QUANDO I BIMBI TORNANO A SORRIDERE

Il chirurgo plastico Gian Luca Gatti in Paraguay per una delle prime missioni post Covid-19.

SALUTE
Francesca Franceschi
QUANDO I BIMBI TORNANO A SORRIDERE

Il chirurgo plastico Gian Luca Gatti in Paraguay per una delle prime missioni post Covid-19.

In tutta la nazione ci sono solo 20 posti letto in terapia intensiva, l’ossigeno sta per terminare nella capitale e il Coronavirus non ci pensa neppure lontanamente a mollare la presa. Per la sua decima missione ad Asunciòn, in Paraguay, aveva certamente immaginato uno scenario diverso Gian Luca Gatti, chirurgo plastico e responsabile del Percorso Labiopalatoschisi dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana, uno dei centri di eccellenza italiani che dona letteralmente un nuovo sorriso ai piccoli nati con malformazioni congenite del labbro e del palato.

È atterrato ieri sera nella città della torre pendente e, nonostante sia di gran lunga abituato alle missioni e agli ospedali da campo in giro per il mondo, questa esperienza lo ha toccato nel profondo. In America Latina il Covid-19 non ha ancora alzato bandiera bianca e tante visite mediche e, soprattutto, interventi chirurgici devono necessariamente assistere al posticipo del loro turno in calendario. Tra questi anche i trattamenti della labiopalatoschisi, la malformazione – nota più comunemente con il nome di “labbro leporino” – che si manifesta, nei casi più semplici, con la mancata saldatura delle parti che formano il labbro superiore e la gengiva e, nei casi più gravi, coinvolgendo anche il palato.

È per questo che Gatti, allievo della scuola pisana e del professor Alessandro Massei, ha deciso di partecipare ad una missione umanitaria organizzata da AICPE ONLUS, Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, per prender parte ad Operación Sonrisa, la missione all’interno del programma Ñemyatyro sostenuto dal Ministerio de Salud Paraguay, il Ministero della Sanità paraguaiano.

È partito da Pisa insieme all’amico fraterno e collega Marco Stabile, direttore del reparto di chirurgia plastica dell’Ausl di Piacenza e presidente di Aicpe Onlus, per operare 36 bambini affetti da malformazioni della schisi arrivati appositamente nella capitale da Salto del Guairá e Curuguaty, due cittadine del profondo sud, al confine col Brasile.

“Piccoli che, dopo esser risultati negativi al tampone, hanno affrontato oltre 500 chilometri di pullman e una situazione sanitaria che desta ancora molta preoccupazione – interviene Gatti che ha passato le ultime due settimane al fianco del collega Bruno Balmelli, chirurgo paraguiano di origini italiane e direttore del centro ustioni di Asunciòn -. Ho operato circa 20 bambini di età inferiore ai 5 anni affetti da labiopalatoschisi complesse”. Interventi chirurgici, questi, che dovevano esser necessariamente effettuati per evitare complicanze col passare degli anni e la naturale crescita dei piccoli. “Tra i casi più brutti arrivati all’ospedale di Asunciòn una bambina affetta dalla sindrome di Treacher-Collins, una malattia congenita dello sviluppo craniofacciale caratterizzata da displasia otomandibolare bilaterale e simmetrica associata a diverse anomalie della testa e del collo – prosegue Gatti -. Esser potuti intervenire su questo caso complesso e su schisi ossee mascellari maggiori e cheilognatopalatoschisi ha evitato gravi complicazioni che certamente si sarebbero manifestate nella crescita con conseguenti danni irreparabili”.

Ma questa è solo una delle tante storie vissute dai medici di Aicpe Onlus e di Operación Sonrisa che vedono con i loro occhi genitori affrontare viaggi della speranza, attraversare paesi interi con un calesse e un cavallo per far operare i loro piccoli in ospedali e stanzoni che per gli occidentali assomigliano vagamente a scene di vecchi film. “Pensi che sotto il letto di un bambino appena operato, in un grande e unico stanzone delimitato da tanti sottili separè, – conclude il chirurgo plastico – una mattina ho trovato un gattino a riposare. Un’immagine che non dimenticherò facilmente”.

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