PORTI: L'UNIONE FA LA FORZA, MA NON SEMPRE C'É ACCORDO

Un’unica Zona Logistica Semplificata per il triangolo delle affinità e degli interessi di Parma, La Spezia e Massa Carrara? È la soluzione proposta da Giorgio Bucchioni, presidente degli Agenti Marittimi e del Propeller.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
PORTI: L'UNIONE FA LA FORZA, MA NON SEMPRE C'É ACCORDO

Un’unica Zona Logistica Semplificata per il triangolo delle affinità e degli interessi di Parma, La Spezia e Massa Carrara? È la soluzione proposta da Giorgio Bucchioni, presidente degli Agenti Marittimi e del Propeller.

Le scelte del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) possono unire ma anche dividere. Come può essere per le aree marginali spinte, di contro a trasformare la loro debolezza in forza basata sull’affinità e sugli interessi delle loro comunità e dei loro territori.

Ne aveva già individuato e descritto le potenzialità il professor Giuseppe De Rita, in allora presidente del Censis (Centro di studi investimenti sociali) anni fa in un colloquio pubblico, nel quale ero contributor, sollecitando accordi che assecondassero la comune appartenenza ferita da confini amministrativi innaturali.

Questo per dire che non c’è da meravigliarsi che, accanto alla vagheggiata regione Lunezia, riemergano, nel nostro caso, le aspirazioni di Parma, La Spezia e Massa Carrara, triangolo di province rispettivamente “distanti” dalle attenzioni dei capoluoghi regionali di Bologna, Genova e Firenze.

Ecco quello che sta accadendo.

La Provincia di Parma ha ritenuto di non aderire, accontentata, alla costituenda Zona Logistica Semplificata dell’Emilia Romagna incentrata sul Porto di Ravenna in Adriatico e di seguire invece la sua vocazione che guarda al porto della Spezia, sul Tirreno.

Intanto, con una tempistica non sospetta. dalla Provincia di Massa Carrara Rolando Bellé, segretario della Uil Trasporti ha tuonato: se non ci vogliono in Toscana chiediamo l’annessione alla vicina Liguria con cui forse abbiamo più affinità e possibilità di sviluppo per turismo, porto, infrastrutture ferroviarie, come la Pontremolese, e industriale. Conseguenza questa del fatto che, ha osservato, “con i fondi del Pnrr si pensi ad alimentare sogni e speranze di rilancio dei trasporti solo fra Lucca, Pisa e Livorno, lasciando fuori Massa Carrara. Strategie che mettono al centro infrastrutture come l’aeroporto di Pisa e il porto di Livorno, proiettandoli come scali europei in una visione di sviluppo mentre si dimenticano del porto di Marina di Carrara”. Porto che, come si sa, fa capo alla Autorità del Mar Ligure Orientale, peraltro con dichiarati vantaggi economici trattandosi di due scali complementari: La Spezia hub di container, Marina di Carrara di merci varie.

Ed è così che su queste “manifestazioni di interesse ad intese sostanziali tra La Spezia e Parma e tra La Spezia e Carrara”, l’autorevole Giorgio Bucchioni, presidente degli Agenti marittimi del Porto della Spezia e del Propeller Club della Spezia e di Marina di Carrara, fa una proposta che taglia il nodo di Gordio.

“Sono tre territori – conferma – che da sempre soffrono e denunciano una marginalità, vera o presunta, rispetto alle politiche, in primis infrastrutturali, delle rispettive regioni”. E riassume: “Da Parma arriva un interesse a partecipare alla Zona Logistica Semplificata in via di costituzione nella provincia spezzina a cura della Regione Liguria. E’ auspicabile che si possa sottoporre a verifica di fattibilità tale partecipazione atteso che il collegamento con Parma è una cinquantennale aspirazione delle categorie economiche e politiche dei due territori per valorizzare la complementarietà delle rispettive economie. Ad oggi tale aspirazione ha trovato riposta e concretezza nella rivendicazione del raddoppio della linea ferroviaria “pontremolese” che vedrebbe un riequilibrio a favore sia del porto spezzino sia del sistema produttivo emiliano, con la sua Regione concentrata a valorizzare il porto ravennate”.

Spostando l’attenzione sul versante toscano Bucchioni osserva: “Pari situazione per il territorio di Carrara che vede la sua Regione impegnata su Livorno e su Piombino, e molte istituzioni che dipendono da Lucca, da Livorno e dalla Spezia”. Per cui? “In presenza di un dinamismo istituzionale, che non esiste, si potrebbe forse pensare a un referendum per la creazione di una regione lunigianense! Cercando però di praticare il “possibile” sarebbe auspicabile raccogliere le ipotesi di inserimento nella Zona Logistica Semplificata, in via di costituzione nella Provincia spezzina, sia di Parma sia di Carrara, verificandone la fattibilità”.

E conclude: “Poiché pare chiaro che il motore dell’ipotizzato raccordo dei tre territori sia il porto spezzino la cui Autorità di Sistema dimostra di saper valorizzare il porto di Carrara nelle sue capacità complementari ed autonome, alla stessa Autorità dovrebbe fare carico l’onere e l’onore di sviluppare il “Sistema” di cui è a capo.

Visto che “le capacità non Le mancano!”