PROGETTO APPENNINO, COME FAR RINASCERE LE MONTAGNE

Fino al 3 dicembre è attiva la call per imprenditori che vogliono partecipare al progetto della Fondazione Edoardo Garrone per lo sviluppo imprenditoriale e sostenibile degli appennini.

AMBIENTE
Francesca Tomassini
PROGETTO APPENNINO, COME FAR RINASCERE LE MONTAGNE

Fino al 3 dicembre è attiva la call per imprenditori che vogliono partecipare al progetto della Fondazione Edoardo Garrone per lo sviluppo imprenditoriale e sostenibile degli appennini.

“Appennino, spina dorsale dell’Italia, costellazione di borghi antichi eppure sempre diversi, biblioteca a cielo aperto di saperi, biodiversità e sapori, trama infinita di cammini possibili e di possibili soste…da sempre luogo della nostra identità. Luogo da cui ripartire”.

Si presenta così “Progetto Appennino, idee che muovono le montagne”, l’iniziativa lanciata dalla Fondazione Edoardo Garrone con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dei territori appenninici, segnati, storicamente, da un maggiore ritardo nell’elaborazione di strategie e soluzioni imprenditoriali che possano valorizzarne il potenziale. Per invertire questa tendenza, dal 2014, anno in cui è nato il progetto, sono state messe in campo consulenze specializzate, workshop, coaching sul campo rivolti ad aziende, perlopiù a imprenditori under 40, che avessero l’intenzione di realizzare nuove giovani imprese, consolidare quelle esistenti e instaurare sinergie per estendere il valore di impresa sostenibile in favore dello sviluppo complessivo del territorio e della comunità. Un percorso, che negli anni ha coinvolto decine di aziende in un gigantesco laboratorio a cielo aperto dove hanno preso vita idee, sinergie, reti di persone e di impresa. E che quest’anno non fa eccezione. Fino al 3 dicembre è attiva la call rivolta a partenariati rappresentativi di aree appenniniche a partecipare al bando per aggiudicarsi l’opportunità di ospitare il “Progetto Appennino” e quindi accogliere e sviluppare sul proprio territorio il modello di rilancio proposto.

Un percorso strutturato in tre fasi

Il campus ReStartApp, incubatore di impresa dedicato a chi vuole avviare un’attività in Appennino nelle filiere tipiche dell’economia montana, aperto a giovani imprenditori provenienti da ogni parte d’Italia.

Vitamine in azienda, percorso di accelerazione destinato a 15 imprese dell’area umbro-marchigiana, che prevede attività personalizzate di consulenza e coaching individuale.

Imprese in Rete, destinato a coloro che hanno già avviato un’attività imprenditoriale e riconoscono le opportunità offerte dall’essere all’interno di una rete con altre imprese del territorio.

 Un progetto articolato e complesso che nel 2018, in seguito alle difficoltà causate dal sisma che ha colpito l’intera area dell’Appennino Umbro-Marchigiano nel 2016, ha intrapreso una nuova direzione. La Fondazione Garrone, in collaborazione con Legambiente ha lanciato RestartApp per il Centro Italia. Una call dedicata alle aziende colpite dal terremoto che hanno vissuto un forte ridimensionamento del mercato “di prossimità”, per decenni sbocco primario della maggior parte delle imprese presenti.

«Io la mia famiglia abbiamo partecipato a RestartApp per il Centro Italia –racconta Marta Giampiccolo dell’azienda Zafferano e Dintorni una realtà agricola imprenditoriale a conduzione familiare al centro della Valnerina- è stata un’esperienza che ha cambiato radicalmente il volto della nostra impresa. Siamo entrati in contatto con professionalità che un’azienda dovrebbe sempre avere a disposizione per strutturare le attività collaterali alla produzione. Per esempio, abbiamo scoperto quanto un’operazione considerata di servizio come la creazione di una mailing list possa invece fare la differenza in termini di successo nella veicolazione dei contenuti. Spesso imprese come la nostra, che sorgono sull’area colpita dal terremoto, non hanno subito danni strutturali ma, diciamo, secondari. Dunque per esempio non ai campi o agli immobili ma alla ricettività intesa come possibilità effettiva che la gente continui a venire da te. E’ stato molto importante capire come muoversi per fare in modo di recuperare questa parte dell’attività aziendale che spesso in realtà a conduzione familiare offre sostegno alle altre che si svolgono “in campo”.

Il valore aggiunto di questo progetto- continua – è che anche una volta conclusa l’edizione non vieni lasciato solo. La nostra azienda ha continuato ad essere coinvolta in altre iniziative, sia a livello locale che nazionale. La rete è fondamentale anche se è la parte più difficile da realizzare. All’epoca- chiude- il nostro progetto di rete non è andato in porto ma anche il fallimento è una lezione» .

PER INFORMAZIONI
010 8681530
restartapp@fondazionegarrone.it