QUANTA VOGLIA DI TORNARE A TEATRO

In vista del 27 marzo, Giornata Mondiale del teatro, raccontiamo la fatica e le speranze di uno dei settori più colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia.

TURISMO
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Susanna Bagnoli
QUANTA VOGLIA DI TORNARE A TEATRO

In vista del 27 marzo, Giornata Mondiale del teatro, raccontiamo la fatica e le speranze di uno dei settori più colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia.

Quest’anno sarà un grido di dolore più che una festa, un momento per richiamare l’attenzione più che una celebrazione. Non può essere diversamente. Sabato 27 marzo è la Giornata mondiale del teatro e avremmo voluto raccontare di una occasione in cui la comunità, pubblico, attori, maestranze e operatori si ‘ritrovano’ finalmente dal vivo. Invece il mondo del teatro è fermo da un anno, tutto chiuso a causa della pandemia, tutto rimandato a data da destinarsi. Forse si potrà ripartire in estate, più probabile in autunno ma certezze ancora non ce ne sono. Allora la Giornata mondiale del teatro diventa l’occasione per un racconto del presente, con la speranza che il racconto aiuti a resistere, superare, ripartire. Antonio Chelli è il vicepresidente della Fondazione Teatro della Toscana, con lui proviamo a fare il punto della situazione anche cercando una prospettiva sul domani. 

Con il Sindaco di Pontedera all’inaugurazione della stagione teatrale 2019

“La situazione è particolarmente drammatica per il mondo della cultura – racconta – tutto il settore è in difficoltà. Nel mondo del teatro in particolare un terzo dei lavoratori sono autonomi. Si tratta di profili professionali vari, altamente qualificati, di soggetti a contrattazione debole, che sono in situazione di maggior disagio rispetto ad altri perché hanno meno tutele. In Toscana parliamo di 145mila lavoratori negli spettacoli dal vivo, in base ai dati di fine 2019. Circa 11700 di loro hanno un rapporto di lavoro dipendente, 4830 hanno invece un rapporto di lavoro autonomo”. Un esercito di professionisti che a livello nazionale incide per 50 miliardi di euro sul PIL del Paese. Non solo questo esercito è in stand by ma è in grossa difficoltà anche nel fare previsioni per riuscire a programmare il lavoro dei prossimi mesi. “Chi può lavorare all’aperto, nei mesi estivi, è pensabile che in giugno luglio qualcosa possa fare. Alle condizioni che abbiamo già sperimentato la scorsa estate ad esempio a Pontedera dove il teatro ha una cavea all’aperto : accesso per un terzo degli spettatori, tutti con mascherina, gel a disposizione, attori in scena con tampone negativo e sanificazione dei luoghi prima e dopo lo spettacolo. Tutto questo ha dei costi aggiuntivi alti ma che abbiamo sostenuto volentieri e sosterremo anche in futuro pur di ritrovare il contatto con il pubblico, offrire un servizio, fare cultura. Noi siamo Teatro Nazionale e abbiamo contributi pubblici, per cui è un nostro dovere dare il servizio”, racconta Chelli. Oltre l’estate, la speranza è che procedendo con la campagna vaccinale si riesca a contrastate l’avanzata del virus e piano piano si raggiungano nuovi equilibri, “stiamo lavorando per una stagione teatrale che inizi a ottobre, novembre. Al momento non crediamo che si potrà fare una stagione completa al cento per cento ma ci auguriamo di raggiungere condizioni accettabili”, spiega il vicepresidente. E poi ci sono gli attori, gli autori teatrali, i registi, chiamati ad attraversare questo periodo stringendo i denti senza dubbio, ma anche cercando di ‘tradurlo’ in testi e spettacoli di domani. Per Chelli “ Come il teatro recepirà e proverà a raccontare questa contemporaneità non sono in grado di dirlo ma siamo certamente di fronte uno scossone molto forte che sta lasciando tracce profonde in molti attori. Sono sicuro che ci sarà una elaborazione di questo tempo sospeso”.

Con Stefano Accorsi Direttore Artistico della Fondazione

Il 27 marzo 2021 sarà diverso ma sarà dalla parte del pubblico, con alcuni spettacoli in streaming. Su  youtube e facebook del Teatro della Pergola si inizia alle 18:20 con Maestro De Barra di Israel Galvan; alle 19 Here Not Here di Euripides Laskaridis. Dal Teatro Studio alle 19:20 Pier Paolo Pacini propone la lettura di brani dal Pinocchio di Collodi con le attrici e gli attori della Scuola ‘Orazio Costa’ della Fondazione Teatro della Toscana. Infine dalle 21, dal Teatro della Pergola viene programmato La Bandadante con Davide Rondoni e con i solisti dell’Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna. Per quanto riguarda il Teatro Era gli spettacoli previsti, sempre in streaming dagli account facebook e youtube, sono alle 18 con il Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards che propone le registrazioni di Work Sessions on Song of Traditons;  alle 19.20, Katie’s Tales un monologo di e con Agnieszka Kazimierska; alle 21 Di qua dall’Infinito di e con Michele Santeramo e le musiche di Sergio Altamura e di Giorgio Vendola. Per saperne di più teatrodellatoscana.it

Con Tommaso Sacchi, Presidente della Fondazione Teatro della Toscana