PSORIASI E ARTRITE PSORIASICA, DUE MALATTIE A FATTOR COMUNE

Uno squilibrio del sistema immunitario che determina un’infiammazione cronica fortemente debilitante. L’avvento di terapie mirate da somministrare a particolari target immunologici può aiutare a tenere sotto controllo la malattia.

SALUTE
Cristina Nati
PSORIASI E ARTRITE PSORIASICA, DUE MALATTIE A FATTOR COMUNE

Uno squilibrio del sistema immunitario che determina un’infiammazione cronica fortemente debilitante. L’avvento di terapie mirate da somministrare a particolari target immunologici può aiutare a tenere sotto controllo la malattia.

Sono circa 125 milioni nel mondo, 20 milioni in Europa e 2 milioni e mezzo in Italia le persone convivono con malattie immuno-mediate come la psoriasi e l’artrite psoriasica (dati Organizzazione mondiale della Sanità). Queste due condizioni hanno un legame comune: uno squilibrio nel sistema immunitario che porta a un’infiammazione cronica. La convivenza con queste malattie ha un impatto importante sulla qualità della vita: sono debilitanti, croniche, possono provocare dolore con incapacità di svolgere le attività quotidiane e in molti casi si accompagnano a comorbidità (altre patologie), tra cui la depressione. La psoriasi (PsO) è una malattia cronica recidivante della cute ed è caratterizzata da lesioni cutanee eritemato-desquamative che possono presentarsi in alcune aree limitate o estendersi su tutto il corpo. «Non esiste una cura per la psoriasi, ma esistono terapie grazie alle quali è possibile tenere sotto controllo le manifestazioni cliniche della malattia, consentendo lunghi periodi di remissione. Più della metà delle persone affette da psoriasi, inoltre, convive con altre malattie, come il diabete, alcune patologie cardiache e la depressione», spiega Ketty Peris, professoressa di Dermatologia, Direttrice UOC Dermatologia, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma e Presidente della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse – SIDeMaST.

Fino al 30 per cento delle persone con psoriasi può sviluppare nel tempo artrite psoriasica. Nonostante la causa dell’artrite psoriasica sia sconosciuta, si ritiene che la predisposizione genetica, il sistema immunitario alterato e alcuni fattori ambientali abbiano un ruolo nell’insorgenza della malattia» prosegue Peris. L’artrite psoriasica (PsA) è una malattia infiammatoria cronica immuno-mediata che colpisce circa 500.000 persone in Italia. Provoca dolore, rigidità e gonfiore delle articolazioni; insorge comunemente tra i 30 e i 50 anni, ma può svilupparsi a qualsiasi età. Nei pazienti affetti da artrite psoriasica, spesso sono presenti comorbidità come obesità, malattie cardiovascolari, malattie infiammatorie intestinali, ansia e depressione.

«Oggi, con l’avvento di terapie mirate a particolari target immunologici, quali citochine, è possibile raggiugere la remissione clinica o, in alternativa, una attività minima di malattia. Questi due obiettivi terapeutici sono di fondamentale importanza per i pazienti, in quanto consentono un miglioramento della qualità di vita», dice Ennio Lubrano, Professore ordinario di reumatologia, Università degli Studi del Molise, Campobasso.

Tra queste terapia c’è guselkumab il primo anticorpo monoclonale interamente umano che si lega selettivamente alla subunità p19 dell’IL-23 e inibisce la sua interazione con il recettore. L’IL-23 è un importante fattore patogenetico delle malattie infiammatorie immuno-mediate come la psoriasi a placche e l’artrite psoriasica attiva. Guselkumab, legandosi alla subunità p19, che è specifica di IL-23, blocca i suoi effetti, senza influenzare quelli di altre citochine infiammatorie come, per esempio, IL-12 e IL-17 che sono, invece, importanti per la difesa verso i patogeni. Ciò significa che anche quando viene inibita l’IL-23, le risposte immunitarie possono comunque mettersi in atto. In Italia, guselkumab è attualmente rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale nell’indicazione psoriasi a placche.

«La scoperta di IL-23, come meccanismo immunologico specifico della psoriasi e dell’artrite psoriasica, ha permesso negli ultimi anni di sviluppare farmaci molto precisi contro questo bersaglio», spiega Carlo Francesco Selmi, Responsabile UO Reumatologia ed Immunologia Clinica, IRCCS Istituto Clinico Humanitas, Rozzano e docente di Humanitas University. «Per questo motivo la disponibilità di un farmaco in grado di bloccare selettivamente IL-23, già utilizzato con efficacia dai colleghi dermatologi per la cura della psoriasi, permetterà un trattamento delle diverse manifestazioni dell’artrite psoriasica con un profilo di sicurezza ora ben chiaro. Alcuni studi, inoltre,- aggiunge Selmi – suggeriscono che il blocco di IL-23 potrebbe migliorare anche l’astenia ed il dolore associati all’artrite psoriasica. Alla luce di questi dati le raccomandazioni GRAPPA ed Europee pongono guselkumab anche in prima linea, al pari di farmaci che colpiscono TNFalfa e IL-17, nel trattamento dell’artrite psoriasica candidata a terapia biologica».