio ancora selvaggio con il calore della Geotermia e della sua gente.

Situato su un colle a 370 metri sul livello del mare, Pomarance domina una vasta vallata, segnata dal fiume Cecina e dai suoi affluenti, al centro dell’alta Val di Cecina, al confine tra la provincia di Pisa e quella di Siena. Il territorio è prevalentemente collinare, caratterizzato tanto da spazi coltivati e abitati quanto da aree boscose e isolate. Comune storicamente importante per lo sviluppo e lo sfruttamento dell’energia geotermica nella frazione di Larderello, così chiamata in onore dell’ingegnere francese François Jacques de Larderel del XIX secolo che ne promosse lo sfruttamento. E’ Bandiera Arancione del Touring Club. Il territorio di Pomarance è coperto da boschi e foreste di notevole importanza ambientale e paesaggistica. Sono ben oltre 200 i chilometri percorribili a piedi, in bicicletta e cavallo lungo la sentieristica recentemente rinnovata. Attraverso queste foreste è in via di sviluppo un progetto di collegamento tra la Via Francigena e la Costa degli Etruschi.

Storia

Pomarance vanta antiche origini. La Pieve del XII secolo, che al suo interno conserva pregevoli opere d’arte del Tamagni, del Cercignani e del Roncalli, gli edifici del centro ed i percorsi murari che in parte si sono conservati, testimoniano dell’importanza del castello nel medioevo. Il toponimo è attestato per la prima volta nel 1128 come Ripomarrancia. Mentre il primo elemento del nome è il latino ripa (“riva”), il secondo è più incerto e potrebbe derivare da un nome di persona romano Arranciae (forse di origine etrusca). Il toponimo potrebbe però derivare dall’italiano antico pomarancia, col significato di “melarancia”.

In base al ritrovamento di alcune tombe in cui sono stati trovati diversi reperti archeologici (frecce di silice, lame di pugnale in rame, suppellettili ecc.) conservati nel museo archeologico di Firenze, si pensa che la prima occupazione del territorio risalga all’età neolitica, successivi ritrovamenti, testimoniano nella zona la presenza degli etruschi. Altre notizie risalgono al VI sec. d.c. quando una parte di un gruppo di cristiani provenienti dall’Africa e guidato da Regolo sbarco a Populonia, in seguito il gruppo si sciolse prendendo varie direzioni alcuni di questi risalirono lungo la Val di Cornia, poi quella di Cecina verso Volterra, si fermarono anche in località “Ripa Marance”. Notizie più precise si hanno a partire dal X secolo, quando l’imperatore Ottone I donò il castello a un Engheramo Inghirami. Nei secoli successivi il castello fù conteso fra il vescovo e il comune di Volterra, alla fine dei quali la spunto il comune. Occupata nel 1431 da Niccolò Piccinino, al soldo del duca di Milano, e saccheggiata nel 1447 dall’armata del re Alfonso d’Aragona, poi sconfitta dalle truppe inviate da Firenze, Pomarance passò sotto il governo diretto della repubblica fiorentina nel 1472. Nel 1513, con il ritorno dei Medici in Firenze, riacquisì la facoltà di eleggere i propri magistrati e alla caduta della repubblica fiorentina restò in potere dei duca e poi dei granduca di Toscana condividendo le sorti del granducato fino a quando aderì al Regno d’Italia.

Parte del territorio comunale fu l’epicentro del sisma del 2 agosto 1853, che raggiunse la magnitudo 4,63 della Scala Richter ed il V-VI grado della Scala Mercalli, e del terremoto delle Colline Metallifere del 19 agosto 1970, che raggiunse la magnitudo 5.01 della Scala Richter ed il VI grado della Mercalli.

Cosa vedere

Pomarance sorge in uno dei paesaggi più affascinanti e particolari della Toscana, ovvero nella cosiddetta Valle del Diavolo, così denominata per la presenza dei soffioni boraciferi e dei “lagoni” (emanazioni gassose da piccole cavità, generalmente piene d’acqua) che da secoli rappresentano la manifestazione più evidente e superficiale dell’intensa attività geotermica che caratterizza il sottosuolo di queste zone.
Nel centro storico del paese si possono ammirare le tre porte, la Piazza di San Dalmazio e la casa Mugnaini-Ricci del XII secolo.
La Chiesa di San Giovanni Battista custodisce opere cinque-seicentesche del pittore e architetto Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio.
Sulla facciata del Palazzo Comunale del XIV spiccano in bella vista numerosi stemmi dei secoli XV e XVI.
Sulla via principale vi sono alcuni palazzi rinascimentali e il grande palazzo della famiglia de Larderel, gli industriali livornesi di origine francese a cui si deve l’iniziale sfruttamento del vapore naturale della zona.
Il Museo Casa Bicocchi, oltre ad essere un palazzo perfettamente conservato sia nella struttura che negli arredi, ospita la mostra permanente Guerrieri e Artigiani che espone alcuni reperti archeologici ritrovati nel territorio della Val di Cecina, dalla Preistoria al Medioevo.

Nei dintorni

Parte degli oggetti esposti nel museo provengono da scavi effettuati intorno alla Rocca Sillana. Da questa antica fortificazione, eretta strategicamente su una collina non lontano da Pomarance, era possibile osservare l’intera Val di Cecina, fino al mare.

La zona è nota anche per la frazione di Larderello, dove si trovano gli impianti geotermici e industriali della Valle del Diavolo, è qui che avviene lo sfruttamento dei soffioni boraciferi. Gli appassionati di geotermia potranno visitare il Museo della Geotermia di Larderello, che illustra le vicende dell’utilizzo di queste forze da parte dell’uomo e la storia di Larderello come prima esperienza al mondo di sfruttamento dell’energia geotermica per la produzione di energia elettrica.

La Geotermia

Insieme al paese di Larderello, Pomarance è anche la capitale mondiale della geotermia. È qui infatti che il 4 luglio 1904, Piero Ginori Conti, erede della ditta di Larderel, con un semplice generatore, costituito da una dinamo alimentata dal calore geotermico, accese cinque lampadine. Per la prima volta nella storia l’uomo generava elettricità a partire dalle risorse rinnovabili provenienti dal cuore della terra. Il vasto territorio dellaValle del Diavolo che da Pomarance si estende fino ai Comuni di Catselnuovo Val di Cecina e Monterotondo Marittimo, consente tuttora di apprezzare le manifestazioni naturali della geotermia: soffioni, lagoni, fumarole, putizze, sorgenti termali; oltre alle ben note torri refrigeranti di Larderello, conosciute per la loro importanza storica, legata allo sfruttamento industriale della risorsa.

Come arrivare

In auto da Pisa: prendere la S.G.C. Fi-Pi-Li direzione Firenze, uscita Pontedera-Ponsacco, proseguire sulla SS439 in direzione Volterra-Pomarance. Da Pontedera: prendere la S.G.C. Fi-Pi-Li direzione Pisa, uscita Pontedera-Ponsacco, proseguire sulla SS439 in direzione Volterra-Pomarance.
In autobus da Pisa: CPT extraurbano, destinazione Castelnuovo Val di Cecina. Da Pontedera: CPT extraurbano, destinazione Castelnuovo Val di Cecina.

Riferimenti

www.comunepomarance.it
www.bandierearancioni.it/pomarance
www.toscana.info/pomarance/