QUANDO ENTRI NEL BUNKER

Il 25 e 26 novembre sono eccezionalmente aperti alla visita i rifugi di importanti fabbriche delle provincie di Milano, Bergamo e Brescia.

INIZIATIVE
Susanna Bagnoli
QUANDO ENTRI NEL BUNKER

Il 25 e 26 novembre sono eccezionalmente aperti alla visita i rifugi di importanti fabbriche delle provincie di Milano, Bergamo e Brescia.

Un po’ aree dismesse, da recuperare, un po’ testimonianze del passato di guerra che il nostro paese ha vissuto e che non deve essere dimenticato.

Bunker antiaerei

Sono i bunker antiaerei della Seconda guerra mondiale di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano e quelli di Brescia, che Il 25 e 26 novembre aprono eccezionalmente al pubblico con visite guidate. L’iniziativa, parte del progetto Bunker 1944, organizzata con il contributo della Regione Lombardia, è di In Lombardia e T-essere srl, in collaborazione con l’Associazione Crespi d’Adda.

Bunker 1944 intende infatti recuperare, valorizzare, mettere in rete e rendere fruibili alcuni rifugi antiaerei della Lombardia per farli conoscere da vicino e provare a immedesimarsi in chi durante la guerra, tra paure, ansie e timori di perdere tutto, scendeva quei centoventi gradini per raggiungere un luogo fatto di cemento armato, freddo, spoglio e sopravvivere ai bombardamenti. Un luogo dove il tempo non passava mai. Visitare i rifugi antiaerei è fare un percorso sotterraneo tra storia, memoria, forti emozioni e suggestioni. È solo provare a immaginare quella terribile realtà che pensavamo di leggere solo nei libri di storia, ed invece è drammaticamente tornata attuale.

“Ci sono posti che, per fortuna – spiega Giorgio Ravasio, ideatore del progetto Bunker 1944 e Presidente dell’Associazione Crespi d’Adda – esistono soltanto nel nostro immaginario. E la comprensione che ne abbiamo è soltanto una proiezione parziale che non riesce minimamente a riconsegnarcene la percezione emotiva. Per questo motivo è necessario possederne fisicamente la conoscenza. Non leggerne, non ascoltarne il racconto, non osservarne le fotografie. È indispensabile andarci, materialmente. Entrarci. Occuparne lo spazio. Respirarne l’aria. Ascoltarne il silenzio. Lasciare che il luogo si faccia strada nella nostra anima. Soltanto così saremo in grado di comprenderne davvero il significato”.

Bunker 1944 vuole essere un messaggio di pace. Vivere un’esperienza come quella di percorrere queste stanze oggi inutilizzate, vuole rendere le persone più consapevoli del significato della guerra e della privazione della libertà. Ma Bunker 1944 è anche ricostruire fisicamente ed emotivamente un pezzo di storia importante e significativa del territorio e delle sue comunità. Nei rifugi recuperati è possibile vedere fotografie e oggetti d’epoca per rivivere, anche tramite suggestioni visive e sonore, la tragica esperienza della guerra e dei bombardamenti.

I bunker da visitare

I bunker da visitare e riaperti al pubblico sono stati per lo più costruiti in adiacenza di importanti fabbriche all’inizio degli anni ‘40 del secolo scorso per proteggere lavoratori e la popolazione civile dai bombardamenti degli Alleati: l’industria Breda di Milano, la Breda Meccanica Bresciana (oggi Leonardo), le acciaierie Dalmine di Bergamo. Il rifugio antiaereo di Dalmine è oggi chiuso per lavori. Tutti obiettivi militari sensibili e presi di mira dai bombardamenti alleati del 1944.

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Bunker Sesto san Giovanni- Milano

I bunker Breda oggi nel Parco Nord Milano

Costruiti in cemento armato nel 1942, i Bunker Breda, o più precisamente, i rifugi antiaerei della V Sezione Aeronautica della Breda, si trovano presso Parco Nord Milano, a Sesto San Giovanni. Questi rifugi rappresentano un patrimonio fondamentale per stimolare una riflessone sul passato e sulla storia locale e nazionale. Il visitatore attraverso un percorso simbolico ed evocativo si immerge in un’esperienza emotiva molto forte, fatta memorie di guerra, di bombardamenti, di immagini di distruzione. Nel primo corridoio è istallata l’opera di arte collettiva della serie Bombe a uncinetto, curata da Laura Morelli e ispirata ai bombardamenti alleati. Nella porzione di bunker recentemente messo in sicurezza e reso fruibile al pubblico attraverso le immagini d’epoca e reperti storici il visitatore può rivivere quel periodo buio e quei terribili momenti storici.

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Bunker Ponte san Pietro – Bergamo

Il bunker di piazza Libertà a Ponte San Pietro, Bergamo

La presenza sul territorio di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, di un ponte ferroviario della linea Bergamo – Milano ha reso tale cittadina obiettivo di bombardamenti da parte delle truppe alleate fra il 1944 ed il 1945, nel tentativo di bloccare le comunicazioni su questa tratta. A partire dal 1942 il Comune ha costruito, in vari punti della città, alcune strutture per la protezione della popolazione. Oltre ai rifugi casalinghi privati, i ricoveri pubblici principali erano quattro: quello di Casa Avogadro, uno scantinato attrezzato in via Garibaldi 9, quello delle scuole elementari di via Piave con struttura tubolare, il ricovero del Parco delle Rimembranze o del Famedio ed infine il ricovero del torrente Quisa. Esistevano inoltre alcune trincee paraschegge in vari punti della città. Gli ingressi al rifugio sono situati tra piazza della Libertà e via Moioli. La struttura è stata costruita dall’impresa SARMAS di Ponte San Pietro. Le due gallerie, lunghe 60 metri, presentano all’imbocco robusti muri antisoffio. Il rifugio era dotato di servizi igienici. Alla fine della guerra, secondo testimonianze, il ricovero è stato utilizzato per circa due anni come magazzino della Cooperativa Legler, in attesa della ricostruzione della sede danneggiata dai bombardamenti.

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Bunker Brescia

Il bunker ricovero rifugio antiaereo Breda Meccanica Bresciana a Brescia

Durante gli anni ’40 del ‘900, nell’ottica del piano di protezione antiaerea nazionale, la Breda Meccanica Bresciana – oggi Leonardo – ha fatto costruire una serie di bunker rifugi di superficie lungo tutto il muro di cinta dello stabilimento, dove ricoverare le maestranze in caso di bombardamenti. Una porzione di essi, lunga 70 metri, nel 2015 è stata restaurata, messa in sicurezza e resa visitabile. Il restauro è avvenuto in maniera conservativa e, anche grazie al raffronto con le immagini presenti nell’Archivio Storico Breda, si è ripristinato un ambiente molto simile a quello iniziale. Il tutto è arricchito da fotografie e oggetti d’epoca, comprese le biciclette utilizzate per la ventilazione. Il rifugio così ristrutturato è ricco di stimoli e suggestioni emotive, la simulazione sonora di un reale bombardamento e l’alternarsi di buio e luce fanno calare i visitatori in una dimensione fuori dal tempo, portandoli ad immedesimarsi in quel tragico vissuto che fu l’esperienza dei bombardamenti.

Link per info e prenotazioni :  www.bunker1944.it

Foto fornite da ufficio stampa : credit photo a Walter Carrera