Project Cargo, l’hub energetico del Mediterraneo

Qualche informazione in più sugli impianti eolici off-shore assieme a Luigi Melca, General Manager di MSC Sicilia.

AMBIENTE
Emma Meo
Project Cargo, l’hub energetico del Mediterraneo

Qualche informazione in più sugli impianti eolici off-shore assieme a Luigi Melca, General Manager di MSC Sicilia.

Come redazione, Stradenuove si è recata a Catania per partecipare ad ECOMED 2024, la fiera con focus sul Mediterraneo, a cui prende parte anche un’aggregazione di aziende italiane che si stanno coordinando per la riuscita del Project Cargo.

Abbiamo parlato con Luigi Melca, General Manager di MSC Sicilia, per avere le idee più chiare rispetto agli impianti eolici off-shore in Italia, una nuova metodologia per produrre energia pulita, però in maniera esponenziale rispetto agli impianti onshore sulla terra ferma, che fornirebbe anche nuovi posti di lavoro.

Luigi Melca General Manager di MSC Sicilia
Luigi Melca General Manager di MSC Sicilia
Le aziende prese in considerazione - MSC Sicilia, EST Terminal con il porto di Augusta, LogiProject, LASO Italia e Sarens - si occupano del trasporto e dell’installazione degli impianti in mare aperto. A che punto siete?

“Siamo in attesa che esca la tariffa incentivante (FER) e ancora qualche autorizzazione da parte degli enti competenti. Attualmente è stato autorizzato il primo progetto nominato 7seas, che nasce dalla partnership tra Plenitude e CDP Equity, è situato a Sud Ovest della costa di Marsala. Si tratta di energia pulita che deriva dal vento, più potente in mare aperto rispetto a quello che arriva agli impianti eolici onshore. Il tema dell’occupazione è molto importante: a partire dalla costruzione del floater, la superficie galleggiante che ospiterà la turbina, per finire con l’installazione contiamo che serviranno, nei prossimi 30 anni, almeno venti mila addetti. Inoltre, cosa importante è di fare tutto made in Italy, dove ci sono le competenze adatte, e di sfruttare quelle che sono le occasioni di questi progetti: l’Italia potrebbe diventare l’hub energetico del Mediterraneo in Europa.”

Quanti impianti sono previsti?

“Parliamo di Gigawatt: considerando la costruzione delle basi galleggianti, con un peso che varia da 4000/5000 ton cad galleggiante e tutte le attività connesse al montaggio delle turbine fino al collegamento ai fondali, si prevede l’occupazione di circa 27000 posti di lavoro al 2050. Inoltre, ci siamo imposti che tutto dovrà essere made in Italy e se riusciamo a sfruttare questo momento con la partecipazione di tutti, compreso il Governo,  per consentire l’adeguamento infrastrutturale dei porti e dei luoghi di lavoro.”

Per dare un’idea alle persone, quanta energia servirebbe per illuminare una città di medie dimensioni?

“In pratica, 1 GW fornisce corrente elettrica ad un milione di famiglie (con nucleo medio di tre persone) e permette di evitare l’immissione di circa 1,2 milioni di ton di CO2. Per quanto riguarda la ricaduta dei costi e il differenziale tra la tariffa assegnata (150€/MWh) ed il prezzo di mercato (80€/MWh) saranno a carico in bolletta a sostegno delle rinnovabili, così come funziona tutto il mercato FER.”