Quando il fumo richiama i giovanissimi

Servono più regole per l’utilizzo delle sigarette elettroniche fra i giovani. I pediatri raccolgono alcune proposte.

SALUTE
Francesca Danila Toscano
Quando il fumo richiama i giovanissimi

Servono più regole per l’utilizzo delle sigarette elettroniche fra i giovani. I pediatri raccolgono alcune proposte.

Le sigarette elettroniche, note anche come Electronic Nicotine Delivery Systems (ENDS), sono congegni che da qualche anno fanno parte della nostra vita quotidiana. Dalle svariate forme, sono composte sostanzialmente da una batteria, un serbatoio che può contenere un liquido e un atomizzatore dotato di una resistenza che riesce a riscaldare e trasformare in aerosol il liquido che si inserisce all’interno. L’aerosol prodotto simula il fumo della sigaretta tradizionale e può essere inalato.

Il prototipo dell’attuale sigaretta elettronica nasce nel 2003 nella lontana Hong Kong dal farmacista cinese Hon Lik come uno strumento per risolvere il problema della dipendenza da tabacco e dei derivati danni per la salute. I dispositivi, infatti, permettono al fumatore di mantenere la stessa gestualità che si ha con la sigaretta. Oggi sul mercato si può scegliere fra molteplici varianti del dispositivo con diverse caratteristiche.

L’utilizzo esagerato delle sigarette elettroniche

Sfortunatamente, come spesso accade per alcune abitudini, non si riesce ad avere un uso equilibrato e questo ha portato società scientifiche e organizzazioni di pazienti a richiedere alle autorità sanitarie italiane l’inserimento di regole più severe sulla vendita delle sigarette elettroniche.

Il campanello d’allarme è l’uso di questi congegni fra i giovanissimi. I dati che preoccupano arrivano dalla Global Tobacco Youth Survey (GYTS) del 2022 e rivelano come quasi il 20% degli italiani che sono tra i 13 e i 15 anni ne faccia uso, in crescente aumento rispetto all’8,4% del 2014 e al 17,5% del 2018. Sebbene la vendita ai minori sia vietata, quasi il 34% di essi ha provato questi dispositivi almeno una volta.

Nel dicembre dello scorso anno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha divulgato un appello, sostenendo che non sussistono prove evidenti che le sigarette elettroniche siano un aiuto efficace per smettere di fumare, ci sono invece, prove convincenti che l’uso possa portare verso il fumo di sigaretta, generando quello che si chiama “effetto gateway”. In particolar modo, ciò è vero per i giovani, richiamati dalla grande ricchezza di aromi degli e-liquid e dalle innumerevoli pubblicità.

Il Dott. Silvano Gallus, a capo del laboratorio di ricerca sugli stili di vita presso l’Istituto Mario Negri di Milano, ha coordinato uno dei pochi studi prospettici sull’ipotesi dell’“effetto gateway” in Europa.

Per capire se vi sia una relazione concreta fra le due cose, Gallus e i suoi coautori hanno interpellato circa 3.200 adulti italiani ben due volte, la prima nel marzo 2020 e la seconda dopo sette mesi. Dalla ricerca è emerso che la percentuale di intervistati che aveva iniziato a fumare nei sette mesi era del 2% tra quelli che non avevano mai utilizzato sigarette elettroniche, e del 20% tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche. I giovani potrebbero perciò, essere indotti in breve tempo a passare dalle sigarette elettroniche a quelle tradizionali.

Bisogna salvaguardare la salute dei ragazzi

La Società Italiana di Pediatria, con il supporto di altre società scientifiche pediatriche ha inviato di recente una lettera al Ministro della Salute per reclamare una regolamentazione più rigida sugli aromi e sulle campagne di marketing.

Nella lettera si rimarca non solo il rischio di iniziare a fumare da giovanissimi, ma anche i potenziali effetti acuti delle sigarette elettroniche sulle vie respiratorie, come tosse cronica, respiro sibilante e asma.

Emanuela Testai, tossicologa presso l’Istituto Superiore di Sanità e presidente del Comitato Scientifico dell’UE per la Salute, l’Ambiente e i Rischi Emergenti (SCHEER), afferma che non è semplice ottenere una valutazione completa della tossicità delle sostanze chimiche inalate dagli utilizzatori di sigarette elettroniche, visto l’alto numero di liquidi e dispositivi differenti in commercio. La maggior parte degli aromi, invece, sono stati approvati come additivi alimentari, dunque sono sicuri per l’ingestione, ma la loro tossicità quando vengono inalati è ancora sconosciuta.

“I genitori spesso considerano il vaping totalmente sicuro e usano le sigarette elettroniche a casa aumentando l’esposizione passiva dei loro figli”, sostiene la Dott.ssa Maria Elisa Di Cicco, pneumologa pediatrica presso l’ospedale universitario di Pisa, anche lei è tra gli autori della lettera.

Un uso moderato e consapevole negli adulti potrebbe dunque, evitare eventuali ripercussioni sulla salute dei giovani.